venerdì 20 settembre 2013

IL MINISTRO TONTOLO

di Paolo Cardenà-
In questi giorni si fa un gran parlare del piano del governo per attrarre in Italia investimenti esteri. Il tutto mentre non ci si preoccupa delle imprese italiane che muoiono o si trasferiscono all'estero. Per rompere un po' la "monotonia" del format dei post pubblicati su questo blog, ho pensato di raccontarvela in maniera diversa. 

Seguitemi nel ragionamento. Nulla di complesso.

L'azienda A, italiana che opera in Italia, offre lavoro a 10 persone. Ad un certo punto della sua attività, siccome il governo italiano ha bisogno di quattrini, gli impone il 70-80% di tasse e la condanna a morte certa. Visto che le ragioni della sopravvivenza prevalgono sempre sugli impulsi della morte, il signor Rossi, titolare dell'azienda che esiste da molte generazioni, dopo tante notti insonni, un bel mattino, si alza e,con animo afflitto, decide di licenziare tutti i suoi collaboratori e trasferire all'estero la sua azienda, poiché, in quel luogo, oltre ad avere condizioni decisamente migliori per svolgere la sua attività, ottiene anche il rispetto in quanto imprende generando ricchezza,  offrendo slancio al benessere collettivo.

Quindi, l'azienda chiude in Italia e riapre in Svizzera.

Risultato: dieci persone disoccupate in Italia che, nei prossimi anni, dovranno essere sussidiate dagli altri contribuenti rimasti in Italia. Quindi, aggravio di spese per lo stato italiano, minori consumi, calo della domanda interna, minori entrate tributarie ed aumento del debito. Perché non si hanno più introiti (che prima si avevano) per mandare avanti la macchina statale.

Sorge il problema. Ma siccome al governo ci sono tutti volponi, allora possiamo stare tranquilli.
Infatti, ecco arrivare la soluzione.

Un bel mattino Tontolo, che è ministro del governo, dopo una notte insonne passata a pensare e ripensare, prende e si alza esclamando: "Cazzo! E' proprio vero che la notte porta consigli. Ho avuto un'idea geniale! Sai che faccio? Anziché occuparmi di quei morti di fame di imprenditori italiani che crepano e delocalizzano e per di più brutti, sporchi ed evasori, pianifico una bella campagna di incentivi a carico dei contribuenti rimasti, e così attraggo aziende estere che vorranno investire in Italia".

L'indomani c'è il consiglio dei ministri.

 Infatti Tontolo porta l'idea al CdM e tutti gli altri tontoli, che siedono attorno al tavolo insieme a lui, salutano l'idea con grande entusiasmo, plaudendo ed esultando.
Perché, è chiaro: l'idea che ha partorito la mente illuminata di Tontolo, secondo loro, potrà consentire di avere salva la poltrona per qualche tempo in più.

Nel frattempo, il sig. Rossi, titolare dell'azienda A, prima italiana ma ora delocalizzata in Svizzera, siccome in quel luogo è stato accolto da eroe per quello che ha dovuto patire in Italia in molti anni di impresa, ha deciso di trasferire anche la sua famiglia in Svizzera. Quindi, l'eroe, oltre ad aver lasciato sul lastrico i suoi dieci collaboratori italiani e le loro famiglie, da qui in poi, spenderà in Svizzera anche il suo reddito. Stessa cosa farà la sua famiglia. 

Risultato: il Pil della Svizzera aumenta, quello dell'Italia cala ulteriormente, e con esso calano anche le entrate tributarie.

Ma nessun problema. A raddrizzare le sorti dell'Italia ci pensa Tontolo e i suoi colleghi.

Quindi che succede? Succede che il governo vera il pacchetto di incentivi e il dott. Tontolo, insieme al suo Premier, girano il mondo (sempre a spese dei contribuenti italiani rimasti) per pubblicizzare il pacchetto di incentivi e far conoscere al mondo dell’imprenditoria in cosa consistono.

Un bel giorno Tontolo, rientrato dal Road Show, riceve una telefona.

E’ Alonzo: un tizio spagnolo che, essendo stato travolto dalla crisi spagnola e avendo terra bruciata in quel luogo, decide di cogliere al volo l’offerta del governo Italiano, trasferendosi in Italia e aprendo  un’impresa.

Siccome, in Spagna, Alonzo è stato furbo, ha anche qualche risparmio per poter iniziare la nuova attività in Italia.

Quindi si trasferisce e apre un’impresa assumendo 10 persone: lo stesso numero che aveva licenziato Il Sig. Rossi qualche mese prima.
Per Tontolo è un grande successo: arrivano capitali esteri, la disoccupazione diminuisce, ripartono i consumi e lo stato può incassare più tasse. Per gli italioti il Sig. Rossi è un poco di buono, mentre Tontolo è l’eroe nazionale. Tant’è che lo vorrebbero addirittura Presidente della Repubblica e premier ad interim.

Ma c’è un problema che non viene considerato da Tontolo. Siccome è parecchio illuminato, egli crede che, la fiscalità di favore riservata per qualche anno ad Alonzo, abbia consentito di riassorbire la disoccupazione creata da quella merdaccia di Rossi. Quindi, egli ritiene che la ricchezza prodotta ora in Italia sia uguale alla ricchezza che produceva il Sig. Rossi con i suoi 10 collaboratori.
Questo non è vero! E non è vero per il semplice  fatto che Alonzo, siccome non si fida dell’Italia, contrariamente al Sig. Rossi che si fida della Svizzera, ha lasciato la sua famiglia in Spagna. Quindi, gli utili che produce in Italia vengono trasferiti in Spagna per essere spesi lì dalla sua Famiglia.

Risultato: Minore crescita in Italia, maggiore crescita in Spagna, aumento degli squilibri tra i due paesi. 
Sebbene Tontolo pensi di aver risolto il problema, presto si accorge che c’è qualcosa che non va e che i conti non tornano. Le entrate tributarie non riescono a coprire le spese e decide di aumentare le tasse. Rompe il patto con Alonzo e le aumenta anche a Lui.

Un giorno Alonzo si sveglia incazzato, e si accorge che l’Italia non è troppo diversa dalla sua Spagna. Allora decide di ritornarsene là,  dove era venuto. Ma non prima di aver fatto bottino. Allora ordina grandi quantitativi di merci da fornitori italiani, li rivende sottocosto, non paga i fornitori, i collaboratori, non paga le tasse e se ne ritorna in Spagna lasciando Tontolo con il cerino in mano.

RISULTATO IN SVIZZERA: Rossi fa grandi affari, offre lavoro a 10 persone, consuma il suo reddito in Svizzera e vive come un Re, contribuendo alla ricchezza di quel luogo e allo slancio sociale delle persone che vivono in Svizzera con lui.
RISULTATO IN ITALIA: Un’impresa in meno, fornitori di Alonzo prossimi al fallimento perché non sono stati pagati, 10 disoccupati in pianta stabile, calo dei consumi, calo del gettito tributario, taglio ai costi dei servizi sociali sempre più scadenti, esplosione di debito e poi bancarotta.

E Tontolo? Tontolo ancora ministro.

23 commenti:

  1. Bellissimo... l'ho appena copiato sulla mia pagina in facebook... dicendo che non era mio!

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  2. Ottimo.
    Sei una nuova scoperta per me.
    ti aggiungo alla mia personalissima lista di blogger finanziari eretici (BT, ML,FK).
    Ciao.

    AA.

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  3. Non potevo non riportarlo sul mio blog http://ilmosta.blogspot.com.br/2013/09/il-ministro-tontolo.html

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  4. Capisco l'ironia nella definizione di "ministro tontolo".
    Ma io personalmente parto sempre dal presupposto che:
    "non siano stupidi, per niente".
    Anzi!
    il.gem
    P.s:Semplicemente si fanno INVARIABILMENTE prima i fatti loro e se questo affossa la nazione o gli interessi degli altri 59.999.999 di abitanti, beh? Chi cazzo se frega! ;-)

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    1. Si, esattamente! Il senso è proprio quello che hai rappresentato

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  5. Scusate, ma in base agli accordi tra Stati per evitare la doppia imposizione fiscale, le tasse vanno pagate nel Paese dove si produce redditto, quindi lo spagnolo dovrebbe pagarle in Italia.

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    1. Non mi sembra che nel testo non sia stato precisato questo. Infatti lo spagnolo risulta che paga le tasse in Italia, ma il lucro lo spende in Spagna.

      E il fatto che paghi le tasse in Italia lo si comprende chiaramente dalla frase: "Rompe il patto con Alonzo e le aumenta anche a Lui."

      Se Alonzo pagasse le tasse in Spagna non si importerebbe in modo alcuno dell'aumento delle tasse italiane.

      http://ilmosta.blogspot.com.br

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    2. Teoricamente è come tu dici, in pratica uno stato illiberale genera basso livello di servizi e qualità della vita, pertanto viene visto come una soluzione temporanea di puro business e non attraente.
      Infine il costo della macchina dello Stato italiano non viene mai intaccato, semmai aumenta. Pertanto il trattamento di favore non potrà comunque durare troppo a lungo.
      E quindi torniamo all'Alonzo in fuga che, però, proprio in quanto straniero ha via facile a "fuggire" ed a gabbare i creditori, quanto non fugge come dovrebbe fare Rossi, in realtà torna a casa sua.

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  6. Bell'articolo, aggiungo che gli incentivi pubblici sono un danno notevole visto che di fatto aumentano il debito pubblico ( di solito sono a fondo perduto) e comunque se una azienda deve produrre solo grazie agli incentivi significa che ciò che produce non è economicamente sostenibile, insomma come le automobili che si sono rilevate un debito enorme per tutti sia in termini economici che ambientali.

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  7. Credo che sia all’evidenza di tutti che in Italia, l'impresa privata non è davvero amata.
    E' stata molto amata l'impresa parastatale che poteva essere controllata dalla Nomenklatura.
    Viene sopportata la piccola impresa privata che però ogni giorno è sotto scacco da parte del "Potente" di turno, che sia il Signor Sindaco, o il Signor Assessore, o il Signor tecnico comunale o il Direttore Ministeriale, o l’Agenzia delle entrare, o il Funzionario pubblico in genere..
    La grossa impresa privata non ha mai avuto diritto di vita. La sua stessa esistenza è la negazione del potere Statale.
    Quando, per caso, si forma una azienda privata forte e autonoma è necessario demolirla o metterla sotto tutela. E allora via con le Cordate Oscure, La Magistratura Occhiuta, Il Sindacalismo Ideologico.
    Per le Grandi Imprese è meglio e più semplice avere sede all'estero e trattare l'Italia come una colonia.
    In questo caso di Telecom, come contribuente, ho purtroppo il timore che la partita non sia ancora finita e si avvolgerà su se stessa sino ad arrivare ad una sorta di esproprio che pagheremo carissimo.
    Spero di essere un falso profeta

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  8. Grande articolo. Davvero chiaro, senza fronzoli.
    Sarebbe da imporre come testo scolastico. Come tutto il tuo blog.
    Della serie, nelle scuole, università comprese: "Questa mattina trattiamo di Tontolo...", così anche i bambini capirebbero fin da subito che quando saranno grandi Tontolo sarà ancora lì. Quando saranno vecchi, non ci sarà più l'Italia e magari neppure l'Europa, ma Tontolo sarà sempre lì. Come è successo a noi.
    Tontolo c'era quando avevamo 10 anni e Tontolo abbiamo quando ne abbiamo 60.

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    1. Ma Grazieee!!! Onorato.
      Il vero è che, di tontoli, ce ne saranno sempre abbastanza. E il dramma è che, purtroppo, occupano sempre posti di potere e decidono sulla vita altrui...
      Grazie

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  9. Complimenti per l'articolo , sotto tutti i punti descritti peccato che non sia inviato a qualche Testata giornalistica x vedere l'effetto che farebbe , questi sono articoli da pubblicare . Complimenti davvero.

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    1. Ti ringrazio, ma temo che non lo pubblicherebbero. Grazie

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  10. Bell'articolo. Credo però che nel mondo globale si sappia cos'é l'Italia per chi vuol fare impresa e che quindi anche Alonzo prima di sbarcare da noi ci penserá bene

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  11. Eccellente. Da ex imprenditore costretto a chiudere non posso che sottoscrivere amaramente ciò che lei riporta nel testo e urlare la mia ira pur sapendo di essere inascoltato e trattato da rifiuto dalle istituzioni

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  12. Non dimentichiamo che mr tontolo una volta scaricato dal signor. Alonzo dovrà andare con il cappello in mano davanti alla porta dell INPS (ente indirizzato già di suo verso la banca rotta) per chiedergli di versare i contributi non versati dal buon Alonzo e i quattrini per erogare i tfr punitamente non accantonati dallo stesso.

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