lunedì 29 aprile 2013

EUROZONA FALLIMENTO ASSOLUTO

Vi propongo il discorso di Nigel Farage al Parlamento Europeo dello  scorso 17 aprile.



"Anni fa la signora Thatcher ha capito che cosa si nascondesse dietro il progetto europeo. Ha capito che l'intento era quello di togliere la democrazia agli Stati nazionali per mettere quel potere in mano a persone che non possono essere chiamate a rispondere di ciò che fanno. Sapendo, come lei sapeva, che l'Euro non avrebbe funzionato.

venerdì 26 aprile 2013

EUROPA: E' DIFFICILE IMMAGINARE UN LIETO FINE


Krugman: L'Europa in breve
Per alcuni sono cose sentite migliaia di volte da Bagnai o da altri, ma fa piacere lo stesso leggere il Nobel Paul Krugman sintetizzare l'eurodisastro sul New York Times: il  lettore Henry Tougha ci regala quindi la traduzione, grazie!

di Paul Krugman - Tim Duy chiede: quando potremo finalmente ammettere tutti quanti che l'euro è un fallimento? La risposta, naturalmente, è mai. Troppa storia, troppe dichiarazioni, troppo ego è stato investito nella moneta unica perché coloro che vi sono coinvolti possano mai ammettere di aver commesso un errore. Anche se il progetto dovesse concludersi in un totale disastro, loro insisteranno nel dire che non è l'euro che ha fatto fallire l'Europa, ma l'Europa che ha fatto fallire l'euro.

mercoledì 24 aprile 2013

ECCO COME POTREMMO ESSERE COLPITI DA UN'IMPOSTA PATRIMONIALE


PREMESSA
L'articolo che state per leggere ha fondamentale importanza. Merita di essere letto, approfondito, compreso e diffuso. Non ha nulla di complesso, ed è sufficiente leggerlo con un po' di attenzione per comprendere in che modo potremmo essere colpiti da un'imposta patrimoniale, traendone le dovute considerazioni.

di Paolo Cardenà- Nei giorni scorsi abbiamo già proposto un articolo introduttivo nel quale siamo giunti alla conclusione che la ricchezza degli italiani, essendo di oltre 4 volte lo stock del debito pubblico, costituisce la garanzia offerta agli investitori che investono nel nostro debito pubblico.
Quindi, in base ai dati resi noti da Bankitalia, siamo giunti alla conclusione che il patrimonio degli italiani è costituito da: 

lunedì 22 aprile 2013

ASPETTANDO LA PATRIMONIALE

di Paolo Cardenà- Quando vi recate in banca per chiedere un finanziamento o un mutuo per l'acquisto della vostra abitazione, la banca, in genere,  in condizioni di normale operatività, pone due condizioni essenziali a garanzia delle somme che vi verranno erogate: l'ipoteca sulla casa che voi acquistate, e un reddito ritenuto adeguato per poter pagare le rate di finanziamento che, dall'erogazione in avanti, vi verranno addebitate fino alla completa estinzione del debito.

sabato 20 aprile 2013

STANNO SABOTANDO LA DEMOCRAZIA


Le pressioni che i partiti stanno facendo su Napolitano per un nuovo mandato Presidenziale, costituiscono un atto di disprezzo verso la  democrazia. Un vera vergogna, o peggio, una vera e propria  dichiarazione di vilipendio verso un popolo esausto dalla cialtroneria criminale, finalizzata al presidio del potere ad ogni costo: costi quel che costi. Vogliono un Napolitano bis per rimanere aggrappati alla sella di un cavallo imbizzarrito che scalcia da tutte le parti e che, presto o tardi, li costringerà a terra, rovinosamente. Se questa soluzione dovesse trovare conferma, è verosimile che si spalancherebbero le porte per la formazione di un governo del Presidente, magari  guidato da Amato, con viceministri esponenti del PD e del PDL. Vogliono guadagnare tempo per ricomporre dei partiti dissolti, polverizzati, ormai tenuti insieme solo dalla sete di potere  finalizzata al mantenimento dello status quo, a vantaggio di pochi, e a scapito della collettività. Napolitano, non accetti! Stanno ingannando anche lei.


Prende corpo lo scenario peggiore: il bis di Giorgio Napolitano. Peggio di Marini, peggio di Prodi, peggio perfino dell’ipotesi Amato, la riproposizione di Napolitano sancirebbe definitivamente la fine della nostra democrazia così come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra fino ad oggi. In Italia si instaurerebbe una monarchia di fatto, etero diretta dall’esterno e sprezzante nei confronti dei bisogni della povera gente, in grado di garantire la realizzazione di quella famigerata “Agenda Monti” (un moderno Main Kampf) che intende allungare a dismisura le file di fronte alle mense dalla Caritas e indurre al suicidio intere categorie sociali. Davanti a noi si apre uno scenario devastante. Il paese non potrebbe reggere altri sette anni di Napolitano, gli italiani finirebbero sfiancati e distrutti, impoveriti e schiavizzati per creare nuova manodopera a basso costo per la gloria del nuovo reich tedesco. Qualcuno sventi questa ipotesi sciagurata e distruttiva. Vendola, saggiamente, ha chiesto a Napolitano di non assecondare una manovra così azzardata proposta da quel miope lestofante di Pierluigi Bersani. A questo punto, bisogna riconoscerlo, il Movimento 5 stelle rappresenta l’unico approdo di Resistenza in grado di fermare il dilagare di un vera furia antidemocratica e anticostituzionale. Rodotà è da oggi sinonimo di libertà. Tutti gli uomini e le donne che intendono difendere la nostra civiltà non possono non stringersi intorno al giurista proposto dai grillini. Nel caos le categorie di destra e sinistra faticano a distinguersi. Il prossimo voto per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica assume i contorni drammatici tipici delle politiche del 1948, elezioni che videro prevalere la democratica e atlantica Democrazia Cristiana rispetto al blocco filosovietico riunitosi sotto le insegne del Fronte Popolare. Mi appello al senso di responsabilità di tanti giovani onorevoli del Pd che non intendono rendersi complici di un progetto reazionario di queste proporzioni. Fate sentire ora la vostra voce, dichiarate a viso aperto, da veri uomini e senza timore, che la sofferenza infernale che attanaglia e paralizza il Paese è anche e soprattutto il risultato delle scelte politiche di Giorgio Napolitano. Parlate ora o tacete per sempre. Non basterà il rispetto formale della procedura per rendere sostanzialmente democratico il ritorno di Napolitano. Anche i regimi autoritari del passato si imposero sulla scia di un formale rispetto delle procedure democratiche. L’Italia sta correndo un rischio mortale. E’ indispensabile che adesso, subito, l’intero corpo elettorale, messo nel mirino dall’insieme delle forze elitarie ed oligarchiche (politiche ed informative) che perseguono obiettivi schiavisti, avvii una mobilitazione permanente di fronte a Piazza Montecitorio ripetendo a squarciagola l’unica parola che nell’immediato fa rima con libertà. Stefano Rodotà!
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giovedì 18 aprile 2013

DAL BLUFF DEL PAGAMENTO DEI DEBITI DELLA PA, AL TWO PACK: L'ULTIMO ATTO DELLA DITTATURA EUROEPA

Vi propongo un'intervista pubblicata sul sito Forexinfo.it, che ringrazio, nella quale si fa il quadro generale dell'attuale situazione economica e politica. Buona lettura.


Forexinfo intervista Paolo Cardenà, Private Banker dei maggiori Gruppi Bancari italiani, nonché socio cofondatore di una società attiva nella consulenza finanziaria, tributaria, fiscale e gestionale alle imprese.
Il Dottor Cardenà è anche autore del seguitissimo blog "Vincitori e Vinti", all’interno del quale scrive dei più importanti argomenti di natura politico-economica sia a livello nazionale, che internazionale.
Abbiamo chiesto al Dr. Cardenà la sua opinione sull’attuale situazione politico-economica italiana, concentrandoci in particolar modo sullo spinoso tema dei "Debiti della PA". Ecco cosa ci ha risposto.
1) Il 6 aprile il Governo ha approvato il decreto per il pagamento dei debiti della PA. Il DL prevede l’erogazione di 40 miliardi di euro alle imprese entro i prossimi 12 mesi, come giudica questa decisione?

lunedì 15 aprile 2013

IL TWO PACK: L'ULTIMO ATTO DELLA DITTATURA EUROPEA


 di Paolo Cardenà - La notizia è di qualche settimana fa, dei giorni precedenti le elezioni del 23 e 24 febbraio, ma non avendo goduto del giusto risalto nella stampa nazionale, ritengo sia utile riproporla e approfondire il tema, anche in considerazioni  delle implicazioni che determinerà sul piano del controllo sui bilanci nazionali da parte degli organismi europei, e quindi sull’ulteriore cessione di sovranità nazionale.

venerdì 12 aprile 2013

UNA VERA VERGOGNA

di Paolo Cardenà - Questo post è dedicato alla persone di buonsenso, a quelli che non  vogliono farsi abbindolare,  a quelli che hanno perso un lavoro o che lo stanno  perdendo. E' dedicato agli imprenditori che resistono, e a coloro che  hanno visto la propria azienda morire sotto i colpi di questa crisi e che, ogni giorno, sono vittime di uno Stato occupato (nel vero senso della parola) da  incompetenti e cialtroni.  E se trovate questo articolo pieno di demagogia, retorica populista, o non in sintonia con la vostra sensibilità, me ne scuso, ma, con tutto il rispetto a voi dovuto, vi invito a passare oltre: probabilmente state leggendo un sito che non fa per voi; potete sempre continuare a rifugiarvi nelle letture del gossip politico-finanziario.  

La politica sta danzando una musica che ricorda quella suonata sui ponti di comando del Titanic, prima che affondasse. Si stanno contendendo lo scalpo di un essere già morto, dissanguato, inerme. Illusi che la poltrona che stanno difendendo a denti stretti, possa essere mantenuta anche dinanzi alla catastrofe che si sta già abbattendo. Non è così, si stanno sbagliando. Stanno solo perseverando  l'illusione di poter mantenere lo status quo, i loro privilegi, le loro poltrone. E lo stanno facendo danzando un macabro rituale sul sangue di chi ha ceduto alla disperazione.  A quasi due mesi dalle elezioni, non sono riusciti neanche  a formare qualcosa che somigli vagamente ad un esecutivo,  neanche per sostituire un governo fantoccio dei banchieri di mezzo mondo, dimissionario, che sta operando ad interim allungando l'infinito elenco delle responsabilità che lo storia non tarderà ad addebitargli. 

L'ultima, quella sul pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni verso i propri fornitori:  una vera e propria farsa. Se  leggeste il decreto, con una minima conoscenza della materia (cosa che chi governa, evidentemente,  non  ha), subito vi accorgereste che  esso, in perfetto stile degno di un Paese in bancarotta,  non tende minimamente a risolvere in tempi celeri un grande problema, ma a complicarlo con procedure macchinose e irrituali per un'ordinaria procedura di pagamento che, oltre a differire ulteriormente i tempi di pagamento rispetto ai ritardi già accumulati, rischiano di far naufragare sul nascere le speranze riposte da chi i soldi li deve avere: le imprese e conseguentemente anche le famiglie degli operai. Da che mondo è mondo, i debiti vanno pagati e se non sei stato diligente al punto  da non avere i  soldi per poterlo fare, te li fai prestare, e anche in tempi brevi.  Tanto più se si trattano di soldi che tu devi dare ad aziende sul lastrico, che rischiano di fallire mettendo in mezzo alla strada milioni di persone, come sta avvenendo.

Voi dovete sapere che, nell'anno appena trascorso, il governo Monti, con il sostegno trasversale del PD e del PDL, ha versato al Fondo Salva Stati (MES) e alle varie altre forme di salvataggio, la bellezza di oltre 40 miliardi di euro.
I dati, ce li ha forniti la Banca d'Italia  con il Supplemento al Bollettino Statistico pubblicato il 15 marzo scorso e sono riassunti in questo grafico.

 La stessa cifra che oggi, dopo attese bibliche,  si propone di pagare con il provvedimento adottato sabato scorso: 20 miliardi nel secondo semestre del 2013(forse), e altri 20 miliardi nel 2014 (forse). Nel versare i 40 miliardi nei vari salvataggi, il Governo lo ha fatto senza alcuno scrupolo, senza alcuna esitazione: neanche quella di chiedersi se sarebbe stato opportuno  utilizzare queste risorse, prima per soddisfare i fornitori, le aziende italiane, e poi, eventualmente, gli impegni nefasti presi con l'Europa.  Per pagare i soldi al MES che, nel frattempo, sono stati utilizzati anche per salvare le banche spagnole e, conseguentemente, per salvaguardare gli interessi della Germania, lo Stato è ricorso al mercato per farsi prestare i soldi che non aveva. Lo ha fatto riconoscendo un lauto interesse agli investitori e senza porsi nessuno scrupolo sull'impatto che avrebbe avuto sul rapporto debito /PIL o sulla spesa per gli interessi. Scrupoli invece  osservati quando si tratta di pagare le imprese italiane. Nessuno lo ha detto, nessun giornale,  nessun programma televisivo ne  ha parlato quando il Governo Monti, con precisione maniacale, è corso a staccare assegni all'Europa.  

Quaranta miliardi di euro, e non finisce certamente qui. Soldi presi in prestito sui mercati, sottratti alle imprese che nel frattempo chiudono a centinaia di migliaia e dati al MES, per salvaguardare gli interessi delle banche tedesche esposte nei paesi del sud Europa. Lo hanno fatto con il sostegno incondizionato del PD e PDL. Ossia quegli attori politici causa di questo disastro,  che hanno dominato la scena politica italiana negli ultimi 20 anni, e che ora vorrebbero elevarsi a salvatori di una patria che non c'è più.

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LETTURE SUGGERITE 
IL BLUFF DEL PAGAMENTO DEI 40 MILIARDI ALLE IMPRESE
IL MES COME STRUMENTO DI INGANNO DEI POPOLI
IL MES STA FINANZIANDO LA GERMANIA
L'ITALIA E' IN BANCAROTTA





mercoledì 10 aprile 2013

IL DEFAULT DIVENTA LEGGE: ECCO COME

Prendo spunto da un ottimo articolo pubblicato da Mazziero Research, tra le migliori società indipendenti di ricerca finanziaria presenti in Italia, per tornare su un tema di fondamentale importanza che abbiamo già trattato in un precedente articolo pubblicato suquesto sito (LETTURA SUGGERITA),  che riguarda la possibilità, da parte dello stato, di decurtare il capitale sugli investimenti in titoli di stato.

lunedì 8 aprile 2013

IL BLUFF DEL PAGAMENTO DEI 40 MILIARDI ALLE IMPRESE

di Paolo Cardenà - Il decreto varato dal Governo Monti lo scorso sabato, si potrebbe anche chiamare "La favola della montagna che partorì il topolino". La montagna è il debito che lo stato e le pubbliche amministrazioni hanno nei confronti dei propri fornitori. Il topolino è il decreto varato dal governo dal Governo che prevede il pagamento di 40 miliardi di euro tra il 2013 e il 2014.
L'entità della montagna, non è affatto nota, neanche al governo. 


venerdì 5 aprile 2013

LA LEGGENDA DELLA GARANZIA SUI CONTI CORRENTI

di Paolo Cardenà - Dopo l'esproprio che si è perpetrato a Cipro sui depositi bancari sopra ai cento mila euro e di cui abbiamo approfonditamente discusso in questo sito, si sta affermando la convinzione, a parer di chi scrive del tutto errata e fuorviante, secondo la quale esista una garanzia dei depositi fino a 100 mila euro,certa e assoluta.
Questa convinzione, per lo più diffusa da chi ha interesse a diffonderla (banche e giornali a libro paga dei banchieri,  principalmente), trae origine proprio dal fatto che, alla fine, a Cipro, pur di mantenere indenni i depositi inferiori ai 100 mila euro, si è preferito colpire più ferocemente  quelli con giacenze superiori. Ma questa ultima soluzione, non si è perseguita tramite un'imposizione patrimoniale su quei depositi, ma semplicemente attraverso una ristrutturazione "pilotata" del sistema bancario, chiamando a sostenerne l'onere, oltre agli azioni e  obbligazionisti, anche i correntisti con i depositi superiori ai 100 mila euro.

mercoledì 3 aprile 2013

IL COLPO GOBBO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE


di Paolo Cardenà - Cercherò di spiegarvi, brevemente e in maniera più semplice possibile, il colpo basso  che l’Agenzia delle Entrate sta riservando ai contribuenti, mentre la politica, in preda alla sua follia, sembra  ormai abbandonata a se stessa e al suo delirio.
Accade che, per effetto della  profonda crisi economica in corso, un numero sempre più crescente di famiglie e imprese, nell’anno appena trascorso, trovandosi nell’impossibilità di onorare debiti tributari derivanti dalla liquidazione delle imposte, abbiano optato per il differimento del pagamento dei tributi derivanti dalle dichiarazioni dei redditi

martedì 2 aprile 2013

ROMANZO QUIRINALE


di Paolo Cardenà-
Penso una cosa semplice, quasi banale, perfino ovvia. Sappiamo benissimo che le elezioni dello scorso febbraio hanno restituito un risultato elettorale che rende impossibile  la formazione di un Governo di legislatura. Ma nonostante ciò, dalle urne è uscito ugualmente,  in maniera inequivocabile, un risultato elettorale  plebiscitario che non si presta ad interpretazione alcuna. Chi ha governato questo Paese nell'ultimo anno e mezzo e che, presentandosi al cospetto degli elettori, ha ottenuto una sonora bocciatura, non può più governare questo Paese.