martedì 29 luglio 2014

QUELLI CHE IL COSTO DEL DEBITO PUBBLICO E' DIMINUITO

Già tempo addietro avevo scritto un post evidenziando che non sempre ciò che appare scontato, alla fine dei conti, in effetti lo è.
Come ad esempio il costo del debito pubblico, che secondo alcuni professoroni sarebbe diminuito. Per aggiunta, proprio grazie ai tre dell'Ave Maria (Monti, Letta, Renzi), che invece sembrano essersi guadagnati il ruolo dei tre dell'apocalisse, vista la distruzione che sono stati capace di produrre.
Ma veniamo al dunque.
Partiamo da alcuni semplici dati, come ad esempio la spesa per interessi sul debito sostenuta dallo stato italiano.

A fine 2011, cioè quando lo spread tra il BTP e Bund tedesco viaggiava oltre 500 punti, era il 5% del PIL. Il Prodotto Interno Lordo valeva 1580 miliardi di euro. Da ciò se ne deduce che la spesa per interessi, in quell'anno, è stata 79 miliardi di euro (1580*5/100). Sapendo che il debito pubblico, a fine 2011, ammontava ad euro 1907 miliardi di euro, si può ricavare che il tasso medio nominale pagato dallo stato sul debito pubblico è stato di circa 4.14%. Ma questo è un tasso al lordo dell'inflazione. Ai fini del nostro ragionamento, ciò che interessa è il tasso reale, ciò al netto dell'inflazione, poiché misura in termini reali quanto lo stato effettivamente paga.
In quell'anno (sempre 2011) il tasso di inflazione annuo (cioè dicembre 2011 su dicembre 2010) è stato di circa il 3,30%. Quindi, in maniera non troppo affinata, possiamo dedurre che tasso reale è stato dello 0.84% (tasso nominale 4.14 - inflazione 3.30= 0.84%). E questo è il costo reale sostenuto dallo stato italiano espresso percentualmente.
Veniamo ai giorni nostri.
Secondo le stime contenute nel DEF, l'italia, nel 2014, dovrebbe spendere per gli interessi sul debito il 5.2% sul PIL, con il Prodotto Interno Lordo stimato a 1587 miliardi di euro.
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Il 5.2% di spesa per interessi sul PIL, è un dato del tutto farlocco, per il semplice motivo che le stime di crescita del PIL sono del tutto inverosimili e irrealizzabili (lo abbiamo spiegato QUI, ma anche altrove). Quindi, la spesa per interessi, con il PIL che sarà destinato a rimanere ben al disotto delle stime governative, verosimilmente, inciderà in maniera superiore rispetto al 5.2% previsto. Anche il dato sul debito pubblico, stimato a fine 2014 a euro 2141 miliardi, è del tutto saltato in aria, visto che già a maggio era di 2166 miliardi di euro.
Ma lasciamo stare queste sottigliezze e prendiamo  comunque per buoni  questi dati  che, ripeto, sono del tutto infondati.
Con il PIL a 1587 miliardi di euro (potete ridere) e una spesa per interessi del 5.2%, significa che per il 2014 l'Italia spenderebbe 82 miliardi di euro per interessi. Che su un debito pubblico di 2141 miliardi (potete nuovamente ridere) equivale ad un tasso nominale sul debito del 3.83, in calo rispetto al 4.14 medio pagato nel 2011.
Si da il caso, però, che l'inflazione, oggi,  anziché essere del 3.3% come nel 2011, sia di appena lo 0.3%. Per cui il tasso reale pagato dallo Stato italiano sul proprio debito è del 3.53% (3.83-0.3), contro lo 0.84% del 2011. Tenendo conto che il calcolo che abbiamo fatto si fonda su dati farlocchi perché farlocche sono le previsioni di crescita, possiamo concludere che il tasso reale pagato sul debito, non solo è aumentato notevolmente rispetto al 2011, ma è addirittura più alto rispetto a quello che abbiamo bonariamente stimato.
Spiegatelo a Renzi e ai professoroni.

6 commenti:

  1. Solo un chiarimento. Nel 2011 l'interessi sul debito era del 5% mentre nel 2014 l'interesse sul debito è del 5.2%. Potresti per cortesia spiegarmelo....

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    1. E' in rapporto al PIL. Nel 2011 si spendeva il 5%del Pil per la spesa per interessi. Nel 2014 il 5,2, secondo stime Def

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  2. Mittico cardenà.

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  3. Molto intelligente il ragionamento sul tasso reale, che spesso viene omesso da chi ha convenienza a far sembrare tutto rose e fiori, TUTTAVIA bisogna secondo me considerare un paio di altri dati: la durata media dei titoli di debito italiani è di 6,6 anni e il 70% del debito è emesso a tasso fisso (non indicizzato). Questo implica che nel 2014 ( e ancora oggi nel 2015), gran parte del debito pubblico è pagato con i tassi del 2011 o addirittura precedenti: per capire se la situazione è veramente cambiata è più utile confrontare i tassi dei titoli emessi nel 2011 con quelli emessi oggi: il confronto più netto è tra il 7% che si arrivava a concedere agli investitori nel Novembre 2011 e l'attuale 1.3% (parlo di BTP a 10anni), da cui conseguono tassi reali rispettivamente di 3.7% (7-3.3) e 1% (1.3-0.3).
    Sottolineo la variazione in termini reali di 2.7%.
    Ad una diminuzione del 72% dei tassi reali (2.7/3.7*100) non si è accompagnata una diminuzione della spesa per il debito del 72% per due motivi:
    1. Il 7% è stato un picco momentaneo
    2. Come ho detto all'inizio l'impatto della variazione dei tassi sul bilancio impiega anni (in media 6,6) a manifestarsi in maniera preponderante.
    La verità è che il dato viene sbandierato in maniera propagandistica, ma con il tempo (se i tassi rimangono così bassi), gli impatti positivi si vedranno veramente.

    Sei d'accordo con me?

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  4. Sono d'accordo con te ...solo se l'inflazione tornasse a valori attorno al 2%... purtroppo vedo la situazione ben lungi dall'accadere...la realtà è che considerando l'interesse medio globale su tutto l'ammontare di debito (vecchio e nuovo) , perciò per gli interessi annualmente pagati, il ragionamento di Cardenà non fa una piega. Inoltre, per precisare...il decennale con spread basso (circa sui 100) paga circa il 2%, l'1.3 che lei ipotizza è altamente sottovalutato, in quanto siamo piu vicini al 2........ che all'1.......... con inflazione 0........ fanno circa 2 netti... (esempio dell'articolo spread 175 tasso btp10= 3.25% perchè dipende pure dalle variabilità del bund e non solo btp.... perchè nel 2011 lo spread era a 600 ma il bund era a 0 .....http://www.repubblica.it/economia/2014/03/27/news/l_italia_alla_prova_dell_asta_di_bot_semestrali_padoan_assicura_rispettiamo_gli_impegni-82019275/

    fatto sta che per ora con deflazione stiamo solo rimettendoci..... e il presidente della BCE non sta adempiendo il propio mandato......vorrei vedere con situazione inversa.....auguri...... L'EURO SERVE AI RICCHI PER AVERE STABILITA' E INFLAZIONE BASSA......PER UN PO...E' STATO GESTITO UN PO ALL'ACQUA DI ROSA...ORA SIAMO ARRIVATI AL MARCO FORMATO BUNDESBANK.......fatto apposta per le famiglie miliardarie delle grandi aziende tedesche......su cui si fonda il capitalismo tedesco..... con questo sistema il nostro debito è e sarà impossibile da pagare....oggi,,,domani,,,,,sempre

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