domenica 10 novembre 2013

NEUROZONA CHIAMA FRANCIA

La Francia economicamente umiliata e vittima della Macchina del Tempo dell’Eurozona, alla fine usera’ l’Atomica

Guest Post SCENARI ECONOMICI

DATI ECONOMICI AGGHIACCIANTI
Raffica di dati terrificanti ieri e nei giorni scorsi per la Francia.
1) Standard&Poor’s, la prima delle grandi agenzie di rating ad aver estromesso la Francia dal ristretto club dei Paesi a tripla A (nel gennaio del 2012), ha colpito ancora, abbassando di un altro voto il suo giudizio sull’affidabilità di Parigi (da AA+ ad AA).
L’agenzia sottolinea che i margini di manovra del Paese sul fronte fiscale sono ormai praticamente inesistenti e che le misure varate negli ultimi mesi non riescono a ridurre il livello, record, della disoccupazione. Ed è proprio l’insofferenza legata alla drammatica situazione occupazionale, secondo Standard&Poor’s, a rendere molto difficile, per non dire quasi impossibile, la realizzazione delle pur indispensabili riforme strutturali.
2) La Commissione europea ha previsto il deficit francese sarà del 3,8% l’anno prossimo e del 3,7% nel 2015, e la la disoccupazione dovrebbe continuare a viaggiare abbondantemente al di sopra dell’11 per cento
Siamo ben lontano dall’obiettivo del 3% che Parigi dovrebbe centrare (grazie peraltro allo slittamento di due anni concesso da Bruxelles). La strada maestra che viene continuamente indicata a Parigi è quella di una forte riduzione della spesa pubblica (ormai superiore al 56% del Pil), liberando risorse da destinare al mondo dell’impresa, dal quale possono arrivare i posti di lavoro veri.
3) Ieri sono usciti i dati sul deficit commerciale (in aumento a 5,8 miliardi in settembre da 5,1 dell’anno scorso); nel 3 trimestre export -0,7%, Import +0,8%
Tali dati avranno un impatto negativo nel dato del PIL del 3 trimestre 2013. Il tutto avviene in concomitanza con l’annuncio del record tedesco della Bilancia Commerciale a settembre oltre 20 miliardi di attivo.
4) Ieri sono usciti i dati sulla produzione industriale (in calo dello 0,5% mensile), con un terzo trimestre a -1.1% sul secondo trimestre 2013
Anche questi dati avranno un impatto negativo nel dato del PIL del 3 trimestre 2013. Rammentiamo anche le previsioni d’investimento dell’industria (-7%) e sui fallimenti (in aumento del 5%).

LA FRANCIA STA DIVENTANDO SEMPRE PIU’ SIMILE AGLI ALTRI PAESI PERIFERICI DELL’EUROZONA
Ma cosa succede in Francia? Nulla di diverso dal Film gia’ visto negli altri paesi periferici (seppur attenuato e ritardato)
I Conti Pubblici degenerano. Il Debito pubblico e’ esploso dal 65% 5 anni fa al 94% attuale. Il deficit resta alto, Tasse e Spese pubbliche astronomiche, le agenzie declassano….
L’Economia Reale si affossa. La Bilancia dei Pagamenti che era in pareggio fino ai primi anni del 2000, e’ progressivamente peggiorata. Idem la Produzione Industriale (che ha andamento molto simile a Spagna ed Italia). Percio’ il PIL non va bene, e la disoccupazione fa boom. Tutto cio’ aggrava ovviamente lo stato dei conti pubblici
Rispetto all’Italia molti parametri sono addirittura peggiori: i debiti del settore privato sono molto piu’ alti, i debiti esteri esplodono e la bilancia commerciale e’ fortemente negativa ed in peggioramento, la tasse sono piu’ elevate, l’industria manifatturiera e’ piu’ debole, i debiti potenziali sono esplosivi, l’esposizione dei sistemi bancari francesi e’ elevatissima, la Bolla Immobiliare non e’ ancora esplosa (i prezzi sono elevatissimi).

LA MACCHINA DEL TEMPO DELLA CRISI E’ INESORABILE 
In sintesi in Francia avviene lo stesso film visto in Grecia, Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna, Italia, Slovenia, solo che accade.

LA CAUSA PRINCIPALE DELLA CRISI E’ LA PERDITA DI COMPETITIVITA’
Perche’ questo tracollo? Semplicemente a causa di una proggressiva perdita di competitivita’. Basta guardare il dato del Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto, e la divaricazione dell’andamento con la Germania.
clup francia
E’ proprio dal 2005 che si apprezza un differenziale di CLUP tra Germania e Francia, non recuperabile con l’aggiustamento valutario, e quindi dallo stesso anno inizia la degenerazione della Bilancia Commerciale Francese, e la Produzione industriale Francese inizia a divaricarsi come andamento da quella Tedesca. La crisi 2008-13 ha fatto il resto. Stesso identico FILM gia’ visto in tutta l’eurozona, con successivo peggioramento dei conti pubblici e degenerazione dell’economia reale. La teutonica Deflazione fa il resto.

LA FRANCIA NON E’ UNA NAZIONE COME LE ALTRE DELLA PERIFERIA: ALLA FINE USERA’ L’ATOMICA DELLA SVALUTAZIONE
 La classe politica francese se l’e’ presa con le agenzie di rating è facile. Sono incapaci di cambiare un Paese che ha urgente bisogno di uno shock di competitività.  Nei sondaggi dilaga il FRONT NATIONAL, partito di estrema destra che propone l’uscita dall’Euro della Francia, ergo la morte dell’EURO. I Socialisti al potere hanno un livello di popolarita’ spaventosamente basso.
Il punto e’ che la FRANCIA non e’ uno dei tanti paesi periferici: QUI esiste un orgoglio nazionale, e prima o poi reagiranno, e se non lo faranno i politici, lo faranno gli elettori.
Ma voi pensate realmente che i Francesi accettino come gli Spagnoli e gli Italiani, di essere una nazione di serie B, dove i migliori emigrano e destinata alla marginalizzazione?  Se qualcuno pensa questo, non conosce per niente la Storia.
manifesto-lavoratori-francesi-in-Germania
Ritengo difficile che la Francia attui lo shock di competitivita’ in modo differente che non dalla disgregazione dell’Euro. Non puo’ permettersi ulteriore spesa pubblica a deficit, e non puo’ recuperare sul CLUP raddoppiando i disoccupati (tipo in Spagna), per cui alla fine sparera’ sulla Germania, e se non lo faranno i politici, lo faranno direttamente i cittadini-elettori.
Niente di diverso di quanto gia’ visto nel 1914-18 (e nella sua conseguente prosecuzione, la guerra del 1939-45). La Germania prima di tali eventi era in forte progressione economica, e si scontrava frontalmente con Francia e Regno Unito. I Teutonici erano alla disperata ricerca di mercati di sbocco per le proprie merci (Balcani in primis). Alla fine, quando gli interessi Tedeschi e Anglo-Francesi erano pienamente conflittuali, esplose la guerra. Semplicemente oggi sta accadendo la stessa cosa, e le armi sono spread, ratings, svalutazione, qe, gli eserciti sono la finanza, la bilancia commerciale, la produzione industriale, ed i morti sono i disoccupati e la poverta’ delle classi medie; l’Atomica e’ la disgregazione dell’Euro. 
Ora come allora, accadra’ la stessa cosa: la Francia (e non altri paesi) alla fine accettera’ il conflitto con la Germania come unica via d’uscita, e sara’ appoggiata come allora da Anglo-Americani (notate le dichiarazioni di Tesoro Americano e FMI? non sono casuali: l’austerity made in Germany sta trasformando l’eurozona in area a bilancia commerciale fortemente attiva facendo crollare l’Import, e la cosa crea danni incommensurabili al resto del mondo e squilibri di portata mondiale).
Come per le 2 volte precedenti la Germania ne uscira’ a pezzi, dopo aver causato danni incommensurabili al resto del continente, e sempre per la stessa ragione (la necessita’ di “crescere” economicamente alle spese degli altri), o se siete “filo-teutonici” (oltre a Monti ed alla cricca dei ladri nostrani della casta, ne sono rimasti ben pochi), come le due volte precedenti l’Europa rifiutera’ di diventare “efficiente” come la povera Germania.

5 commenti:

  1. Resietenza Liberale10 novembre 2013 12:03

    La guerra che esplode perché i paesi eurodeboli non vogliono rendere efficienti i loro sistemi economici, al pari dei paesi euroforti, sconvolge tutti i canoni che conoscevamo per cui le guerre scoppiavano.É sempre avvenuto che il paese forte conquistava i paesi deboli, ora avverrebbe il contrario, cioè i paesi deboli attaccano il paese economicamente forte per indebolirlo e portarlo al loro livello di inefficienza.
    UN'ASSURDITÀ perche non si capisce che i paesi eurodeboli sano tali perché i loro sistemi economici sono impregnati di un pestilente parassitismo, che non vuol rinunciare ad alimentarsi rendendo efficiente paesi eurodeboli e preferisce la via della distruzione del paese euroforte.

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    1. In Germania, paese euroforte, corruzione ed evasione fiscale in percentuale sono assolutamente paragonabili a quelli italiani.
      Detto questo ti invito anche a riflettere sul fatto che altri paesi, molto più virtuosi dell'Italia, sono andati ugualmente in crisi e quindi sono "eurodeboli".

      Quello che non passa nella testa dei liberali italioti è che la moneta non è solo un numero o un pezzo di carta ma è l'espressione dell'economia di un paese. L'euro è la moneta di 17 paesi TUTTI diversi tra loro e quindi non li può rappresentare tutti contemporaneamente. Eurodebole quindi non significa "peggiore" ma solo che ha una economia che non si adatta all'euro.

      I tedeschi son liberi di farsi comandare da chi preferiscono, in base anche (si spera) ai risultati elettorali. Il problema è che i tedeschi votano persone che poi pretendono di comandare anche al di fuori dai propri confini su paesi che dovrebbero avere una moneta (e quindi una sovranità) diversa.

      Il problema è solo questo e i francesi, fortuna loro, ormai lo hanno ben capito.


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    2. La cosa tragicamente comica è che, sul piano della cultura economico-industriale, questi "liberali", non sanno definire esattamente l'efficienza. Si limitano a uno slogan piuttosto..."controfattuale" che equipara la moneta forte e un sistema economico efficiente e ne derivano che chi non sa sostenere una moneta forse è inefficiente; e per di più in base a un giudizio "moralistico" che tira in mezzo una inevitabile corruzione ed evasione di cui non sanno, a loro volta, definire correttamente nè la natura nè le dinamiche.
      Basi dire che tutti i paesi "efficienti" del mondo, oggi, molto razionalmente tendono a svalutare la rispettiva moneta: sarà il Giappone governato dai liberali diventato inefficiente...crescendo di nuovo? O gli USA, che crescono meno del previsto esclusivamente perchè i tea-party insistono in politiche pro-cicliche e provocano veramente, "loro", la rischiosità di sistema delle sole politiche monetarie?

      A un certo punto, un paese come la Germania, che viola più di tutti i trattati di cui impone in modo interessato solo agli altri l'osservanza, diventa un paradigma ideale di efficienza. Ma senza l'euro e l'assetto attuale che controlla rigidamente, entrerebbe in una crisi di sovraproduzione industriale spaventosa. E ci entrerà lo stesso, continuando così: solo che avrà contemporaneamente mandato in deflazione l'intero continente, innescando la più inefficiente delle crisi economiche (quella in cui gli investimenti non vengono più fatti fino al punto che tutti perderanno non la mera competitività, ma proprio la capacità produttiva).

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  2. Sono in Francia da un mese, ho trovato lavoro in Normandia dopo due anni di disoccupazione in Italia.
    Sono al 100 per cento d'accordo con tutto quanto hai scritto, ma... ma la propaganda pude qui è fortissima, e non sarà affatto semplice realizzare auel che prvedi.

    Buona vita
    Guglielmp

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    1. Ah, ma allora il PUDE esiste anche da quelle parti. Lo so che sarà dura, ma la verità si sta diffondendo a macchi d'olio, grazie a persone libere e senza padroni.
      Il mutamento sarà nei fatti, vedra!

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