mercoledì 24 luglio 2013

EVVIVA IL RE DELLA CASTA

No che ami particolarmente Bertinotti, anche perché lo considero tra i massimi esponenti del parassitismo di stato che, unitamente alle altre  cause,  sta schiacciando questo Paese irriformabile, trasformandolo in un colabrodo. Però, dal mio punto di vista, gli va reso onore per aver detto a Napolitano quello che in molti pensano. E la cosa assume ancor più significato se solo si pensa che Bertinotti, oltre ad aver avuto il trascorso (e il peso) politico che tutti conosciamo, è stato anche Presidente della Camera.
Certo, ora se ne starà a godersi la sua succulenta pensione pagata dagli italiani alla fame. Ma quantomeno, contrariamente a tutti gli esponenti della casata, ha avuto il decoro di dire le cose come stanno.
Scrive Bertinotti:


Signor Presidente,Lei non puòLei non può congelare d'autorità una delle possibili soluzioni al problema del governo del Paese, quella in atto. come se fosse l'unica possibile, come se fosse prescritta da una volontà superiore o come se fosse oggettivata dalla realtà storica.Lei non può, perché altrimenti la democrazia verrebbe sospesa. Lei no può trasformare una Sua, e di altri , previsione sui processi economici in un impedimento alla libera dialettica democratica. I processi economici, in democrazia, dovrebbero poter essere influenzati dalla politica, dunque, dovrebbero essere variabili dipendenti, non indipendenti. Lei non può, perché altrimenti la democrazia sarebbe sospesa. Sia che si sostenga che viviamo in regimi pienamente democratici, sia che si sostenga, come fa ormai tanta parte della letteratura politica, che siamo entrati in Europa, in un tempo post-democratico, quello della rivincita delle élites, Lei non può. Nel primo caso, perché l'impedimento sarebbe lesivo di uno dei cardini della democrazia rappresentativa cioè della possibilità, in ogni momento, di dare vita ad un'alternativa di governo, in caso di crisi, anche con il ricorso al voto popolare. Nel secondo caso, che a me pare quello dell'attuale realtà europea, perché rappresenterebbe un potente consolidamento del regime a-democratico in corso di costruzione. C'è nella realtà politico istituzionale del paese una schizofrenia pericolosa: da un lato si cantano le lodi della Costituzione Repubblicana, dall'altro, essa viene divorata ogni giorno dalla costituzione materiale. La prima, come lei mi insegna, innalza il Parlamento ad un ruolo centrale nella nostra democrazia rappresentativa, la seconda assolutizza la governabilità fino  a renderlo da essa dipendente. Quando gli chiede di sostenere il governo perché la sua caduta porterebbe a danni irreparabili, Ella contribuisce della costruzione dell'edificio oligarchico promosso da questa costituzione materiale. Nel regime democratico ogni previsione politica è opinabile perché parte essa stessa di un progetto e di un programma che sono necessariamente di parte; lo stesso presunto interesse generale non si sottrae dalla diversità delle sue possibili interpretazioni. Ma, se mi permette, Signor Presidente c'è una ragione assai più grande per cui Lei non può.La nostra costituzione è, come sappiamo, una costituzione programmatica. Norberto Bobbio diceva che in essa la democrazia è inseparabile dall'eguaglianza come testionia il suo articolo 3. Ma essa, rifiutando un'opzione finalistica nella definizione della società futura, risulta aperta a modelli economico sociali diversi e a quelli dove sarà condotta da quella che Dossetti chiamava la democrazia integrale e Togliatti la democrazia progressiva.Quando Lei allude ai possibili danni irreparabili per il paese, lo può fare solo perché considera ineluttabili le politiche economiche e sociali imperanti nell'Europa leali, le politiche di austerità. Ha poca importanza, nell'economia di questo ragionamento, la mia radicale avversione a queste politiche che considero concausa del massacro sociale in atto.Quel che vorrei proporLe è che  nella politica e in democrazia si possa manifestare un'altra e diversa idea di società rispetto a quella in atto e che la Costituzione Repubblicana garantisce che essa possa essere praticata e perseguita. Il capitalismo finanziario globale non può essere imposto come naturale, né la messa in discussione del suo paradigma può essere impedito in democrazia, quali che siano i passaggi di crisi e di instabilità a cui essa possa dar luogo. O le rivoluzioni democratiche possono essere possibili solo altrove? No, la carta fondamentale garantisce che, nel rispetto della democrazie e nel rifiuto della violenza, possa essere intrapresa anche da noi. C'è già un vincolo esterno, quello dell'Europa leale, che limita la nostra sovranità, non può esserci anche un vincolo esterno anche alla politica costituita dall'autorità del Presidente della Repubblica. Lei non può, signor Presidente. Mi sono permesso di indirizzarLe questa lettera aperta perché so che la lunga consuetudine e l'affettuoso rispetto che ho sempre nutrito per la Sua persona mi mettono al riparo da qualsiasi malevola intepretazione e la mia attuale lontananza dai luoghi della decisione politica non consentono di pensare ad una qualche strumentalità. È, la mia, soltanto, l'invocazione di un cittadino, anche se ho ragione di ritenere che essa non sia unica.Mi creda, con tutta cordialità.Fausto Bertinotti.

Certo, è una missiva piena della solita retorica istituzionale di cui se ne ha le palle piene. Ma credo che sia in larga parte condivisibile.
Ad ogni buon conto, oggi, anch'io ho commentato il ruolo che ha avuto (ed ha) Napolitano in tutta la vicenda italiana degli ultimi anni. 
Il mitico  GRANDE BLUFF, ha ripreso il commento integrandolo con alcune sue considerazione e alcuni suoi post  mitici e sempre veritieri. Ne è uscito fuori quanto segue:

Ecco un commento illuminante (fin troppo...) di Paolo Cardenà, autore del Blog Vincitori e Vinti...
Il commento arriva da FB,
nel quale normalmente si scrivono tante cazzate frivole ed inutili...
mentre alcuni...anche se pochi....;-)

Potete pensarla anche diversamente, ma per quanto mi riguarda Napolitano è di gran lunga il peggior Presidente della storia Repubblicana. 
Quello che ha consentito (o per meglio dire, imposto) durante il suo mandato, non ha nulla a che vedere con la sacralità del concetto di DEMOCRAZIA che, evidentemente, è stato sepolto.
Prima hanno 
inculcato il terrore dello SPREAD all'opinione pubblica, in modo che, sotto la minaccia del default, si potesse compiere qualsiasi operazione che, altrimenti, non sarebbe stata possibile. 
Poi hanno deposto Berlusconi, e fatto sedere Monti nella stanza dei bottoni, previa consacrazioni di quest'ultimo al rango di Senatore a Vita, anche se non si capisce ancora per quali meriti.
La devastazione economica prodotta da Monti non ha alcun precedente nella storia italiana in tempo di pace.
Occorreva porre le basi per fa si che la ricchezza finanziaria, economica, e industriale degli italiani potesse essere posta a garanzia del megadebito e degli interessi finanziari di mezzo mondo, ma non degli italiani.
Così è stato.
I mercati sono stati rassicurati dal fatto che in Italia si alternassero governi compiacenti (e collusi) per fa si che il proprio credito godesse della massima garanzia, e che, all'occorrenza, il governo di turno si fosse reso disponibile ad intermediare ricchezza (espropriata attraverso la tassazione) degli italiani, e ripagare gli investitori.
Lo schema è semplicissimo: dalle tasche degli italiani, alle casse dello stato, per poi finire in quelle delle banche.
E il gioco è fatto.
Il Governo Letta è nato con le stesse prerogative del governo Monti.
Nulla di diverso.
In tutto questo, trattandosi di "pratiche" lesive degli interessi degli italiani (e ora ne abbiamo la certezza, stante la devastazione prodotta) Napolitano si sarebbe dovuto opporre con forza.
Invece ne è stato il massimo sponsor e coordinatore.
E' lui che si è arrogato il diritto di decidere quale sia la via migliore per gli italiani. E' lui che ha scelto il futuro di 60 milioni di persone.
I fatti sono questi.
Il resto è scadente propaganda di basso profilo che può essere inculcata solo su menti mediocri, idiote e prive di logica.
Onore a Napo Orso Capo (ex-fan di Stalin...)!
Che per la maggioranza italiota sarebbe "l'ultima barriera della nostra democrazia" (sic!)
Uhhhh ggggià....

Vedi il mio post: Ri-elezione di Napolitano: non è un Colpo di Stato...è che lo Stato non ci appartiene più da tempo...
Evviva El Presidente (come si dice in Russo?....), che pensa solo all'interesse nazionale!
(vedi Ustica ed affini...perchè il concetto d'interesse nazionale è molto personalistico e spesso non coincide con l'interesse della maggioranza dei cittadini italiani...ma solo con quello che tu credi o fai finta che sia... etc etc)
Perchè in fondo la DEMOCRAZIA
viene DOPO agli interessi del DEMO (popolo)...
mentre prima conta soprattutto la CRAZIA (potere)....
E' il concetto DISTORTO di Democrazia ...
che viene DOPO rispetto al concetto di INTERESSE NAZIONALE...deciso dagli eletti delPolitburo...(od anche dell'Organo Supremo del Nazismo...it's the sam
e...)

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