venerdì 18 aprile 2014

ASSALTO AI RISPARMI (2)

A proposito dell'aumento della tassazione sulle "rendite finanziarie"(che secondo il governo sarebbero quelle dei piccoli risparmiatori), grazie alla segnalazione di Saverio Berlinzani, Presidente di APRIMEF (Associazione Piccoli Risparmiatori e Investitori sui Mercati Finanziari), vi riporto l'intervento dell'Onorevole Zanettin alla Camera, in occasione della discussione sul DEF 2014.

L'Onorevole Zanettin, in buona sostanza, conferma tutti gli aspetti censurabili che avevamo già denunciato QUI, QUI e QUI  (ma anche altrove),  e dei quali se ne suggerisce la lettura, al fine di farsi un'idea ben precisa sull'inopportunità della manovra che il Governo si sta apprestando a compiere, colpendo il risparmio di milioni di piccoli risparmiatori.

Proprio perché ritengo  che il risparmio delle famiglie italiane sia uno dei pochi baluardi rimasti in questo travagliato Paese, vi segnalo che, il prossimo 23 maggio, sarò ospite all'IT FORUM di Rimini, intervenendo in un dibattito promosso da BNP Paribas, TradingNetwork e Brown Editore, sul tema della tassazione dei risparmi e quindi anche su eventuali imposte patrimoniali, troppo spesso evocate da chi dovrebbe avere l'obbligo istituzionale di promuovere e difendere gli interessi degli italiani.

Da qui in poi l'intervento dell'onorevole Zanettin:

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanettin. Ne ha facoltà.

ZANETTIN . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, nel mio intervento intendo soffermare l'attenzione su un solo e delicato argomento: la tassazione del risparmio degli italiani.


Avete dichiarato che intendete aumentare al 26 per cento la tassazione delle rendite finanziarie e con gli introiti diminuire l'IRAP. In realtà, quello che vi accingete a fare è un'operazione pericolosa sotto il profilo economico ed iniqua sotto il profilo politico.

Va innanzitutto sfatato un mito della vostra demagogia: così facendo si colpirebbero gli speculatori finanziari che negli anni della crisi sarebbero addirittura diventati più ricchi e non hanno dato nulla alla collettività.n 
In realtà, non è proprio così. Voglio ricordare che la tassazione dei proventi finanziari non riguarda le società, le banche e gli operatori finanziari, che sono soggetti ad una tassazione diversa, le cui rendite finanziarie sono del tutto parificate ai redditi di impresa.
Non riguarda gli operatori esteri, che sono invece soggetti alla legislazione fiscale dei Paesi di origine.
Non riguarda le grandi famiglie del capitalismo, le cui partecipazioni qualificate, che superano il 2 per cento, hanno un trattamento fiscale diverso che non viene toccato da questa manovra.

In realtà, la base imponibile che intendete colpire è il risparmio delle famiglie italiane, null'altro e nulla di più, un valore, tra l'altro, costituzionalmente protetto dall'articolo 47.
Avete ambiziosi obiettivi di gettito e vi dimostrerò che intervenire in questo settore comporta più rischi che vantaggi.
Cominciamo dai titoli di Stato. Aumentare la tassazione sui titoli di Stato è una mera partita di giro: lo Stato sarà costretto a restituire all'investitore in termini di rendimento netto quanto ottiene in più in termini di imposta.
Aumentare la tassazione del rendimento delle obbligazioni societarie significa aumentare il costo di finanziamento delle imprese sul mercato.
Aumentare la tassazione del rendimento dei conti correnti dei bond bancari significa aumentare il costo della raccolta, che si rifletterà inevitabilmente in una stretta sugli impieghi.

Rimane solo l'aumento della tassazione sul capital gain, ma quale gettito può determinare questo aumento? Un gettito certamente incerto, perché dipende ovviamente da quanto va bene la borsa. L'ultimo anno è stato particolarmente florido per la borsa italiana, ma i precedenti due assolutamente disastrosi. Possiamo quindi considerare questo gettito una copertura certa per gli sgravi IRAP? Tenderei ad escluderlo.

È inoltre una tassazione del tutto iniqua sotto il profilo sociale. Non va dimenticato che in questa epoca di crisi non sono poche le famiglie che, perso il lavoro, vivono dei proventi del proprio patrimonio investito in borsa.
Questi piccoli azionisti sono oggi soggetti ed una tassazione complessiva che supera il 30 per cento, considerato che il loro patrimonio è soggetto anche all'imposta dello 0,2 per mille sul dossier titoli, alla strampalata Tobin tax che applichiamo solo noi e alla indeducibilità delle commissioni. La tassazione di questi redditi è quindi addirittura superiore a quella del lavoro, che peraltro gode di ampie possibilità di detrazione, con evidenti profili di dubbia costituzionalità.

Con queste considerazioni credo, onorevole rappresentante del Governo, di aver dimostrato senza dubbio alcuno che l'intervento che il Governo si accinge a varare è dannoso per l'economia, iniquo sotto il profilo sociale e anche incostituzionale per violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione.
Meditate Ministri, meditate!



1 commento:

  1. Come sempre, uccidono la mucca, poi dicono che manca il latte

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