mercoledì 10 luglio 2013

ASPETTANDO LA BANCAROTTA, A MAGGIO LA PRODUZIONE INDUSTRIALE CALA PER IL 21° MESE CONSECUTIVO

All'indomani del downgrade sull'Italia da parte di S&P che ha portato il rating a BBB da BBB+, a soli due gradini dal livello junk (spazatura), l'Istat ci comunica i dati impietosi sulla produzione industriale nel mese di maggio, che si porta a quasi il 25%  dai massimi di aprile 2008, segnando, ormai, un inesorabile declino del tessuto produttivo  nazionale, che è ben lontano da una svolta che possa essere accolta come un pallido segnale di ripresa.

da Istat
A maggio 2013 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,1% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio l'indice ha registrato una flessione dell'1,3% rispetto al trimestre precedente.
C l'indice è diminuito in termini orretto per gli effetti di calendario, in maggio 2013,tendenziali del 4,2% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2012). Nella media dei primi cinque mesi dell'anno la produzione è scesa del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i comparti. Calano in modo significativo l'energia (-5,7%) e, in misura minore, i beni intermedi (-4,8%) e i beni strumentali (-4,1%). Registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,0%).
Nel confronto tendenziale, a maggio 2013 i settori in crescita sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,3%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,3%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+2,0%).
Il settore che, in termini tendenziali, registra in maggio la più ampia variazione negativa è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,3%).


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