domenica 1 giugno 2014

IL GIUDIZIO CHE VERRÀ'

Premessa: ho dettato questo post in fretta e furia, attraverso le funzioni vocali del cellulare. Quindi perdonate eventuali errori.


Domani arriverà il giudizio della Commissione Europea sul Def. 
Vi anticipo, alla meglio, quelli che, secondo me, saranno i rilievi della Commissione.
Gli obbiettivi di crescita saranno giudicati irrealizzabili nel breve/medio periodo e questo, principalmente, per diverse ragioni che vi sintetizzo così:

1) la domanda interna rimarrà assai debole per tutto l'anno, anche in relazione ai livelli altissimi di disoccupazione.

2) la componente estera non è detto che apporti quel contributo alla crescita che, invece, il governo si attende. In altre parole il governo ripone troppa fiducia nella crescita dell'economia globale. E, a quanto sembra, il ciclo economico appare assai più debole rispetto alle previsioni del governo.

3) a questo si aggiunge anche tensioni geopolitiche in varie aree del mondo che potrebbero impattare sulla crescita dell'economia globale.

4) le previsioni di crescita previste nel Def sono di un 30-40% superiori rispetto a quelle di altri organismi internazionali.

5) le previsioni di crescita del Pil nominale ipotizzate dal governo si fondano su un livello di inflazione di oltre l'1%. Ad oggi l'inflazione è circa la metà e persistono evidenti spinte disinflazionistiche, nonostante l'aumento dell'Iva dello scorso ottobre. 

6) le previsioni sul costo del debito sono troppo ottimistiche, anche in considerazione del fatto che eventuali politiche monetarie più restrittive da parte della Federal Reserve porterebbero ad un aumento dei tassi anche nel contesto DELL'EUROZONA. Quindi tassi più alti significano maggiore spesa per interessi.

7) per gli anni successivi al 2014 mancano le coperture per finanziare la manovra degli 80 euro prevista da Renzi, che costa circa 10 miliardi all'anno.

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma penso che questo potrebbe bastare.

Le stime su deficit e sul debito pubblico sono già saltate in aria. Ergo occorre un'altra manovra.

#tictactictac

Che non si dica che non lo avevamo detto.

8 commenti:

  1. Il discorso non fa una grinza. Bisogna vedere quanto il peso politico del voto in Italia (pro Renzi/Merkel) potrà valere nel contesto UE. Ma se il giudizio fosse positivo, si tratterebbe solo spostare il problema più avanti di qualche mese. Giusto per farci godere i mondiali di calcio...e poi bastonata tra capo e collo (maxipatrimoniale?)

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  2. Sig. Carenà! I complimenti li ho fatti varie volte. Purtroppo li devo rifare. Purtroppo... perche aimè, ci toccherà davvero pagare un nuovo conto per questo schifo di sistema nel quale siamo entrati. E la grande maggioranza degli italioti non si rende conto che siamo come sul Titanic, nel suo viaggio tragico verso il fondo del mare!

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  3. Sul punto 2, tra l'altro, non è detto che la crescita globale conduca a una crescita italiana. Se i prodotti italiani restano troppo cari a causa dell'euro la situazione rimarrà pressoché la stessa.
    Quanto alla crescita sono dati ridicoli, diranno che ci sarà una ripresa perché hanno ritoccato il calcolo del PIL, ma siamo e saremo in piena recessione.

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  4. Tutto va ben, madama la marchesa,
    va tutto ben, va tutto ben,
    però l'attende forse una sorpresa
    che dir non posso fare a men:
    un incidente banal, meschino,
    è morto il suo bel progettino finanziario;
    a parte ciò, madama la marchesa,
    va tutto ben, va tutto ben.

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  5. IL 01/06/14 di sera sono finito per caso in un circolo pd nel quale suonavano alcuni gruppi amatoriali, i quali front man (tutti) hanno parlato male (giustamente) di renzi, tra il pubblico nessuno sembrava simpatizzare con il giullare fiorentino. Che la sitazione sia gravissima se ne sono accorti pure i più stolti (forse) . Forse c'è in tutto questo anche l'ombra di brogli elettorali. Basteranno i mondiali ad ingannare ancora gli italioti? Forse si, ma la matematica non si inganna.

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  6. Alcune considerazioni.

    1) Esatto. Forse delle due è probabile che la domanda aggregata interna diminuisca, visto che la dinamica della disoccupazione va in direzione opposta.

    2) Esatto. La domanda interna delle altre nazioni (cioè il nostro export) è bassa e resterà bassa. Basta controllare le forecasta pubblicate qui (ec.europa.eu) per rendersene conto. Quale che sia la nazione, la formula è sempre la stessa: "Weak domestic demand continues weighing on economic recover." Chissà come mai...

    3) Alle tensioni geopolitche ci aggiungerei il rischio-bolla degli USA (http://www.nytimes.com/2014/01/06/opinion/the-bubble-is-back.html?_r=0) del quale numerosi economisti si stanno già preoccupando. Se dovesse scoppiare, la guerra civile in Ucraina ci sembrerà una gita domenicale.

    4) Esatto. Ma è da criminali fare stime del genere.

    5) Idem come il 4.

    6) Idem come il 4 ed il 5. Sono SUL SERIO dei criminali, dato che non c'è un singolo dato macroeconomico che giustichi tali cifre, quale che sia la nazione. Anzi, vanno in direzione diametralmente opposta (http://vocidallestero.blogspot.it/2014/05/la-francia-ha-un-buco-di-bilancio-di-14.html)

    7) Oh, ne serviranno si di manovre a partire da quest'anno, non esclusa una patrimoniale o qualcosa di simile. Se Y = C + I + G + NX allora, per usare un fancesismo, we're fucked.

    ChinaCat

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  7. Le leggi dell'economia sono come quelle della Natura: è solo questione di tempo...

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  8. PROVINCIA | 6/6/2014 - 12:47
    Si terrà lunedì 9 giugno presso la Camera di Commercio il seminario dal titolo “Mettersi in proprio: opportunità e strumenti di accesso al credito”, durante il quale verrà presentato il progetto “Boot Camp per nuove imprese”. Si tratta di un percorso di formazione gratuito, messo a punto dalla Camera di Commercio per sostenere l’autoimpiego in forma d’impresa.
    Dunque non so quanti di voi abbiano una attività in proprio + o - grande.
    Io ho abbandonato la mia 2 anni fa per motivi familiari e per esaurimento combattività...
    Vi propongo solo questo ragionamento per comprendere quali prospettive possa avere la nostra economia:
    - apro un'attività, ci metto i miei soldi
    -ci metto la mia professionalità
    -ci metto il mio tempo
    -ci metto la mia passione
    -ne assumo tutto il rischio
    e alla fine se ci scappa un utile, un socio, neanche tanto poi occulto, me ne preleva il 50/60% senza fare niente, anzi spesso ostacolandomi.
    Sì è vero ben venga la redistribuzione del reddito, la copertura delle spese sociali, ma fino a un 30% di imposte e di costi imposti, se ne può parlare...poi si autoavvera il detto "se ti viene voglia di lavorare, siediti qualche minuto, vedrai che ti passa..."
    La maggior parte di coloro che si autoimpiegano, e non si siedono qualche minuto a pensare, sono destinati a chiudere in breve tempo.
    State sereni....

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