mercoledì 4 giugno 2014

IL DEBITO CONVENIENTE

Che l'Italia riduca il debito non conviene a nessuno.
Pagare 85 miliardi di euro di interessi all'anno (con proiezioni in crescita) è un ottimo affare per chi ha soldi da investire, molti soldi. E quindi l'Italia, per loro, è un ottimo business.

Chi sono loro? Sono le banche italiane che detengono poco meno di un quarto del flottante dei titoli di stato. Sono le banche d'oltre confine, i fondi pensione italiani e esteri, i fondi comuni. Ai risparmiatori italiani, che detengono poco meno di 200 miliardi di euro, nella migliore delle ipotesi,  vanno interessi marginali rispetto al totale della spesa sostenuta.



Tutti urlano che occorrerebbe diminuire il debito pubblico al fine di abbattere la spesa per interessi. Ma il debito, più è ampio, più aumenta l'affare. Per prima cosa, più debito significa più interessi da incassare (e da pagare, per chi li paga). In secondo luogo, quanto più grande è il debito, tanto più ampia è la forma di ricatto che possono esercitare gli investitore che, minacciando di mandare deserte le aste di collocamento, possono veicolare le scelte di politica economica dei governi.


C'è poi da considerare il fattore rischio. A quanto pare inesistente (almeno apparentemente), per chi compra il debito italiano. Altrimenti non si spiegherebbero le ragioni per le quali l'Italia riesca a collocare debito pubblico con i tassi ai minimi storici, nonostante l'evidente distruzione economica intervenuta in questi anni di crisi che, in condizioni di normalità, avrebbe dovuto incidere significativamente anche sulla capacità di collocare debito da parte dell'Italia, oggi assai più vulnerabile  rispetto a quanto lo fosse qualche anno fa.  Il motivo è semplicissimo da comprendere:  l'Italia è ricca. E il risparmio degli italiani è la migliore garanzia posta a tutela delle regioni dei creditori.  

E' sufficiente disporre di governi "compiacenti", e il gioco é fatto. Che piaccia o meno, loro (i governi) grazie all'autorità conferitagli da quelle regole che loro stessi usano chiamare leggi, possono imporre tasse, confische, espropri di ogni genere e sorta e ripagare i creditori. In questo modo, il risparmiatore sarà stato derubato e il creditore soddisfatto.

Proprio ieri, sulla stampa nazionale,  si è letto di una proposta avanzata dal Fondo Monetario Internazionale, secondo la quale gli Stati fortemente indebitati (leggasi anche Italia) dovrebbero sospendere il pagamento degli interessi sui titoli di stato, in caso di aiuti da parte del FMI stesso. E' una proposta che fa letteralmente sorridere, solo per usare un eufemismo. E ciò per diverse ragioni.

In primo luogo, come dicevamo, andrebbe ricordato che il pagamento degli interessi, in un certo qual modo, costituisce anche una forma di sussidio statale alle banche, che trovano conveniente investire in titoli di stato (apparentemente privi di rischio), anziché assumersi il rischio di dover finanziare imprese che operano in un contesto di crisi, che potrebbe portare ad aggravare le condizioni già precarie di un numero non del tutto indifferente di banche alle prese con elevatissimi volumi di sofferenze. In questo senso, incassare cospicue cedole  è una componente (quasi essenziale) dei ricavi delle banche, che consente di mitigare l'impatto delle perdite che emergono per via dell'esplosione delle sofferenze.

Quindi, sospendere il pagamento delle cedole, rischierebbe anche di produrre uno shock sul segmento  più fragile del  comparto bancario che, a quel punto, vedrebbe scomparire una componente di reddito essenziale per mitigare le perdite.

In secondo luogo andrebbe anche ricordato che l'Italia, nonostante un robusto avanza primario, ogni anno si trova a dover rinnovare mediamente 350/370 miliardi di titoli di stato in scadenza, oltre che  finanziare il deficit di bilancio. Chi mai acquisterebbe i bond pubblici di uno stato che non onora il debito? Chi lo facesse, pretenderebbe interessi di gran lunga maggiori a quelli odierni, annullando quasi subito i benefici derivanti dalla sospensione del  pagamento delle cedole e facendo nuovamente aumentare il costo del debito in pochi anni. Senza poi trascurare il fatto che, per arrivare ad una soluzione del genere,  andrebbero anche contrastate le resistenze di quei paesi che hanno (più o meno direttamente) un forte interesse a mantenere l'Italia schiava del suo debito.
Il debito italiano è un ottimo affare per tutti, insomma. Tranne che per gli italiani.





21 commenti:

  1. Piaciuto. Chiaro e preciso, vitale. Se tutti riflettessero...
    Grazie Paolo

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  2. Ma le quote dei fondi chi le ha sottoscritte se non il risparmiatore? Per cui quando si valuta a quota in mano ai risparmiatori sarebbe corretto considerare anche i titoli detenuti dai fondi.
    Concodo pienamente che l'unica garanzia che c'è sul debito è data dalla ricchezza degli italiani (risparmio + case - queste rappresentano circa il 75% della ricchezza degli italiani)

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    1. Attenzione: i fondi comuni di diritto italiano hanno un'esposizione quasi marginale sul debito pubblico italiano...

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    2. Questo è vero. E' altresì vero che tutte le sgr italiane hanno costituito delle sicav lussemburghesi. Inoltre tanti italiani hanno sottoscritto e sottoscrivono fondi di case non italiane.
      Certo è che il debito è e continua ad essere un problema per l'attuale generazione e ancora di più per le prossime. La responsabilità in primis è della classe politica che ci ha governato in tutti questi anni. Nessuno evidenzia che grazie all'euro l'Italia ha potuto beneficiare dal 1998 al 2010 di condizioni pressoché simili alla Germania. Ho letto che si stima un risparmio di circa 700 mld di interessi non pagati. La drammaticità è che nonsolo abbiamo sprecato queste risorse, ma guardando i dati pubblicati da Banca di Italia, vediamo che nello stesso arco temporale il debito è cresciuto di circa 600 mld (era 1.281 mld nel 1999 - pari al 113,7% deb/PIL - ed era 1.843 mld nel 2010 - 127% deb/PIL -) oggi supera i 2mila mld. - mi pare che si abbia raggiunto il 135% deb/PI, la Grecia crollo su questi livelli se non sbaglio - e sempre da fonte di Banca d'Italia si stima che nei prossimi anni, stando i tassi a questo livello ma già dice che in realtà potrebbero salire, pagheremo 475 mld di interessi.

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    3. Ok, benissimo! Ci sarebbe solo da discutere se sia stata l'introduzione dell'euro a determinare la caduta dei rendimenti dei titoli di stato, oppure questa performance sia derivata da fattori globali. Nello stesso periodo di tempo la caduta dei rendimenti è stata comune a quasi tutti i paesi più industrializzati e non solo. Comunque sia, è vero che nei prossimi 5 anni dovremo pagare 450 miliardi di euro di interessi. Ti faccio osservare che negli ultimi 54 ne abbiamo pagati 320. E' una follia, questa.

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    4. Volevi dire negli ultimi 4 e non 54

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  3. Proprio ieri sera guardavo su RAI Storia un documentario sulla Vita di Adriano Olivetti e uno sull'avventurosa esistenza di Steve Jobs.
    Adesso ritorno bruscamente alla realtà con questo post.
    Devo ammettere che la verità è veramente dolorosa, direi (quasi) insopportabile!
    E' mai possibile che la stupidità trionfi solo nel nostro misero orticello italico..?
    Chiedo scusa per lo sfogo.


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    1. Figurati, non devi scusarti proprio di nulla. Anzi, ti ringrazio.

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    2. Abbiamo delle eccellenze e non sappiamo sfruttarle.
      Ogni volta che entro in un negozio della Nespresso rimango allibito. Il caffè all'italiana ce lo invidiano in tutto il mondo. Oggi dovunque tu vada trovi una macchina per il caffè espresso ma continuiamo a bere delle brodaglie. La Lavazza creò anni fa il primo caffè in cialde decente. Un progetto che è rimasto tale per tutti questi anni senza subire grandi modifiche o miglioramenti. Poi sono arrivati gli "gnomi" Svizzeri e hanno lanciato il caffè espresso ad uso familiare raggiungendo una qualità invidiabile. Un altro business che ci hanno portato via e ancora una volta le nostre aziende perdono una opportunità.
      La prossima volta chi toccherà?

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  4. E' un suicidio!?!

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  5. A costo di fare il bastian contrario, non credo che il debito pubblico sia poi un gran problema. Un debito è un problema quando non lo si può ripagare. Prima di saltarmi addosso, forse conviene leggere questo:

    Paul E. De Grauwe - No. 346, Maggio 2011
    Generalità
    Quando si entra in una unione monetaria, i paesi membri cambiano la natura del loro debito sovrano in un modo fondamentale, vale a dire che cessano di avere il controllo della moneta in cui il loro debito è emesso. Come risultato, i mercati finanziari possono forzare questi paesi in default. In questo senso, i paesi membri di un’unione monetaria sono declassati al rango di economie emergenti. Questo rende l’unione monetaria fragile e vulnerabile ai cambiamenti di umore del mercato. Ciò rende anche possibile che si auto-avveri l’insorgere di equilibri multipli."

    http://econocrash.altervista.org/la-governance-di-una-fragile-eurozona/

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    1. Ciò rende anche possibile che si auto-avveri l’insorgere di equilibri multipli.
      Mi preoccupa l'anche di troppo.
      Ipotesi suggestiva ma.. nella realtà giocheresti a carte con un baro..?

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    2. @ renza

      Non capisco chi sia il baro. Se hai la pazienza di leggere tutto il wp di de Grauwe troverai questo capitolo "Equilibri multipli" :

      "La volatilità intrinseca dei mercati finanziari porta ad un altro problema fondamentale. Può dar luogo ad equilibri multipli, alcuni dei quali buoni, altri cattivi. Ciò deriva dalla natura auto-avverante delle aspettative del mercato. In appendice, vi presento un semplice modello teorico che mostra più formalmente come equilibri multipli possono sorgere.

      Supponiamo che i mercati abbiano fiducia nello Stato A. Gli investitori allora mostreranno la volontà di acquistare titoli di Stato a un basso tasso di interesse. Un basso tasso di interesse incarna la convinzione che il rischio di insolvenza è basso. Ma lo stesso tasso di interesse basso ha anche l’effetto di produrre un basso rischio di default. Ciò è reso molto chiaro dai nostri calcoli di solvibilità in Tabella 1. I mercati confidano che il governo britannico non andrà in default (nonostante abbia un elevato rapporto debito PIL). Come risultato, il governo del Regno Unito gode di un basso tasso di interesse. Il nostro calcolo della solvibilità mostra infatti che il governo britannico è molto solvibile. I mercati finanziari guidano delicatamente il Regno Unito verso una un buon equilibrio.

      Supponiamo che il mercato abbia sfiducia nello Stato B. Di conseguenza, gli investitori vendono i titoli di Stato. Il conseguente aumento del tasso di interesse incorpora la convinzione che vi sia un rischio di default. Allo stesso tempo, questo alto tasso di interesse rende più probabile la realtà di un default. Così nel calcolo dalla tabella 1 risulta che il mercato che ha sfiducia nel governo spagnolo, in un modo auto-avverante, ha reso più probabile il default. I mercati finanziari spingono la Spagna verso un cattivo equilibrio.

      Il verificarsi di cattivi equilibri è più probabile con i membri di una unione monetaria, che non hanno alcun controllo della moneta in cui esprimono il loro debito, che con Paesi “sovrani” che hanno emesso il debito in una valuta su cui hanno il pieno controllo.

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    3. Ammiro e rispetto il tuo pensiero, che, ne sono certo, funzionerebbe bene se tutti rispettassero le "regole".
      Il "mercato" però, non funziona così.
      Si può facilmente alterare e manipolare.
      Alla fine del gioco (alterato da politici e speculatori), non avrai difficoltà a indovinare chi risulterà "vincitore".
      La realtà purtroppo, è un'altra cosa, rispetto alla teoria.
      Il bravo Cardenà, da sempre, cerca di farci capire, che è importante conoscere i numeri, ma è altrettanto importante smascherare i "furbi" che per loro interesse, li mistificano.
      Con rispetto e onorato della Tua attenzione, sarò lieto di scambiare con Te altre opinioni in futuro.

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    4. @ Renza

      Il "mio" pensiero? Ma hai letto bene il testo? Vediamo di capirci: De Grauwe CI sta dicendo che così com'è costruito l'euro, l'economia italiana (e non solo) è declassata al rango di economia emergente. Non è una semplice opinione: è un dato di fatto.

      "Come risultato, i mercati finanziari possono forzare questi paesi in default."
      Anche questo è un dato di fatto: se non controlli la moneta in cui è emesso il debito, sei facile da attaccare e questo è quello che avviene OGGI in pratica e non in teoria.

      Perchè nessuno "attacca" gli USA o il Giappone (quest'ultimo poi ha un rapporto debito/PIL ben oltre il 200% ! ! !) ? Perchè hanno la sovranità monetaria.
      E questa sovranità monetaria gli permette anche di "piazzare" i loro titoli di stato ad interessi ben più bassi di quel che facciamo noi.
      NOI siamo ostaggi dei mercati, LORO no.
      Se non credi a me, questo è il Prof. Joseph Stiglitz che lo spiega in maniera semplice:

      a) https://www.youtube.com/watch?v=EBD7KPLrXiY

      b) https://www.youtube.com/watch?v=bHil-zMjloI

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    5. Ho riletto con molta attenzione quanto dici.
      In effetti hai ragione tu.
      Mi erano sfuggiti alcuni dettagli importanti.
      Perdona il mio involontario errore.

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    6. @ ma figurati... siamo qui per capire che razza di mondo hanno "disegnato". E onestamente, così com'è, non mi piace affatto.

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  6. ho letto nell'articolo la frase :
    l'Italia è ricca. E il risparmio degli italiani è la migliore garanzia posta a tutela delle regioni dei creditori.
    E' sufficiente disporre di governi "compiacenti", e il gioco é fatto. Che piaccia o meno, loro (i governi) grazie all'autorità conferitagli da quelle regole che loro stessi usano chiamare leggi, possono imporre tasse, confische, espropri di ogni genere e sorta e ripagare i creditori. In questo modo, il risparmiatore sarà stato derubato e il creditore soddisfatto.
    ecco il punto, l'unione europea è fondata su questo sistema.
    aggiungo che tutti i membri del gruppo bilderberg hanno commesso errori talmente gravi da risentire tutti i mercati economici. ma quel che è peggio è che nessuno di codesti membri paga per gli errori, anzi godono tuttora di privilegi. ed al povero cittadino vinto non rimane che sudare e pagare di tasca propria tutti gli errori dell' avido e cinico gruppo bilderberg. sono questi i vincitori di sempre.

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  7. Un'unione europea soltanto a parole
    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=1831&reply_id=123554308#123554308
    Jack

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