mercoledì 4 settembre 2013

LA VORAGINE DELLE BANCHE ITALIANE

di Paolo Cardenà - Quello che segue è un grafico elaborato dall'OCSE che dimostra la percentuale dei crediti deteriorati (NON PERFORMING LOANS) sul totale dei crediti bancari tra i vari paesi considerati. Potete osservare che, secondo l'istituzione finanziaria, il sistema bancario italiano avrebbe circa il 13-14% di crediti deteriorati, performando addirittura peggio delle disastrate banche  portoghesi e spagnole, che nel frattempo, queste ultime, sono state salvate (si fa per dire) con i soldi dei contribuenti europei (italiani compresi) attraverso il fondo ESM, a cui l'italia partecipa con 125 miliardi di euro (di cui già versati unadecina).
 

 A conferma dell'entità dei buchi che si stanno aprendo nel sistema bancario per via della recessione che compromette la solvibilità di un numero crescente di imprese, e quindi anche la possibilità di onorare i propri debiti verso il sistema bancario, pochi giorni fa, il Centro Studi di  Unimpresa ha diffuso un rapporto fotografando lo stato di salute delle banche italiane, e più precisamente le sofferenze sui crediti, balzate all'astronomica cifra di 138 miliardi di euro. Nel rapporto si legge che, negli ultimi 12 mesi, le sofferenze,sono cresciute del 22% arrivando a sfiorare quota 138 miliardi di euro. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente e' quella delle imprese (94 miliardi). Le ''rate non pagate'' dalle famiglie valgono complessivamente poco meno di 30 miliardi mentre quelle delle imprese familiari 1 2miliardi. A 1,5 miliardi ammontano invece le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie.

Questi crediti deteriorati, sono solo quelli noti. Poi però ci sarebbero anche quelli non noti, che tutti cercano di tenere più nascosti possibile per non far emergere nuovi buchi, mantenendo così  l'apparente solvibilità di un numero considerevele di banca. Ma prima o poi verranno a galla. 

SEGUI  VINCITORI E VINTI SU FACEBOOK E SU TWITTER
SEGUI METEOECONOMY SU FACEBOOK: TUTTO QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO

Nessun commento:

Posta un commento