lunedì 28 luglio 2014

L'ITALIA CHE AFFONDA FUNZIONA PIU' O MENO COSI'

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L’Italia che affonda (come giusto che sia) funziona più o meno così.

Poniamo il caso che hai  una piccola azienda che va bene, produce fatturati e utili. L’azienda è affidata con il sistema bancario perché il business è buono e tu hai ipotecato la tua casa per garantire le line di credito necessarie alla tua impresa per poter lavorare. 

Sei stato anche sempre diligente e preciso con il pagamento dei fornitori, delle tasse e dei contributi dei tuoi dipendenti. Insomma, tutto in regola. Ad un certo punto della storia arriva la crisi e la tua azienda va in difficoltà. Ma siccome tu sei stato diligente, magari hai messo via qualche risparmio. Quindi, sostieni l’azienda (come giusto che sia) anche perché pensi che la crisi sia passeggera e quindi destinata a risolversi in breve tempo.

C’è un problema, però. Ossia che la crisi, anziché durare solo qualche trimestre, si protrae per diversi anni, peraltro aggravandosi. Ma tu non molli, perché ne fai una questione di orgoglio e di buon nome. Magari quel buon nome di tuo nonno o di tuo padre che, con tanto sacrificio, avevano creato quell’azienda pensando che un giorno saresti stato tu a gestirla e ad esserne il timoniere.
Proprio per questo, in questi anni di crisi, ti dissangui e finanzi l’impresa prosciugando tutti i tuoi risparmi. Ma non basta. I tuoi clienti ritardano sempre più i pagamenti. Alcuni di loro falliscono e i tuoi crediti diventano carta straccia. Sono crediti che tu avevi anticipato nel tue linee di credito bancario. Quindi, onde evitare la segnalazione alla centrale rischi bancari, devi coprirli.
Chiedi altri affidamenti, in altre banche. Ma anche loro navigano in cattive acque e poi, quando vedono che il tuo business non è più profittevole come negli anni addietro, non se la sentano di accollarsi i crediti di altre banche, che sarebbero i tuoi debiti. Quindi, legittimamente, si rifiutano di finanziarti.
Per sistemare i buchi che si stanno aprendo, avendo esaurito i risparmi, non hai altra via d’uscita che finanziarti non pagando le tasse. Quindi non versi l’IVA, l’irpef dei tuoi dipendenti e neanche i contributi.
Cerchi di tappare i buchi come puoi. Ma la crisi si aggrava e i buchi diventano voragini. La tua banca storica con la quale sei affidato e hai linee di credito, si fa sempre più insofferente nei confronti della tua posizione. Si sentono a rischio e chiedono anche le firme di garanzia di tua moglie o dei tuoi famigliari. Le concedono, accompagnate anche dalla garanzia di un confidi al quale tu, pur non potendotelo permettere, paghi laute commissioni.
I debiti tributari aumentano. Ti arrivano pacchi di avvisi bonari da parte degli enti impositori. Li rateizzi, con annesse sanzioni e interessi. Ma non riesci a pagarli e quindi decadi dai benefici. Lo Stato ha i conti allo sfascio e deve incassare. Quindi manda la cavalleria a riscuotere la pretesa tributaria.
Arriva Equitalia con aggi, interessi e con il 30% di sanzioni. Ormai sei con l’acqua alla gola e decidi che se  non vuoi mandare a casa i tuoi dipendenti e vuoi continuare la tua impresa pagando i fornitori, te ne freghi di Equitalia. Ma questi, dopo pochi mesi, aggrediscono il tuo capannone e ti iscrivono ipoteca. La banca si accorge dell’ipoteca iscritta da parte di Equitalia e capiscono che sei più spacciato rispetto a quanto emerge dai tuoi bilanci. Ti chiedono il rientro dei fidi. Ormai sei fallito e la tua azienda è andata a puttane.
Non hai più lavoro, i fornitori non ti consegnano più le merci e tu non puoi fare nulla di più che annegare nella tua tua disperazione in un mare di melma chiamato ItaGlia. Hai terminato le tue riserve, la tua famiglia scricchiola e anziché avere sussidi di disoccupazione, ti arrivano le cartelle di Equitalia. Fine della storia. E non è un happy end.
Ps: questa è una storia comune a milioni di imprese e famiglie presenti in Italia. Soggetti che non hanno alcun futuro e che questo Stato fa finta di non vedere condannandoli a morte certa.
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19 commenti:

  1. Fallo capire ala maggioranza degli italiani (i dipendenti) che in massa hanno votato Renzi.

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    1. destrydomesticademand1 agosto 2014 15:43

      l'alternativa era berlusconi?...provate a fare un bilancio dal 1994 ad oggi...

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  2. Lo capiranno... Lo capiranno.... Peccato sarà troppo tardi.

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  3. un analisi corretta di come in questo paese ci si rovina lavorando con spirito di sacrificio e senso del dovere con onestà che dire di più

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  4. cose a caso:
    1) è facile fare gli imprenditori in tempi di vacche grasse, un po' meno quando le vacche sono magre
    2) se non sei competitivo NON E' solo colpa dello stato
    3) Auto analisi: quanti soldi hai investito in R&D?
    4) visto l'Iceberg, perché non hai chiuso la baracca per tempo o hai convertito il business?
    5) la storia dell'imprenditore che paga tutta l'IVA è un po' come credere a Babbo Natale.

    come diceva quella buon'anima di mio nonno, contadino, "per fare un fosso ci vogliono due rive". Quando ci si lancia in questo tipo di analisi sarebbe meglio scremare la parte emozionale e aggiungere la parte dell'autocritica, altrimenti non serve a niente e a nessuno.

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    1. destroydomesticdemand2 agosto 2014 15:17

      perfetto....

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    2. Per caso lei fa l'imprenditore in Inghilterra? O in altri luoghi in cui è più facile fare impresa?

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    3. Ma quali vacche magre. Ci vuole ormai un eroe o un pazzo a fare impresa in un paese con la più alta tassazione al mondo, burocrazia asfissiante, servizi e infrastrutture pessimi, delinquenza, assenza di credito, giustizia civile che richiede decenni per una sentenza, ecc. Lo stato ha il 99% di responsabilità in questo, diciamo che NON è solo colpa dello stato per quel restante 1%

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    4. x anonimo:
      punto 1: vero. Infatti, nonostante la situazione catastrofica, c'è chi è ancora aperto.
      punto 2:competitività? Qundo lo stato si porta via, tra dirette, indirette, pratiche assurde ed onerose che succhiano tempo al LAVORO VERO, il 90% del guadagno, beh, allora è SOLO COLPA DELLO STATO;
      punto 3: Ricerca e sviluppo? TROPPO, ho investito troppo! Brevetti non tutelati, ore e ore a sperimentare per ritrovarsi col nome di un idiota al posto del mio sul prodotto finito;
      punto 4: chiudere e convertire? bella questa! ma almeno lo sai QUANTO COSTA CHIUDERE!!! quanto ci rimetti a chiudere una snc in cui lo stato ti ha costretto senza più poterne uscire (non senza svenderti capannone, case, macchinari...). Solo una srl priva di beni, priva di investimenti costati anni, può fuggire e riciclarsi (sì, riciclarsi in quanto azienda pattume!)
      punto 5: sì, vero, non la pago a 15 gg quando i miei clienti spa nemmeno la pagano a me! la pagherò, prima o poi... è il solo modo di sopravvivere.
      Autocritica? sono imbecille, lo ammetto... imbecille ad aver sperperato la mia unica vita a lavorare, ad impegnarmi per ...mantenere gente che la pensa come lei.
      Cristina, metalmeccanica artigiana

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  5. Fare l'imprenditore non è facile in nessun luogo, altrimenti non esisterebbe il RISCHIO d'impresa. A prescindere da questo dettaglio, moltissimi imprenditori sanno solo lamentarsi senza fare auto critica e investire soldi in formazione. Tante aziende si perdono nell'ignoranza di chi le guida, o altre ancora falliscono perché il padrone ha promosso a responsabile marketing la persona sbagliata. In un mondo web-oriented, inoltre, molti business si presentano nei palcoscenici importanti (nel mio settore può esserne un esempio Anuga) con un contatto email fornito da un provider generico (gmail o addirittura cariatidi come Yahoo e virgilio per intenderci). Inoltre c'è da affrontare il problema della polverizzazione dell'industria italiana: forse i consorzi sono una soluzione, ma quando riusciremo a capire che solo l'unione fa la forza?

    insomma, l'imprenditoria italiana fa acqua da tutte le parti e l'unico capro espiatorio che sa trovare è lo stato, se non i cinesi o gli immigrati. A me pare uno di quei discorsi da terza elementare che sentivo fare a quei trasportatori veneti che venivano giù ogni tanto in ditta.

    La classe imprenditoriale deve elevarsi intellettualmente, smettere di parlare di tasse e lamentarsi dei vincoli che ha con lo stato se vuole sopravvivere. Altrimenti che muoia, e che i tedeschi comprino tutte le nostre aziende come già stan facendo.

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    1. Perfetto! Purtroppo, intellettualmente, noi italiani siamo assenti da tempo immemorabile.

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    2. Mai letto così tante stronzate in così poche righe. La sua idiozia farebbe solo pena se non offendesse le sofferenze di milioni di persone. Vergognati cretino.

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  6. Per anonimo...solo uno con il posto statale può fare simili discorsi...scenda dal cielo e venga sulla terra prima di parlare così..

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. La grande maggioranza degli italiani (quindi anche i così detti imprenditori) NON sa nulla di come funziona internet o un computer ( e dovrebbe saperlo, in ogni settore è fondamentale) e neanche conoscono una lingua straniera. Poi vogliamo parlare dell'evasione fiscale? Da decenni non vengono pagate le tasse con il bene placido di funzionari e politici corrotti! L'ignoranza è gran parte della causa.

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    3. Internet? Lingua straniera? Evasione fiscale? non so su quale pianeta vive lei, ma non di certo in Italia! E di imprenditori e parlo di quelli che fanno LAVORO, non "business" da sciacallo, da questo commento, dimostra di sapere praticamente nulla. Guardi quelli che piegano la schiena ogni giorno, non in senso metaforico! Guardi quelli costretti a rinunciare ad ammodernamenti (e non parlo di un misero PC) per non trovarsi a combattere con ridicoli studi di settore partoriti da menti allucinate del SOSE; di quelli obbligati a pagare il NON DOVUTO per poter controbattere al fisco (inutilmente, perchè la risposta riscontrata è: "E' vero, lei non potrebbe fare nero nemmeno volendo, ma noi dobbiamo portare a casa... Facciamo a metà!")
      Ribadisco, non solo lei non vive su questo pianeta, ma neppure vicino a questa galassia.
      Cristina, metalmeccanica

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    4. Cosa c'entra lo studio di settore con l'ignoranza, per caso lo studio di settore impedisce di avere conoscenze necessarie al lavoro? I pc li abbiamo già si tratta di saperli usare, stessa cosa per il resto. E' vero che il fisco è ingiusto a volte ma gli imprenditori per decenni non hanno mai pagato le tasse nemmeno quando si poteva fare!! Lei fa la metalmeccanica e nemmeno si rende conto di dare ragione a chi ci ha messo in queste condizioni.

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  7. Voglio raccontare una storia alla quale sono stato "indirettamente" spettatore.
    Mi riferisco ad una piccola ditta, di cui ce ne sono tante in giro per l'italia, la quale ha lentamente ridotto prima il personale e poi ha chiuso i battenti.
    Per motivi miei banali, mi sono rivolto al titolare dell'impresa per avere alcuni oggetti che sapevo essere in loro disponibilità, per cui ho chiesto allo stesso il motivo della chiusura. Bene, come l'articolista ha ben scritto, il titolare da me sentito, mi ha riferito che il lavoro ne avrebbe a bizzeffe, ma le banche non lo supportavano più, anzi gli hanno intimato la restituzione del capitale.
    Ora possiamo fare e dire quello che vogliamo, ma se il sistema monetario bancario, non concede più finanziamenti, occorre chiedersi perchè?
    Premetto che le banche hanno nel passato creato artificialmente espansione e crisi, il cui unico scopo è stato quello di acquisire come un novello signore, i loro beni.
    Se vogliamo ora dirla tutta, ci troviamo che le stesse, a seguito delle fusioni, dell'abolizione della Glass Stegall, si sono fiondate come pazze nell'acquisizioni di titoli con tripla aaa, che di fatto erano spazzatura... Vedi la crisi del 2007! Ora in pancia hanno un'enomre quantità di titoli tossici, che non sanno più a chi santo votarsi e volano bassissimo, tantè che acquisiscono solamente titoli di stato che non comporta nessuna riserva frazionaria.
    Poi ognuno come sempre la può pensare diversamente, ma sarebbe interessante avere una dialettica schietta e non artificiale..
    Saluti.

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    1. per anonimo...........lei e un bamboccione ricco e non ha nessuna esperienza di impresa . sicuramente avra' una laura alla bocconi ma per capire le nostre lamentele apra una partita iva , impresa o ditta cosi si rendera' conto di (quante noci stanno nel sacco )veccho proverbio ( coglione)

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