martedì 7 maggio 2013

E INTANTO L'ITALIA VERSA ALTRI 2.8 MILIARDI AL FONDO SALVA STATI (E BANCHE)

In questi giorni gli italiani  sembrano particolarmente interessati al matrimonio di Valeria Marini, piuttosto che allo scudetto della Juventus, o alla morte di Andreotti.
Le cose serie, come al solito,  vengono poste in secondo piano grazie alla complicità della stampa sussidiata che non ne parla affatto, o che, nella migliore delle ipotesi, riserva minimi spazi alle notizie che invece meriterebbero maggior risalto e una profonda riflessione da parte di tutti: mondo politico in primis.
Il teatrino della politica ci sta dando in pasto gli sforzi (si fa per dire) che si starebbero compiendo per tagliare  l'IMU sulla prima casa ( circa 4 miliardi di euro) che, valendo circa 4 miliardi di ardi di euro, rappresenta appena lo 0.5% della spesa pubblica. O addirittura il rifinanziamento per 1.5 miliardi di euro della cassa integrazione che, come denunciato  dalla stessa INPS e dalle parti sociali, sarebbe ormai agli sgoccioli.
Ma mentre si stanno compiendo salti mortali per dare in pasto all'opinione pubblica che la coperta è troppa corta per mettere al calduccio gli interessi di tutti (ergo, anche per trovare i soldi per la cassa integrazione),  lo stato, nel silenzio più assoluto, versa un'altra quota di 2.8 miliardi di euro al fondo salva stati ESM, che si vanno a sommare agli oltre 40 miliardi già versati tra il 2011 e 2012. La notizia è stata riportata in un piccolo trafiletto apparso su Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa, ma nessun media ne ha parlato o si è posto il dubbio, insieme al mondo politico,  circa l'opportunità di sospendere il pagamento di queste quote e destinare le risorse ai fabbisogni davvero impellenti, dei  quali, il rifinanziamento della CIG, ne costituisce solo una minima parte. Ad ogni buon conto, traetene da soli le dovute considerazione e se vi interessa approfondire ulteriori aspetti del fondo salva stati ESM, potete trovarli  QUIQUI e QUI.


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4 commenti:

  1. E, mandiamo i bisognosi , anziani , chi a perso il lavoro ad umiliarsi alla Caritas...
    come una volta con la tessera si andava a prendere pane e latte e per i piccoli. E non è per tutti ti fanno anche una visita a casa per vedere se hai ancora qualcosa da vendere per comprarti da mangiare, e se hai la luce ma ti manca il gas per cucinare e riscaldare l'acqua per lavarti... non fa niente .. tanto loro hanno stipendi da nababbi e regalano i nostri soldi alle banche.

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    1. almeno una volta la tessera per il pane e il latte te la dava lo Stato! adesso devi andare alla Caritas perché per lo stato (minuscola non casuale) puoi anche crepare!

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  2. Sono scesa in piazza a Montecitorio per fermare questa porcata.
    Eravamo 4 gatti.
    Nessuno sa di cosa si parla e non ha voglia di saperlo.
    Leggere qualche pagina, invece di guardare la partita?
    Leggere qualche informazione invece di passare del tempo con mio figlio?

    Quel tempo ce lo portano via. Ora ne abbiamo poco: Domani non lo avremo più.

    Chi glielo fa capire??

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  3. Sono molto d'accordo sulla critica della rappresentazione parziale, riduttiva o alterata dei fatti che molti media sono soliti dare.
    Anche quando l'argomento è molto specifico, come nel caso del discorso del Presidente della CONSOB del 6 maggio 2013.
    Secondo i canoni prevalenti nello stile giornalistico, sono stati sottolineati i temi più eclatanti e generali: il crollo della propensione degli italiani al risparmio, il no all'austerità senza speranza, la precarietà della tregua che i mercati stanno offrendo, il rischio sempre forte del contagio da un mercato in caduta a tutti gli altri, la fragilità del rapporto tra intermediari finanziari e clientela, insidiato dai conflitti di interesse del sistema bancario nella produzione e distribuzione dei prodotti finanziari, l'assenza di un cenno esplicito alla vicenda Montepaschi.
    Temi interessanti, come dire di no ? Ma il tema vero, l'unica novità concreta da sottolineare era quella contenuta all'interno del capitolo 6: l'annuncio della prossima regolamentazione secondaria dell'equity crowdfunding, passato quasi sotto silenzio.

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