martedì 10 giugno 2014

COME DISTRUGGERE I PICCOLI AZIONISTI DI UNA BANCA (A CASO)

Prendi una banca in oggettive difficoltà, le cui azioni valgono nulla.
Si fa l'accorpamento delle azioni, magari in rapporto da 1 a 100, poichè strumentale all'aumento di capitale che deve per forza fare, facendo piazza pulita dei piccoli azionisti, magari pensionati o dipendenti della stessa banca.
La banca (sempre la solita) annuncia un aumento di capitale sociale, magari di quasi 2 volte il valore di borsa della stessa banca.
Si dispone che per partecipare all'aumento di capitale, per ogni 5 vecchie azioni possedute, magari se ne debbano sottoscrivere 214 al prezzo di un euro.
A questo punto, si consideri che il prezzo di sottoscrizione di Euro 1,00 per azione rappresenti il prezzo con uno sconto pari a circa il 35,5% rispetto al prezzo teorico ex diritto (c.d. Theoretical Ex Right Price - TERP) calcolato al prezzo di chiusura del 5 giugno 2014, che è risultato essere di 24,64 euro.
Ne consegue che il valore di ogni nuova azione sarà di 1.54 mentre quello dei diritti di 23,10 euro. 
Ora si ipotizzi anche che i diritti valgano solo per due settimane. Quindi o li si esercitano o li si vendono. Ma per esercitarli occorrono soldi, molti soldi.
Considerato che agli azionisti viene chiesto un forte impegno finanziario (214 nuove azioni per ogni 5 possedute) molti piccoli risparmiatori, magari, non avendo la possibilità di partecipare all'aumento di capitale  saranno costretti a vendere i diritti, determinandone la caduta del prezzo.
A questo punto entrano in campo gli avvoltoi, che comprano i diritti a prezzi ribassati e spazzano  via i piccoli azionisti della banca di partito. Che comunque non hanno contato mai un cazzo. 

Semplice, no?

5 commenti:

  1. Sei dissacrante.
    Quel che hai scritto, mi ricorda una famosa frase di Calamandrei.
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    "La legge è uguale per tutti" è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria.
    (Piero Calamandrei)

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  2. Gentile Paolo
    sto vivendo sulla mia pelle quanto hai scritto nel tuo articolo.
    Oggi mi chiedo come possa il nostro stato permettere operazioni finanziarie come questa destinate inevitabilmente a bruciare nell'arco di pochi giorni parte dei risparmi di tante persone.
    Un aumento di capitale cosi consistente dovrebbe per lo meno prevedere la possibilià per noi piccoli risparmiatori di poter vendere i diritti nei primi giorni a un prezzo tale che ci permetta di uscire dall'operazione senza danni o con danni contenuti. Sono veramente allibita di fronte a questa che considero essere una vera truffa legalizzata. Maria

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  3. Draghi, toglietegli tutto, ma non lo stipendio di Visco
    di Rossana Prezioso,




    Quando la realtà supera la fantasia, ovvero ciò che non avreste mai potuto credere. Di ieri la notizia secondo cui il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha posto il suo veto sul decreto del governo italiano che puntava ad abbassare la soglia degli stipendi dei vertici di Bankitalia. In altre parole: la Banca centrale di una nazione deve preservare la sua indipendenza (anche economica) da ogni influenza esterna. Strane parole dette dall´uomo che invece decide, non eletto, le sorti finanziarie, economiche e politiche di un intero continente. Non solo, ma proprio lui che parla e predica di spending review, pone dei paletti "morali" ancor prima che giuridici, di fronte ai privilegi di casta, i primi che in teoria andrebbero tagliati. Quindi? Si continui pure a tassare e stressare le economia di intere nazioni fino a ridurle al collasso e al limite della rivolta popolare, ma non si intervenga sugli stipendi di chi comanda. E di chi impone la volontà della Bce in primis. Evidentemente oltre la legge, che non sempre è uguale per tutti, anche l´austerity ha due facce, o per meglio dire, due pesi e due misure, quelli, magari, della solidarietà di chi a Bankitalia, c´è stato in passato. E i quasi 500mila euro l´anno di Visco resteranno al sicuro. Tanto poi a pagare saranno altri...

    a proposito di Banche e Banchieri....

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  4. E peraltro, mi chiedo, fra i poteri della BCE c'è anche quello di decidere gli stipendi dei dirigenti delle Banche centrali nazionali? Se non c'è, a quale titolo si intromette? Se invece c'è, in base a quale inconcepibile ragione di diritto gli è stato conferito???

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    1. Purtroppo ciò che consente al drago di sputare fuoco impunemente è quel 40,8% di voti preso alle europee dal pd. E finché PD PdL rimarranno oltre il 50% non c'è storia. Speriamo bene. Ma io ho un brutto presentimento. D qui a 5 anni verremo spennati e derubati a colpi di tasse e patrimoniali, con l'applicazione della tecnica 'divide et impera'. Facciamoci tanti in bocca al lupo. Io per lo meno potrò dire di averci provato e potrò pensare che non sarà stata colpa mia. Infatti ho votato la signora Donato della Lega Nord, qui in un disperso paesino della Sardegna. Saluti

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