giovedì 20 febbraio 2014

VE LO STANNO DICENDO IN TUTTI I MODI

Vi premetto che questo post non ha alcun merito, se non quello di elencare tutti gli annunci favorevoli all'introduzione ulteriori imposte patrimoniali che si sono susseguiti in questo periodo, o di qualche altra forma di aggressione dei risparmi.

Qualche settimana fa,  Jens Weidmann, capo della Bundesbank,   ha dichiarato che: "una tassa sui capitali corrisponderebbe al principio della responsabilità nazionale, in base al quale i contribuenti sono responsabili delle obbligazioni del proprio Paese prima che venga richiesta la solidarietà internazionale". Fonte  
Come ci riporta l'ottimo sito VOCI DALL'ESTERO,  la stessa Bundesbak, nel mese di gennaio, nel suo consueto Montly Report offrì un quadro molto dettagliato (e inquietante) sulla proposta di una patrimoniale da applicarsi nei paesi periferici per ridurre il debito pubblico, dato il loro elevato livello di ricchezza privata. Nel report non mancano i suggerimenti su come far passare al meglio questa pericolosa misura, presentandola come una redistribuzione di ricchezza interna, e  sulla rapidità necessaria per il successo dell'operazione. QUI, grazie all'impagabile lavoro di VOCI DALL'ESTERO, potete trovare la traduzione di un estratto del Montly Report della Bundesnak
Personalmente, trovo che l'idea di Weidmann abbia del paradossale. Soprattutto se si considera che questo appello è rivolto ad un paese sovrano (si fa per dire), l'Italia, che, nonostante la crisi, si è dissanguato per finanziare i salvataggi degli altri paesi (banche comprese) assumendo garanzie e concedendo aiuti finanziari per oltre 55 miliardi di euro. Si, avete capito bene: 55 miliardi di euro. Mentre voi fate la colletta per comprare la carta igienica per la scuola dei vostri figli. Qualsiasi governo, degno di chiamarsi tale, si sarebbe risentito fortemente per le parole espresse da Weidmann. Ma si sa, a proposito dei nostri governanti, non è che ci sia granché da aggiungere. Andiamo oltre.

Qualche tempo prima  era stata la volta del  Fondo Monetario Internazionale che, nel consueto Fiscal Monitor  rilanciò  l'ipotesi di un prelievo straordinario del 10% sul patrimonio delle famiglie. Insomma, non un'istituzione qualunque. 
Scrive il Fmi, a pagina 49 del FM,  "il netto deterioramento delle finanze pubbliche in molti Paesi ha riacceso l'interesse verso un "prelievo di capitale" - una tassa una tantum- sulla ricchezza privata, come misura eccezionale per ripristinare la sostenibilità del debito". Ovviamente, dopo qualche giorno, il FMI, resosi conto della cazzata scritta, aggiustò il tiro. Ma  il senso angosciante di quanto proposto rimane comunque scolpito sulla pietra. Fonte 

Ritornando ai tedeschi (qui la lista è lunga assai), nell'aprile dello scorso anno,  all'indomani del prelievo forzoso sui conti correnti Ciprioti, Schaeubble commentava così la pratica utilizzata a Cipro: "Cipro dovrebbe essere ''un modello'' per futuri salvataggi nell'eurozona e sarebbe necessario che i correntisti contribuiscano quando c'e' da salvare una banca". Fonte 
E anche in questo caso, sappiamo come è andata a finire la questione: il meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie che sta prendendo corpo nell'eurozona,  seppur con differenti peculiarità e  distinzioni, in buona sostanza, replica i principi posti in essere a Cipro.

Rimanendo nel contesto dell'eurozona, la scorsa settimana, sul rito della  Reuters è apparsa la notizia secondo la quale l'Unione Europea starebbe studiando i criteri e i veicoli giuridici idonei a "mobilitare" i risparmi di 500 milioni di cittadini europei per finanziare investimenti a lungo termine e rilanciare l'economia dal vuoto lasciato dal sistema bancario dopo la crisi finanziaria. Fonte 
Se si tratterà di un prestito forzoso e di qualche altra forma di finanziamento su base volontaria, al momento, non è dato saperlo. Ma fidarsi della nomenclatura politica europea appare impresa assai ardua, visto lo sfascio che hanno prodotto in mezzo continente. 

Abbandonando il fronte estero, concentrandosi su quello domestico, la lista dei personaggi del mondo politico ed economico è davvero sterminata. Così come lo sono anche le proposte, più o meno fattibili, avanzate dagli illustri propositori. Ci limitiamo a segnalare le più significative e degne di nota.

Qualche giorno indietro è emerso che l'ex Ministro Corrado Passera, ancor prima che diventasse ministro, nel retrobottega della banca di cui era numero uno, elaborò un piano di rilancio per l'Italia. Il piano, tra le altre cose, prevedeva un'imposta patrimoniale del 2% sulla ricchezza finanziaria e immobiliare degli italiani (escluse le prime case). Gettito stimato: 85 miliardi di euro, da pagare in 3 anni. Fonte 
Da segnalare che, la patrimoniale evocata da Passera, si proponeva -di concerto con altre misure- l'abbattimento del debito pubblico, confinandolo sotto al 100% del Pil. Peccato che, nel frattempo (dal 2011), il debito sia aumentato  di qualcosa come 200 miliardi di euro. Per dirla prosaicamente, una misura del genere, sarebbe equivalsa a buttare i soldi nel cesso.

Rimanendo nel mondo bancario, non deve affatto sorprendere se il numero uno di Unicredit, Ghizzoni, già un anno fa, all'indomani della "soluzione" cipriota, si era espresso favorevolmente alla confisca dei risparmi per salvare le banche. Fonte.
D'altra parte, è ormai noto lo stato di difficoltà di un buon numero di banche italiane, e non solo. Quindi, quale idea migliore che quella di espropriare i risparmi, compensando debiti con crediti?

Lo scorso dicembre, Nomisma (istituto di ricerca molto vicino a Romano Prodi, essendone stato il fondatore), ipotizzò l'introduzione  di una imposta patrimoniale del 10% sulla ricchezza finanziaria del 10% delle famiglie più ricche che, secondo l'istituto, deterrebbero una ricchezza finanziaria di circa 1130 miliardi di euro. Gettito stimato: 113 miliardi di euro, da corrispondere allo stato in quattro rate, dal 2014 al 2017. Fonte. Peccato che i numeri proposti dall'Istituto si scontrino con l'amara realtà, non fatalmente assai diversa da quella che si crede. E qui lo spettro è che un eventuale imposta patrimoniale sarebbe pagata anche dai piccoli risparmiatori.

La patrimoniale la vorrebbe anche l'ex Ministro Barca, che, nella telefonata con un finto Vendola di qualche giorno fa che sta facendo il giro della rete, ha affermato che la vorrebbe da 400 miliardi di euro. Noccioline, insomma. Fonte

Della stessa cifra l'avrebbe voluta anche Alessandro Profumo nel 2011 che, in un intervista rilasciata a quell'epoca al Corriere della Sera, ipotizzò una soluzione di questo genere. Fonte

Poi arriviamo a un vero e proprio esercito di personaggi che, a vario titolo, nelle forme e nei modi  più fantasiosi, si dicono favorevoli all'introduzione di una simile imposta e sono (cliccando sopra i rispettivi nomi potete trovare la relativa fonte):
la Camusso, Bersani, Fassina, Vendola, Renzi, Cuperlo, Modiano, Monorchio, Bonanni, Angeletti, Civati, D'Alema, Saccomanni, Bindi, Scaroni, Guerra e Serra. Chiaramente, oltre a questi, c'è una lista assai nutrita di altri personaggi minori: politici, economisti (o sedicenti tali) e altre personalità. Ma credo che, per non dormire sonni tranquilli, sia già sufficientemente ampio il materiale proposto.

Da  osservare che gli illustri personaggi sopra elencati (o buona parte di essi) con i rispettivi staff, segreterie e portaborse, sono tutti fortemente (e naturalmente) orientati ad esercitare influenze  sul prossimo Governo Renzi. Che possano esercitare qualche pressione in proposito? Non lo sappiamo. Ma se è vero che pensare male si commette peccato tante volte ci si azzecca.

Quindi, concludendo, la faranno una patrimoniale? Non lo sappiamo e, cautelativamente,  non possiamo di certo escluderlo. Credo che gli elementi ci siano tutti, o quasi. Anche in termini di sostenibilità delle finanze pubbliche, assai meno sostenibili di quanto lo fossero nel 2011. 
Se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto nel prossimo futuro (minor crescita economica, fallimento di qualche banca medio grande ecc. ecc.) la possibilità che si giunga ad una soluzione di questo genere appare inevitabile, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

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6 commenti:

  1. Complimenti! Ottima ricostruzione...anche perchè noi italiani abbiamo scarsa memoria

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  2. Caro Sig. Cardenà, è da qualche tempo che la seguo su trend online e ogni volta resto favorevolmente impressionato per la chiarezza delle idee che Lei manifesta e della facilità con cui le stesse possono essere recepite. Questi attributi, evidentemente, si tramutano in un ostacolo cognitivo nei confronti della schiera di personaggi che si dichiarano favorevoli ad una nuova e, per me, iniqua tassazione dei patrimoni.
    Non dimentichiamo, e Lei lo ha accennato in un precedente articolo, che già gli italiani devono farsi carico di altre patrimoniali, una sui depositi bancari e l'altra sugli immobili.
    Purtroppo di questi balzelli non ne parla nessuno. La parola d'ordine è: con i conti dello Stato così in
    disordine sarebbe necessaria una patrimoniale, quando in effetti occorrerebbe dire che sarebbe necessaria una terza, o forse quarta patrimoniale.
    Vogliamo chiudere un occhio sulla già aumentata tassazione delle rendite e sulla Tobin tax? Chiudiamolo; ma intanto paghiamo.
    L'unico appunto amichevole che posso farLe è l'aver omesso nel lungo elenco dei personaggi favorevoli ad una nuova imposizione due nomi: Alan Friedman e Peter Gomez che, idealmente avra' di certo compresi tra i tanti altri favorevoli, ma che, secondo me , meritano una considerazione a parte.
    Il primo, lontano da anni dai teleschermi, ultimamente appare in tutte le TV, di stato e non, con in bella vista il suo ultimo libro di cui (involontariamente?) viene fatta grandissima pubblicità espicita.
    Ha intervistato Renzi, e si dice favorevole ad una tassa patrimoniale. Ma, secondo Lei, non è meglio che la sua convinzione la esprimesse e diventasse realtà là dove paga le tasse? Se abbiamo bisogno dei consigli di questi personaggi per impostare la nostra politica economica vuol dire che siamo veramente alla frutta per non dire alla canna del gas.
    Lo stesso pensiero vale per Gomez, autorevole giornalista, dicono, ma pessimo economista onnipresente e critico a binario unico.
    Certo che la gran parte degli italiani che detengono in portafoglio solo titoli di Stato, sentendo questi nuovi demagoghi, credono di aver risolto i loro problemi perché pensano di far pagare solo ai ricchi quello che invece pagheranno profumatamente anche loro. Ma l'importante è riempire le piazze di gente con i cervelli lavati e con le tessere in tasca. Mi scusi lo sfogo. Le sono vicino nella battaglia. Saluti.

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    1. Prima di tutto vorrei ringraziarla per il suo intervento e per l'apprezzamento che mi esprime. Mi sento di condividere in pieno quanto da Lei scritto, anche se le preciso che, quanto a Friedman e a Gomez, non mi erano affatto sfuggiti. La lista, purtroppo, è assai più lunga di quella proposta. Il bello (o meglio il brutto) è che le varie tesi proposte dai politici, giornalisti e opinionisti, facciano breccia negli italiani. Purtroppo, quando si ascoltano i vari annunci espressi dai vari personaggi di turno che siedono davanti alle telecamere in un dibattito televisivo, nella maggior parte dei casi, chi parla non ha alcuna cognizione di ciò che dice, né conosce la materia. E' assai semplice affermare che si vorrebbe tassare i ricchi per dare ai poveri. Ma le intenzioni, peraltro neanche condivisibili, si scontrano con l'amara realtà dei numeri, analizzati in un mio precedente articolo. Ed è anche chiaro che tali affermazioni possano far breccia negli animi di molti italiani, provati da anni di crisi. Tanto più se si considera che questo paese è invaso da un'ignoranza economica che, come sono solito dire, la si potrebbe misurare a tonnellate.
      E' proprio in questo ambiente che, purtroppo, trovano terreno fertile le proposte demagoghe che a reti unificate svengono somministrate al popolo italiano. Ecco quindi che, in un mondo di nani, perfino uno come Alan Frieman riesce ad apparire un gigante. In casa d'altri, come lei giustamente evidenzia. Un caro soluto e trascorra una buona serata. A presto.

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  3. la Bundesbank vuole la patrimoniale
    http://economiapericittadini.it/approfondimenti/finanza/446-rapporto-bundesbank-su-imposta-patrimoniale-una-tantum
    naturalmente voci dall'estero..
    peccato che ometta da dove venga veramente questa richiesta.

    Il fine di quel sito è quello di dipingere la Germania ed i tedeschi come mostri. Come la propaganda filo banche e filo Usa vuole.

    IMF Proposing 10% Supertax Bail-in On All Eurozone Household Savings
    http://www.marketoracle.co.uk/Article42669.html

    il FMI è noto per essere un organo eletto dai soli cittadini tedeschi ed al soldo della Merkel

    I Banksters hanno scritto la direttiva UE per il bail-inhttp://www.movisol.org/13news096.htm
    ....... Questo, perché la direttiva è stata scritta dall'International Swaps and Derivatives Association (ISDA), della quale fanno parte tutte le maggiori banche che speculano in derivati.......

    naturalmente ISDA è un ente della Merkel

    DIRETTIVA BAIL-IN: SICARI BANKEUROPEISTI CONTRO CITTADINI EUROPEI
    http://marcodellaluna.info/sito/2013/05/29/direttiva-bail-in-sicari-bankeuropeisti-contro-cittadini-europei/

    .......Infatti, sollecitato dal Financial Stabilty Board – che ha già dato ampia prova della propria inefficacia –, approvato dal G20, spinto dall’Europarlamento, sta infiltrandosi in Europa il principio del bail-in: quando una banca è in crisi.....


    Il FSB e il G20? Agli ordini della Germania, come se avesse vinto la seconda guerra mondiale......



    sssssh non si deve sapere chi sono i padroni del mondo, facciamo la guerra ai tedeschi ed ogni problema è risolto

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  4. Basterebbe ricalcolare il 5% delle pensioni che pesano per il 50% della spesa sulla base del contributi versati per trovare i fondi per lo sviluppo. Inoltre si potrebbe mettere un tetto max. pro capite di 200 k euro per gli stipendi pubblici. Ogni politico / dirigente pubblico non dovrebbe poter avere una remunerazione COMPLESSIVA superiore a 200k euro. Basterebbero queste 2 misure per risanare l'Italia. Poi si potrebbero aggiungere mille altri risparmi esempio riducendo il numero dei politici (stato/regioni/provincie/comumi/enti creati ad hoc). Guarda caso pero' di questo non si parla mai.

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