mercoledì 8 gennaio 2014

VERSO LA BANCAROTTA: A NOVEMBRE NUOVO RECORD DI DISOCCUPATI


Pare che incomba qualche problemino sulla fantomatica ripresa che i governanti, per pura propaganda, sventolano ai quattro venti. 

Proprio oggi l'Istat ha diffuso i dati sull'occupazione nel mese di novembre e il quadro che emerge è in netto peggioramento rispetto ai dati diffusi il mese precedente: 

A novembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 292 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e del 2,0% su base annua (-448 mila).Il tasso di occupazione, pari al 55,4%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,0 punti rispetto a dodici mesi prima.Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 254 mila, aumenta dell'1,8% rispetto al mese precedente (+57 mila) e del 12,1% su base annua (+351 mila). La crescita tendenziale della disoccupazione è più forte per gli uomini (+17,2%) che per le donne (+6,1%).Il tasso di disoccupazione è pari al 12,7%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,4 punti nei dodici mesi.I disoccupati tra i 15-24enni sono 659 mila. L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,0%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e in aumento di 0,4 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 41,6%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,0 punti nel confronto tendenziale.Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente (-24 mila unità) mentre resta sostanzialmente invariato rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, stabile in termini congiunturali e in aumento di 0,1 punti percentuali su base annua.
ROMA (Reuters) - Il tasso di disoccupazione italiano nel mese di novembre sale al 12,7% dal 12,5% di ottobre, rende noto Istat.

Il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni, ovvero l'incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, sale di 0,2 punti al 41,6% rispetto al 41,4% di ottobre (rivisto dal 41,2%).

Istat precisa che in entrambi i casi si tratta dei livelli più alti da gennaio 2004 guardando alle serie storiche mensili, e dal primo trimestre 1977 con le serie trimestrali.

Il numero di inattivi diminuisce dello 0,2% rispetto al mese precedente mentre resta sostanzialmente invariato in termini tendenziali. Il tasso si attesta al 36,4%, stabile in termini congiunturali e in aumento di 0,1 punti percentuali su base annua.
C'è da dire che,  chi ha la pazienza di seguire questo blog,  non dovrebbe essere affatto sorpreso nello scoprire che i dati sull'occupazione siano in netto  peggioramento. E, pur avendolo spiegato innumerevoli volte, continuiamo a ribadire un concetto assai elementare che,  tuttavia, sembra sfuggire del tutto a chi ci governa.
Il tasso di disoccupazione che ci comunica l'Istat  non tiene conto di tutti quei cassaintegrati che sono in forza ad aziende cotte e stracotte che non avranno mai la possibilità di riemergere da questa crisi, e quindi di riassorbire nel ciclo lavorativo i dipendenti posti in cassa integrazione. Per dirla in modo molto elementare, ad un certo punto della storia, accade che,  le imprese, condannate a morte certa, cessano l'attività e coloro che venivano considerati occupati ancorché posti in cassa integrazione,  ai fini delle statistiche, diventano disoccupati a tutti gli effetti. Con buona pace dei sognatori che vedono una svolta del ciclo economico.

Quanto appena affermato trova ampio  conforto anche nei dati forniti dall'Inps sulle ore di cassa integrazione utilizzate e sulle domande di disoccupazione. Infatti, leggendo il comunicato stampa dell'Istituto di Previdenza dello scorso dicembre, emerge che, nel mese di novembre, sono diminuite il numero di ore di cassa integrazione, mentre sono aumentate il numero di richieste di disoccupazione, rispetto allo stesso periodo del 2012. Questo conferma che si sta assistendo ad una rotazione dei cassaintegrati che si trasformano in disoccupati. Parlare di ripresa economica in mancanza di chiari e robusti segnali di ripresa del mercato del lavoro appare un esercizio assai pericoloso, poiché tende ad offrire, a chi ha perso un lavoro,  la vana speranza  che possa essere riassorbito nel mondo lavorativo  in tempi brevi. Cosa assai improbabile.
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