mercoledì 6 agosto 2014

VERSO LA BANCAROTTA: ANCORA IN CALO IL PIL DEL SECONDO TRIMESTRE, A -0.2%

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Come ampiamente anticipato in questo sito, l'Istat, qualche istante fa, ha reso noto il PIL del secondo trimestre 2014, risultato in calo dello 0.2% rispetto al trimestre precedente.
Da Istat:
Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.
Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.
Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013.
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.
L'Istat ha anche comunicato il dato sulla produzione industriale di giugno, risultata in aumento dello 0.9% rispetto al mese precedente.
Da Istat:
A giugno 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,9% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2014, l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,4% (i giorni lavorativi sono stati 20 come a giugno 2013). Nella media del primo semestre dell'anno la produzione è aumentata dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.A giugno l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni strumentali (+2,6%), dei beni di consumo (+2,5%) e dell'energia (+0,3%); segna invece una variazione negativa il comparto dei beni intermedi (-0,2%).Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2014, un solo aumento tendenziale nel raggruppamento dei beni di consumo (+3,5%); diminuiscono invece l'energia (-1,4%), i beni intermedi (-1,3%) e i beni strumentali (-0,1%).Per quanto riguarda i settori di attività economica, a giugno 2014, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+4,0%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,9%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,2%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-11,7%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,9%).


3 commenti:

  1. C'è un diffuso deteriorarsi dei numeri ma non in modo significativo ne' senza qualche luce. Se consideriamo il ruolo chiave dell'Italia in un mondo di Nazioni molto interconnesse tra di loro c'è la speranza di evitare la bancarotta o per lo meno di una evoluzione dei fatti che non possa essere chiamata così

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    1. Sostanzialmente sarebbe come dare un calcio in là alla palla...
      Credo sia altamente improbabile l'inversione di marcia, troppi interessi ci hanno spinto fin qui, indubbiamente anche il nostro immobilismo ha dato una grossa mano a che le cose addivenissero sempre peggio...un popolo incapace, semplicemente rappresentato da incapaci e chi ha subodorato le circostanze, ne ha approfittato. Tutto qui. Non si tornerà indietro.

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  2. Il Governo potrebbe anche intervenire agendo sulla natura di una quota dei titoli pubblici detenuti da enti istituzionali italiani magari in via temporanea e privilegiando l'acquisto da parte di questi ultimi dei beni pubblici immobiliari e finanziari in via di dismissione

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