venerdì 15 febbraio 2013

LO SPREAD USATO PER IMPORRE AUSTERITA'


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Qualche mese fa, ho scritto un articolo dal titolo "LE MENZOGNE SU MONTI SALVATORE DELLA PATRIA", in cui si tentava di demolire l'opinione comune secondo la quale, grazie all'azione del governo Monti, lo spread fosse precipitato dai massimi, fino ad arrivare sotto i 300 punti attuali. La conclusione a cui si era giunti nell'articolo citato, è che il ridimensionamento dello spread, che tuttavia resta ancora in area di massimo allarme, è stato dovuto all'azione delle BCE che, benché con poteri di intervento limitati, costituisce  comunque un ottimo deterrente contro la speculazione.
Oggi, sul sito KeynesBlog, è stato pubblicato un articolo che riprende un paper di Paul DE Grauwe che giunge, in maniera certamente  più scientifica, alle stesse identiche conclusioni.

Un paper di Paul De Grauwe mostra che l’austerità è stata imposta ai PIIGS sulla base della paura dello spread e dei “sentiment” dei mercati. Ma non sono le politiche dei governi che determinano lo spread: è la BCE.

Paul Krugman paragona l’austerità fiscale alle “cure” medioevali, i salassi, che consistevano nel dissanguare il malato. Paul De Grauwe e Yuemei Ji in un recente articolo [link] sono più diplomatici, ma sulla base delle loro premesse si può giungere a conclusioni più precise circa le cause di un così palese fallimento.
Secondo i due economisti, i governi hanno scelto di seguire il “sentiment” dei mercati piuttosto che la razionalità. Il risultato è stato l’imposizione di una pesante austerità senza ottenere miglioramenti dei tassi d’interesse sui titoli i quali, invece, sono scesi solo e soltanto grazie all’intervento della BCE.

Lo spread e il debito pubblico

Vi è un’idea, prevalente soprattutto nella vulgata giornalistica e politica, che i mercati giudichino razionalmente la salute delle finanze pubbliche sulla base di indicatori oggettivi  e che lo spread sia perciò una sorta di “voto” rispetto al miglioramento o peggioramento dei conti pubblici e alla disponibilità nei riguardi di aggiustamenti anche dolorosi. Ma così non è:
Il grafico mostra che i cambiamenti nello spread sono ampiamente scorrelati rispetto alle variazioni di quello che dovrebbe essere il parametro più significativo, cioè il debito pubblico.

Spread, i mercati e Mario Draghi 

A cosa quindi è possibile correlare lo spread? Preliminarmente si può provare a valutare l’ascesa e la discesa dello spread prima e dopo l’intervento “dissuasore” della BCE, ovvero il famoso “whatever it takes” (qualunque cosa sia necessario) pronunciato daMario Draghi nel luglio 2012:
A differenza di quello precedente, questo grafico indica una fortissima correlazione tra lo spread iniziale, prima delle parole di Draghi, e la diminuzione successiva: in altri termini, quei paesi che più avevano visto salire lo spread sono anche quelli chel’hanno visto scendere in modo più consistente. Quindi i mercati scommettevano “contro” alcuni paesi (cioè sull’uscita di essi dall’euro), ma quando la possibilità di scommettere si è ridotta a causa della “garanzia”, seppur potenziale, della BCE, allora proprio i paesi che erano stati maggiormente bersagliati sono stati quelli ad esserne (relativamente) più beneficiati. L’Italia per prima, al di là dell’austerità o dell’affidabilità del governo Monti.

Lo spread come causa “politica” dell’austerità

L’ultimo punto interessante del lavoro di De Grauwe-Ji è la correlazione tra spread ed austerità.
La maggiore austerità coincide con spread più alti. I governi, quindi, hanno adottato misure di austerità tanto più radicali quanto più erano alti i tassi d’interesse. Ma, come abbiamo visto, i movimenti di questi ultimi erano correlati alla tensione sui mercati e al successivo intervento della BCE, non al debito pubblico. In sostanza, si è agito cercando di contenere deficit e debito, sostenendo che il problema segnalato dai mercati fosse la “prodigalità” degli stati, mentre in realtà il debito in sé non sembra avere avuto alcun effetto sugli spread. Una scelta politica quindi, non di natura tecnica/economica. E la stessa BCE non è esente dall’uso politico dello spread.
Qualcuno ha sostenuto che i mercati finanziari sono divenuti il “senato permanente”, non eletto, che decide le politiche economiche degli stati. Ma, a ben vedere, si può avanzare, sulla base degli eventi, anche un’ipotesi differente: la paura sui mercati è stata usata dai decisori politici, a prescindere dalle motivazioni che animavano l’andamento dei titoli di stato sui mercati stessi, per imporre quell’austerità e quelle riforme altrimenti impossibili da far accettare.

7 commenti:

  1. Austerità SOLO per i cittadino,zero per i politici,dirigenti statali,capo dello stato ecc ecc,PAESE DI M........votate bene,mandiamoli tutti a casa

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    1. Votate Forza Nuova e vedrete che a casa ci andranno di sicuro, a pedate nel sedere naturalmente

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    2. non si è trattata di austerità...ma di un vero ladrocinio legalizzato

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  2. forza Nuova ,4 gatti estremisti che non sanno neppure sapere l'uomo è "nato" in africa

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    1. Veramente una nuova teoria dice che siamo due linee genetiche diverse nonostante partiamo da un antenato comune.

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  3. Da questo punto è quasi auspicabile un bel ritorno ai tempi del fascio e mettere tutti questi vermi al muro

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  4. L'unico problema di Forza Nuova come anche di Casapound è che (per il momento) sono forze politiche quasi sconosciute, pur avendo un programma che sarebbe condiviso dalla totalità degli italiani (da quelli poveri, non certo dai ricchi parassiti).
    C'è però Grillo (attenzione, ho detto Grillo, non M5S) che ha in sostanza la stessa visuale con in più i numeri per far male agli usurai internazionali ed ai loro servi politici.

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