venerdì 26 luglio 2013

LETTA, QUANDO PARLA DI EVASIONE, NON SA COSA DICE

                                                         di Paolo Cardenà-
Qualche giorno fa il Premier Enrico Letta ha affermato:
"Se ci si chiede perché l’Italia è un Paese poco competitivo, rispondo perché l’economia in nero è così quantitativamente importante. Distorce la concorrenza e crea inefficienza… Nel nostro Paese le tasse sono troppo alte perché non tutti le pagano”.

Insomma, il messaggio che si vuol far passare è quello che l'Italia fallisce per colpa dell'evasione. A parte il fatto che esistono numerosi studi che tendono a smentire -almeno parzialmente- le affermazioni del Premier a proposito della carente competitività legata ai fenomeni evasivi,  di seguito vorrei proporvi la mia opinione sul tema fisco ed evasione fiscale, enunciandovi quelle che sono le criticità che determinano (o per meglio dire stimolano) l'evasione fiscale.

mercoledì 24 luglio 2013

EVVIVA IL RE DELLA CASTA

No che ami particolarmente Bertinotti, anche perché lo considero tra i massimi esponenti del parassitismo di stato che, unitamente alle altre  cause,  sta schiacciando questo Paese irriformabile, trasformandolo in un colabrodo. Però, dal mio punto di vista, gli va reso onore per aver detto a Napolitano quello che in molti pensano. E la cosa assume ancor più significato se solo si pensa che Bertinotti, oltre ad aver avuto il trascorso (e il peso) politico che tutti conosciamo, è stato anche Presidente della Camera.
Certo, ora se ne starà a godersi la sua succulenta pensione pagata dagli italiani alla fame. Ma quantomeno, contrariamente a tutti gli esponenti della casata, ha avuto il decoro di dire le cose come stanno.
Scrive Bertinotti:

venerdì 19 luglio 2013

SENZA VIA D'USCITA

di Paolo Cardenà- Nei giorni scorsi si è letto a proposito di  uno studio, svolto da parte dell'esecutivo, finalizzato all'abbattimento del debito pubblico di circa 400 miliardi di euro. Un intervento shock tale da ridurre l'indebitamento a circa 1600 miliardi di euro, ossia poco più del 100% (110% ?) del PIL. Dei 400 miliardi di debito da tagliare,  100 deriverebbero dalla vendita di beni pubblici per 15-20 miliardi l'anno (in sostanza il programma Grilli); 40-50 miliardi dalla costituzione e cessione di società per le concessioni demaniali; 25-35 miliardi dalla tassazione ordinaria delle attività finanziarie detenute in Svizzera (5-7 miliardi l'anno); i restanti 215-235 miliardi dall'operazione shock, appunto.

venerdì 12 luglio 2013

DEFICIT, PAREGGIO DI BILANCIO E PSEUDO-RIPRESA



Per chi se le fosse perse, e ad ogni buon conto, faccio il montaggio delle risposte date alle pertinenti osservazioni fatte da Lorenzo Carnimeo:
"Una cosa va detta: tecnicamente, se accettano di lasciare nel breve periodo il deficit al 3%, può in effetti verificarsi un periodo di assestamento con crescita poco sopra lo 0,...
Ma questa è un'ipotesi che non tiene conto della bilancia dei pagamenti: questa ha avuto un miglioramento "ante mortem", dovuto alla restrizione fiscale della domanda interna (aumenti dell'IVA e delle accise sui carburanti, con generale e drastica caduta dei consumi).

mercoledì 10 luglio 2013

ASPETTANDO LA BANCAROTTA, A MAGGIO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE CALA PER IL 21° MESE CONSECUTIVO

All'indomani del downgrade sull'Italia da parte di S&P che ha portato il rating a BBB da BBB+, a soli due gradini dal livello junk (spazatura), l'Istat ci comunica i dati impietosi sulla produzione industriale nel mese di maggio, che si porta a quasi il 25%  dai massimi di aprile 2008, segnando, ormai, un inesorabile declino del tessuto produttivo  nazionale, che è ben lontano da una svolta che possa essere accolta come un pallido segnale di ripresa.

da Istat
A maggio 2013 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,1% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio l'indice ha registrato una flessione dell'1,3% rispetto al trimestre precedente.
C l'indice è diminuito in termini orretto per gli effetti di calendario, in maggio 2013,tendenziali del 4,2% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2012). Nella media dei primi cinque mesi dell'anno la produzione è scesa del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i comparti. Calano in modo significativo l'energia (-5,7%) e, in misura minore, i beni intermedi (-4,8%) e i beni strumentali (-4,1%). Registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,0%).
Nel confronto tendenziale, a maggio 2013 i settori in crescita sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,3%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,3%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+2,0%).
Il settore che, in termini tendenziali, registra in maggio la più ampia variazione negativa è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,3%).


giovedì 4 luglio 2013

LA VORAGINE CHE VERRA'

di Paolo Cardenà - Come noto, in queste settimane e nelle prossime, le imprese procederanno all'autoliquidazione delle imposte per il periodo di imposta 2012, conclusosi al 31 dicembre dello scorso anno.
 Non so se ne siete a conoscenza, ma in Italia, un numero considerevole di imprese determinano il proprio reddito tenendo  conto anche degli Studi di Settore. In pratica, lo studio di settore altro non è che una determinazione statistica e amministrativa dei ricavi che le imprese dovrebbero realizzare nell'esercizio della propria attività in un determinato periodo.

martedì 2 luglio 2013

VERSO UN NUOVO DEFAULT DELLA GRECIA? QUESTIONE DI COMUNICAZIONE....

I burocrati europei, in questi anni, ci hanno abituati a proclami trionfalistici anche quando sono stati protagonisti delle disfatte più disastrose. Tant'è che, il fallimento della Grecia è stato spacciato per il salvataggio della Grecia. Il fallimento del sistema bancario cipriota è stato spacciato per il salvataggio di Cipro. E così via per tutti quei casi in cui sono intervenuti. Quindi, secondo la loro opinione, quello che nella comune narrativa economica ha un nome ben preciso, ossia BANCAROTTA, ora lo si può chiamare salvataggio. In questi giorni si sta leggendo che la TROIKA avrebbe chiesto alla Grecia di dimostrare alle istituzioni internazionali di poter rispettare le condizioni decise dai creditori in cambio degli aiuti.

In caso contrario non riceverà gli aiuti aiuti da 8,1 miliardi di euro. In pratica si sta preparando il terzo o forse il quarto default della Grecia in meno di due anni. Ma per loro è sempre e comunque un salvataggio.