giovedì 17 ottobre 2013

LEGGE DI STABILITA': LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA

di Paolo Cardenà - Come noto, appena due giorni fa, il Governo ha varato la legge di stabilità. Nei giornali si leggono fiumi di inchiostro che tendono ad analizzare le novità introdotte: i vantaggi e gli svantaggi, a favore di chi o meno.
Stessa cosa avviene nei programmi di (dis)informazione televisiva. Tutti parlano, analizzano, chiacchierano, ragliano, ma pochi conoscono. Ciò che sfugge alla massa è che la manovra appena licenziata dal governo è la prima  Legge di Stabilità determinata "sotto l'egida" della Commissione Europea, per via dell'entrata in vigore del Two Pack, di cui in questo sito si è già discusso molto.

Tramite il Two Pack, in buona sostanza, si obbligano i  singoli governi nazionali a presentare alla Commissione Europea, entro il 15 ottobre  di ciascun anno e prima dell’approvazione da parte dei singoli parlamenti nazionali, le rispettive manovre di finanza pubblica al fine di consentire di verificare il rispetto degli impegni presi con le autorità europee nei primi sei mesi dell’anno (il così detto semestre europeo). In caso di mancato o carente rispetto degli accordi sottoscritti, la commissione europea potrà chiederne la modifica, seppur in assenza  di diritto di veto. Nel caso in cui il paese dovesse disattendere le raccomandazioni, oltre a subire azioni legali, potrà incorrere in  procedure per deficit eccessivo e nel caso anche in sanzioni economiche.

Quindi, la manovra, sorvolando del tutto il Parlamento -ormai ridotto a mero organo di ratifica passiva delle decisioni adottate dal Governo, prono ai voleri della Commissioni Europea e dei tecnocrati europei- è tutt'ora al vaglio degli esperti della "Commissione Europea", e non è affatto detto che torni in Italia -per poi essere vagliata dal parlamento- nella forma esatta e nei contenuti licenziati dal governo.

Proprio ieri sera, stavo guardando una trasmissione di approfondimento politico e ospite della trasmissione era proprio l'Onorevole Rosy Bindi.
L'Onorevole, incalzata dal conduttore proprio a proposito della legge di stabilità, dovendo esprimere un parere, ha affermato  che: "....gli elementi salienti (della manovra, n.d.r.) sono stati appresi dalla stampa". 
Ecco, questa dichiarazione alla quale non è stato attribuito il giusto risalto dal conduttore, né dagli altri ospiti presenti in studio, racchiude in se tutto il dramma di questa povera nazione.

E ciò,  per due motivi sostanziali:
Il primo: come dicevamo, ormai, il nostro parlamento è ridotto ad un organo di mera ratifica di decisioni che vengono prese altrove, derubato della sua naturale funzione di rappresentatività delle volontà popolari.  Il Parlamento ha perso e continuerà a perdere la propria sovranità, con conseguente sepoltura  dei caratteri democratici della nazione, costituzionalmente previsti. La storia degli ultimi 3 anni, e le modalità con le quali sono venuti alla luce governi gli ultimi due governi (cioè governo Monti e poi Letta),  lo confermano.
Il secondo: un parlamentare che apprende dai giornali quanto si svolge nei palazzi che egli  stesso occupa, peraltro anche con incarichi di responsabilità di rilievo all'interno del maggiore partito che sostiene il governo, racconta perfettamente quanto sia spacciato questo paese, e quanto siano misere le forze politiche che lo stanno conducendo alla distruzione.

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1 commento:

  1. Complimenti per l'articolo. Una domanda tecnica: il Governo ha presentato tutte le bozze il 15. Com'è che se ne sta ancora discutendo in Parlamento? Discutono senza il parere della Commissione? Se la Commissione non è d'accordo su alcuni punti ci saranno degli emendamenti successivi?

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