venerdì 22 febbraio 2013

BERSANI E LA SUA LOTTA AL CONTANTE: UNA PURA FOLLIA


                                                         di Paolo Cardenà
Non costituisce  una novità sapere  che buona parte del  mondo politico stia conducendo  una crociata contro l'utilizzo del contante. Bersani, in particolar modo,  ogni giorno che passa, rilancia sempre di più nella sua ipotesi di limitarne l'utilizzo del contante, e con esso anche la libertà di spesa dei contribuenti italiani.
 Qualche sera fa, a Porta a Porta, proprio Bersani ha ribadito  che, qualora  eletto, intende promuovere una battaglia senza quartiere all’evasione fiscale, vedendo nella limitazione dell’utilizzo del contante, il mezzo per raggiungere questo fine. In particolare, la soglia di utilizzo del contante verrebbe ridotta a 300 euro, salvo poi ulteriori riduzioni.

Secondo questa tesi, siccome la limitazione dell’utilizzo del denaro contante colpirebbe l’intera collettività,  ogni individuo, sarebbe un possibile evasore fiscale, o quantomeno complice di chi commette l’effettivo reato di evasione e che ne trae il maggior vantaggio. Ma le cose, notoriamente, non stanno in questi termini, ovviamente.
Sempre secondo Bersani, abbattere l’utilizzo del contante o addirittura eliminarlo del tutto costituisce, quindi,  il mezzo più esperibile per contrastare l’evasione. E anche questo, costituisce  una grande menzogna.
Le esperienze degli altri Paesi in giro per mondo particolarmente  virtuosi nel contrasto all’evasione, smentiscono questa tesi. Nel contesto europeo, ad esempio, esistono Paesi che, pur non avendo una normativa oppressiva nei confronti dell’utilizzo del contante, risultano ugualmente eccellenti sui livelli di fedeltà  fiscale, incomparabili con quelli rilevati al contesto italiano.
Da ciò se ne deduce che il  mantra secondo cui la lotta all’evasione fiscale si debba condurre limitando l’utilizzo del contante, è del tutto infondato nei fatti.
Quanto affermato da Bersani, parte da un presupposto del tutto errato, poiché ritiene che colpendo la possibilità di utilizzo del contante, si finisca per colpire anche l'evasione fiscale. Ciò, evidentemente,  verrebbe fatto senza  comunque rimuovere i prodromi che la determinano. Ma di questo parleremo tra poco
Il fatto è che questo teorema, oltre a non essere  vero, tende a nascondere le reali motivazioni per le quali Bersani intende ridurre l'utilizzo del contante, che sarebbero quelle di concedere un grande aiuto alle banche e al contempo avere il controllo sull'intera popolazione, creando milioni e milioni di sospettati possibili evasori.
Il motivo è  molto semplice: le banche sono senza soldi, e quindi potenzialmente insolventi. E' evidente che se tutti i risparmiatori andassero in banca e chiedessero di riavere i loro soldi depositati, non ce ne sarebbero abbastanza. Quindi, come già abbiamo avuto modo di discutere in un altro articolo, con un provvedimento normativo, verrebbe eliminato del tutto il vero incubo dei banchieri: la cosa agli sportelli. Ma c'è di più. Le banche, oltre a lucrare le commissioni sulle transazioni che verrebbero effettuate con moneta elettronica, di colpo si troverebbero con una drastica riduzione dei costi necessari per la gestione del contante, quelli del personale compresi. Una vera e propria manna per il sistema bancario.

C'è da dire che il quadro di riferimento della normativa fiscale entro il quale Bersani vorrebbe eliminare il contante, desta molta preoccupazione circa la deriva che potrebbe avere questo pensiero antievasione, che rischierebbe di sfociare in un vero e proprio stato di polizia tributaria, molto più coercitivo rispetto a quello attuale.
Ne costituisce una prova evidente, i metodi con cui il fisco procede ad accertare e a riscuotere la pretesa tributaria, non sempre legittima.
Come noto, gli interventi degli ultimi governi hanno  potenziato di molto le armi a disposizione del fisco e di Equitalia per accertare e riscuotere i tributi. Solo per citare un esempio, nell'ambito del nuovo redditometro recentemente approvato,  è stata prevista l'inversione dell'onere delle prova. In buona sostanza, secondo tale impostazione,  in caso di accertamento, dovrà essere il contribuente a dimostrare al fisco la provenienza "legittima" delle risorse con le quali egli ha proceduto ad effettuare determinati acquisti.
E già questo, di per se,  pone il contribuente in un situazione di debolezza nei confronti del fisco. In pratica, laddove il contribuente non risulti sufficientemente convincente con gli ispettori del fisco, benché la pretesa tributaria possa risultare del tutto infondata, non avrà altra possibilità che ricorrere ai giudici tributari per far valere le proprie ragioni. Ma potrà farlo solo dopo aver pagato un terzo delle imposte rivendicate dal fisco, in maniera più o meno legittima . Oltre a questo, dovrà pagarsi un buon difensore (sempre che ne abbia la possibilità) e sostenere tutti gli oneri per un processo tributario che durerà anni, se non decenni.  Questo, se un soggetto ha la possibilità (anche economica) di potersi difendere. In caso di impossibilità a difendersi o di soccombenza in primo grado giudizio, ammesso che si abbia la possibilità di ricorrere in appello e ottenere giustizia (forse) dopo svariati anni, Equitalia (creata da Bersani e qui potete leggere come) può fin da subito aggredire il patrimonio (laddove esista) del contribuente, oppure  pignorarne il conto corrente dove, per imposizione normativa,  si sono dovute depositare le proprie sostanze liquide. In questo caso, in pratica, il cittadino verrebbe inibito  dalla possibilità di effettuare qualsiasi tipo di spesa, comprese quelle alimentari e/o di sostentamento. Questa sarebbe una vera e propria  dittatura tributaria, posta in essere senza aver rimosso le ragioni fondanti dell'evasione fiscale.
Più volte abbiamo discusso dell'oppressione fiscale di questo Paese, sia in termini di procedure di contrasto all'evasione, che di livello della pressione fiscale. Elementi, questi, che contribuiscono a rendere l'Italia uno dei paesi meno competitivi a livello planetario e che, ritengo, siano propedeutici al fallimento che stiamo vivendo. In effetti, se andassimo a verificare il tessuto  della normativa fiscale sul quale lo Stato pone  la sua pretesa tributaria, ci accorgeremmo subito che è una normativa degna di uno stato fallito, quale è l'Italia. Oltre al tema del livello della pressione fiscale che non ha eguali nel contesto mondiale, subito ci accorgeremmo che l'impianto normativo è una raccolta di norme per nulla omogenee, disorganiche, talvolta contraddittorie e per nulla attinenti allo sviluppo del contesto economico e sociale intervenuto nel paese nell'ultimo trentennio. In pratica, sono norme appiccicate l'una alle altre, senza alcuna soluzione di continuità e formulate non in base ad una visione strategica della società, dell'economia e più in generale della nazione; ma dallo stato di necessità delle finanze pubbliche, che negli ultimi decenni, sostanzialmente, hanno sempre espresso crescenti necessità di flussi finanziari (tasse) fino ad arrivare, negli ultimi anni,  a toccare il punto di non ritorno
. In pratica, il (non) senso  osservato dal legislatore  in questo lungo periodo, sostanzialmente, è stato questo: mancano dei soldi? Bene, procediamo inasprendo la pressione fiscale e facciamo cassa con l’introduzione di nuove imposte o, molto più semplicemente, inasprendo quelle già esistenti. Questo, in buona sostanza è stato il criterio ispiratore di tutte le manovre fiscali che si sono varate in quasi un trentennio, trascurando del tutto gli effetti nefasti che questo modus operandi avrebbe prodotto. Ecco quindi che sono state introdotte un numero elevatissimo di imposte, tributi e adempimenti, proprio al fine di colpire nuova materia imponibili e, talune imposte, sono delle vere e proprie stranezze. Un normativa fiscale in perpetuo mutamento, oltre a disorientare il contribuente ed esporlo ad una crescente possibilità di cadere nell’errore, sempre pronto ad essere sanzionato, compromette anche la possibilità da parte degli operatori economici, di  effettuare una pianificazione fiscale delle proprie attività scoraggiando gli investimenti. Nell’ultimo periodo, ne costituisce un esempio clamoroso l’atteggiamento adottato dal legislatore nel limitare la deducibilità dei costi attinenti ai veicoli aziendali, che è passata dal 50% di pochi anni fa, al 20% attuale. In questo caso, tale limitazione è stata introdotta senza alcun criterio logico e tantomeno pertinente con il reale utilizzo delle autovetture all’interno dell’azienda, con il solo fine di limitare la possibilità di dedurre costi (delle autovetture, in questo caso) e quindi avere maggiore materia imponibile da colpire. Trascurando il fatto che una minore possibilità di dedurre il costo delle autovetture, si traduce anche in un disincentivo all’acquisto di tali beni, rischiando di soffocare un mercato già in agonia, vale la pena segnalare che questo non è l’unico esempio al quale possiamo far riferimento. Ritornando al nostro ragionamento, introdurre un numero elevatissimo di imposte, significa anche dover produrre altrettanti adempimenti amministrativi a carico di quei soggetti obbligati al pagamento dei tributi: ossia le imprese e le famiglie. Quindi, questi, oltre a patire l'impatto  vessatorio dei tributi pretesi dalla stato, subiscono anche un aggravio di costi amministrativi sia per la determinazione delle imposte da pagare, sia per la gestione amministrativa del rapporto fisco contribuente, che si sostanzia in un numero sempre crescente di adempimenti dichiarativi da svolgere e di comunicazione talvolta al limite del ridicolo. Da questo punto di vista, in definitiva, possiamo affermare che si è arrivati ad un livello insostenibile di  prelievo fiscale e con essa anche ad livelli altrettanto alti di adempimenti fiscali e amministrativi, proprio al fine di offrire alle casse dello stato un gettito sempre crescente e apparentemente idoneo al mantenimento di una apparato statale degno di uno stato Bolscevico. Per contro, gli effetti nefasti della crescente pressione fiscale, non  sono stati affatto compensati con l’erogazione di servizi di crescente qualità (scuola, sanità, strade, infrastrutture, servizi sociali, burocrazia ecc. ecc.). Anzi, potremmo agevolmente  affermare l’esatto contrario, vista la pessima qualità con la quale lo Stato, il più delle volte, eroga i servizi alla popolazione. L’evasione fiscale a cui e si sta giustamente dichiarando guerra, trova terreno fertile proprio in un  quadro normativo di questo genere che, a parer di chi scrive, dovrebbe essere profondamente riformato e reso sinergico ed aderente alle mutate condizioni economiche, sociali e culturali intervenute nel corso di questi anni, senza dimenticare la proiezione strategica della nazione per i prossimi 20/30 anni o forse più.

Ecco quindi la necessità di dover adottare un impianto normativo stabile, facilmente comprensibile, che consenta di  tagliare il numero degli adempimenti e instaurando un rapporto di fiducia tra il Fisco e il contribuente, ormai  venuto meno, e rimuovere l’ostilità dilagante nei rapporti tra gli organi preposti alla pretesa tributaria e il cittadino, creando anche le condizioni per un maggior senso civico. Questo, unitamente ad una preventiva diminuzione della spesa pubblica, e riducendo in maniera sistematica e ragionevole la pressione fiscale tramite un preventivo calo dell’inefficienza pubblica, consentirebbe anche una sistematica riduzione della pressione fiscale, posizionandola verso livelli di maggiore sostenibilità.
Semmai ce ne fosse bisogno, giova ricordare che ad indignare il contribuente e a stimolare l’infedeltà fiscale, contribuisce  anche lo squallore di cui la nostra classe politica si rende quotidianamente protagonista.
Le cronache giornaliere ci raccontano di ruberie, tangenti, corruzione e privilegi sfrenati; di abusi e soprusi, perpetrati da una casta  di potere che trae, più o meno indirettamente, vantaggio dalla spremitura fiscale di chi lavora onestamente e produce e crea ricchezza. Comportamenti che, oltre ad incorporare elementi di criminalità, non offrendo  esempio di onestà e di sobrietà, risultano in netto contrasto con il ruolo esemplare a cui i nostri miserabili politici dovrebbero naturalmente confermarsi.
Senza poi considerare le migliaia di opere pubbliche presenti nel nostro paese, avviate, la maggior parte delle volte, per esigenze clientelari e poi neanche concluse. Opere che raccontano di storie di tangenti, di corruzione, di criminalità, di mafie e del malaffare diffuso al servizio della politica per comprare consensi elettorali. Miliardi di euro andati letteralmente in fumo.
E’ evidente che ogni contribuente, trovandosi dinanzi a un simile  scempio e a tanto spreco, si interroghi sull’opportunità o meno di pagare tasse proibitive, sapendo dell’uso che verrà fatto dei propri sacrifici.
L’anatema secondo il quale un abbattimento della soglia di utilizzo del contante nelle transazioni commerciali, o addirittura, la totale eliminazione, possa costituire  elemento idoneo a contrastare l’evasione fiscale, costituisce un vero e proprio  veicolo propagandistico con il quale i politici tendono ad occultare i propri insuccessi.
Il messaggio che si vuole offrire è quello di ribaltare le responsabilità del fallimento di questa politica che sta conducendo la nazione in bancarotta, proprio sul contribuente presunto evasore. L’Italia fallisce per colpa degli evasori. In buona sostanza è proprio questo il senso di tanti spot propagandistici. Quando si parla di fenomeni evasivi, erroneamente, si tende a riferirsi all’evasione posta in essere dal piccolo commerciante che non emetterebbe lo scontrino fiscale. Noi non volgiamo asserire che ciò non sia vero e che non costituisca un problema. Ma giova ricordare che per effetto dell’applicazione degli studi di settore, un ampia platea di imprese di piccole e medi dimensione (sommariamente quelle che il fisco individua con fatturati fino a 7,5 milioni di euro, oltre ad altri parametri) determinano il proprio reddito prescindendo dall’effettiva realizzazione. In pratica, tramite questi strumenti statistici che propongono livelli di redditività di un'azienda in base a numerosi parametri di riferimento, il fisco stabilisce quali debbano essere i ricavi ritenuti “congrui e coerenti” per una determinata tipologia di attività, a prescindere dal fatto che i ricavi individuati da tale strumento statistico, siano stati o meno realmente utilizzati. In buona sostanza, un imprenditore, durante il periodo di imposta, potrebbe porre in essere pratiche evasive, salvo poi dover comunque dichiarare ricavi ufficialmente non realizzati, vanificando quindi gli sforzi e i rischi corsi per occultare ricavi al fisco.  In altre parole, semplificando, non avrebbe senso evadere le tasse non emettendo scontrini fiscali se poi, in sede di dichiarazione dei redditi, si devono dichiarare anche ricavi non realizzati. Se il problema, come pare, fosse proprio questo, se ne dedurrebbe che lo strumento di accertamento fiscale d’eccellenza utilizzato dal fisco in questi anni, ossia lo studio di settore, è uno strumento del tutto arbitrario che non riesce a cogliere l’effettivo livello di ricavi di un impresa. Quindi uno strumento e un metodo di accertamento del tutto inattendibile, al punto da non contrastare l’evasione fiscale. Allora perché continuare ad utilizzarlo e a fondarci la pretesa tributaria in sede di accertamento?
Accanto all’evasione che Bersani vorrebbe combattere limitando o azzerando l’utilizzo del contante, c’è quella posta in essere dalla grandi multinazionali e dal sistema bancario che con strumenti apparentemente leciti, tendono ad occultare ricavi al fisco. Il più delle volte si tratta di strutture societarie complesse, spesse residenti in paradisi fiscali, che vengono utilizzate per compiere transazioni finalizzate proprio ad occultare ricavi al fisco e quindi essere soggetti ad una tassazione più mite. Queste operazioni, che arrecano danni miliardari alle casse dello Stato, non sono affatto poste in essere utilizzando moneta contante, bensì moneta elettronica. Si riesce così a spostare fiumi di denaro con un semplice clic e con altrettanta  facilità ad occultare ricavi al fisco. Il caso del Monte Paschi, banca tanto cara al Pd, ne costituisce un esempio eloquente. In questo caso, si parla di presunte tangenti per  circa 3 miliardi di euro, che sono stati movimentati con un semplice clic. Con il denaro contante, non avrebbero mai potuto movimentare cifre del genere.
Affermare che la lotta all’evasione possa essere condotta eliminando il contate, senza aver rimosso i prodromi che la determinano, equivale a curare un paziente malato andando a prevenire il contagio  di un organo sano, senza tuttavia aver rimosso e curato la malattia alla base della patologia. Nel discorso che ci occupa ciò significa, semplicemente, escogitare ed affinare  ulteriori  forme di evasione, benché si sia stati inibiti dalla possibilità di utilizzo del denaro contate. Anzi, paradossalmente, potrebbero addirittura determinarsi effetti totalmente opposti a quelli che si vogliono combattere. Si pensi, ad esempio, a delle attività completamente sommerse del tutto sconosciute al fisco. Queste continuerebbero a fare affari  e a svilupparli sfuggendo del tutto al controllo statale e magari utilizzando come strumento di compensazione delle pratiche commerciali,  una moneta alternativa a quella  normativamente vietata o ridotta nel suo utilizzo.  Ciò, potrebbe addirittura costituire un motore di sviluppo delle mafie che, grazie ai propri affari, sarebbero capaci di approvvigionarsi all’estero di moneta alternativa e riversarla nell’economia sommersa nazionale, ramificandosi sempre più e ottenendo un controllo su quell'economia sommersa che proprio lo Stato intende combattere.

33 commenti:

  1. Chiarissimo ed esaustivo.

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  2. presidente bersani , ma è propio sicuro che sara' eletto con una maggioranza schiacciante ???? . i suoi sono puri deliri , e poi il contante non c'è bisogno di abolirlo , la gente non ne ha piu' , la sua crociata è una lotta contro i mulini a vento

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    1. Io non so cosa diranno i suoi elettori quando si vedranno privati dei propri risparmi, quando con 5-6-o 700€ di pensione dovranno fa re dei bonifici per dare 20-30 € al/la proprio/a figlio/a che hanno a casa disoccupato/a. Perchè con il suo programma, chi dovrà pagare saranno proprio quelli con i redditi più bassi, perchè si vergogneranno di dire che quel 20% in più che il fisco accerterà, è frutto di elemosine chieste ad amici o parenti.Visto che quel 20% si aggira intorno a 100€.Adesso devono stare attenti anche i barboni, perchè se campano, vuol dire che hanno un reddito,e devono pagare le tasse, e anche l'imu delle panchine delle varie stazioni o sottopassaggi. Caro bersani,spero che il tuo elettorato si ravveda, ma prima di andare a votare, perchè a quanto ho capito, nelle vostre sezioni gli fate il lavaggio del cervello con sistemi subliminali,altrimenti non si spiega diversamente il loro comportamento.

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    2. se ci vuple tanto per l'approvazione, potete farne anche a meno.

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  3. quale sinistra porta avanti Bersani? la sua è una politica liberista degna della peggiore DC, quel partito che ha fatto a pezzi tutte le aziende di Stato create da Mattei. Le nostre aziende davano molto fastidio alle 7 sorellastre come le chiamava il nostro geniale stratega dell'industria. Comunque hanno FATTO A PEZZI LE AZIENDE e regalato tutto ai COMPARI,le autostrade ai Benetton (che si sta comprando l'Argentina), la siderurgia a Riva che si è fatto d'oro negli ultimi 10 anni, la cantieristica...I Governi precedenti avrebbero dovuto eliminare i politici dai consigli di amministrazione , lasciando che gli Enti si gestissero con le loro risorse interne. Casomai lo Stato avrebbe dovuto controllare la validità degli enti e la capacità degli amministratori , tramite degli appositi organismi di controllo , delle squadre di finanzieri appositamente addestrati con la possibilità di svolgere questa delicata mansione solo per un breve tempo. Queste squadre speciali inoltre dovrebbero essere sottoposte a speciali leggi che permettano di controllare il loro patrimonio e quello dei famigliari!

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  4. Microchip sotto pelle: "il grande fratello è arrivato"...
    http://youtu.be/SKmCaTDkndw

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  5. Ormai Bersani lei non sarà vincitore ma vinto,lei ha voluto sostenere Monti e vedrà che molti dei suoi simpatizzanti domenica e lunedì sono suoi ex simpatizzanti ed io sono uno di loro,io voterò Grillo e non sarò l'unico che lo farà.Dovevate dimezzare i partiti e invece ce ne sono altri 100 di nuovi in più,avete fatto solo promesse da marinaio.

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  6. Complimenti per l'articolo. Ho condiviso il link su facebook, spero che lo legga più gente possibile, aforismi sull'amore e amenità varie permettendo...

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    1. Grazie infinite per l'apprezzamento. Onorato!

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    2. Bersani e' con le banche naturalmente, non penserete che stia dalla parte dei lavoratori come dice vero?venite a Bettola nel suo paese a vedere cosa si sta' comprando da quando e in quella posizione.

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  7. Io sono stufo di vedere gente che paga, al supermercato, dal benzinaio, tirando fuori il rotolo di banconote da 50 euro dal taschino. Ce ne sono tanti. E fanno schifo. Tutti rigorosamente con il loro SUV. Quelli sono tutti soldi in nero. E io che ho la partita IVA da quasi 20 annni e non ho mai fatto una lira in nero, perchè di fatto sono un dipendente e alla fine del mese fatturo le giornate che ho fatto, e il SUV non lo avrò mai perchè non avrei neanche i soldi per cambiare le gomme. Belrusconi, Brunetta, Tremonti sono tutti a favore del contante perchè pensano che la lotta all'evasione fiscale sia una cosa di sinistra, e corteggiano un certo tipo di elettorato che ama pagare in contante. Le banche devono abbassare le commissioni, a fronte di un aumento sensibile del volume delle transazioni. PUNTO. Le vecchiette che prima andavano a ritirare i soldi in posta ora li ritireranno in banca. PUNTO. Io pago tutto con la carta di credito, anche il cappuccino al bar. E quando qualche negoziante si dimostra indispettito io non lo frequento più, pur sapendo che ha le sue ragioni, perchè le commissioni sono truppo alte.

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    1. Purché rimanga la possibilità di scegliere se pagare con moneta elettronica oppure in contante.

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    2. caro ANONIMO mi chiedo ma...ci sei o fai finta?

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    3. Ci sono. Ci sono.

      Senti un po': Ti è mai capitato che vai al ristorante e alla fine ti portano il conto scritto a mano? Se chiedi di pagare con la carta di credito stai sicuro che poi ti portano anche la ricevuta fiscale. A me è successo infinite volte.

      Senti questa: Tempo fa ho comprato un bancale di legna da ardere. Arriva dalla Romania. Spero non sia radioattiva. Me la portano a casa la scaricano dal mezzo e poi io pago 150 euro in contanti. Non uno straccio di ricevuta. Questi hanno un piazzale infinito, tutto occupato da bancali di legna. Li vendono tutti in nero. Poi con i soldi in nero pagano la benzina del loro fottutissimo SUV. Naturalmente il SUV lo hanno detratto dai redditi, cosi sui pochi redditi che dichiarano ci pagano meno tasse di quello che sarebbe previsto. LE TASSE CHE NON PAGANO LORO LE PAGO IO. TUTTO QUESTO SAREBBE EVITABILE CON I PAGAMENTI TRACCIABILI.

      Senti quest'altra: Ti è mai capitato di ristrutturare la casa, spendere 50.000 euro e avere difficoltà nel farti fatturare almeno parte della spesa? Io conosco casi che mi fanno pensare che questa sia la normalità. Naturalmente l'impresario arriva a casa tua con la sua Mercedes coupè per incassare e unisce le tue infinite banconote al rotolone che già ha nel taschino. E poi da questo nero si genera altro nero. E quì stiamo parlando di persone normali, non di mafia.

      TUTTO QUESTO SAREBBE EVITABILE O FORTEMENTE RIDUCIBILE CON I PAGAMENTI TRACCIABILI

      NELLO STATO IN CUI SIAMO IO SONO MOLTO RASSICURATO DAL FATTO CHE CI SIA LA POSSIBILITA DI INDAGARE ANDANDO A VEDERE I MOVIMENTI DEI CONTI CORRENTI. IO PERSONALMENTE NON HO NULLA DA NASCONDERE.

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    4. Caro Anonimo ho visto che ci sei...io credo che per combattere l'evasione fiscale non serva affatto non usare la moneta contante ,basterebbe ,come fanno nei paesi più evoluti,poter detrarre , tutte e dico tutte ,le spese comprese quelle alimentari ecc.In questo caso chiederemmo ,qualora mancasse,la ricevuta o lo scontrino fiscale. Visto che,ad oggi io per avere una fattura o ricevuta devo pagare il 21% in più(visto che tante spese non si possono detrarre),beh caro anonimo scelgo la MIA convenienza forse perchè non sono spinta da invidie varie per che ha belle auto o suv

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    5. Anonimo al favore della tracciabilità totale, ti posto uno stralcio di un articolo di Blondet:
      "Una società senza contanti è una società della sorveglianza totale e più intrusiva: via satellite, fibre ottiche, sensori e chips, sarete sempre allo scoperto. Nel romanzo 1984, il protagonista Winston poteva almeno sottrarsi allo sguardo del Grande Fratello dietro una nicchia del muro; qui, nessuna nicchia. Chi è tentato di dar ragione agli «innocenti» che esigono trasparenza assoluta, si prenda una vista del tipo di società che vogliono instaurare, guardando un film degli anni ‘70, l’utopia realizzata in distopia mortale: «La fuga di Logan»".
      Qui l'articolo completo http://www.rischiocalcolato.it/2013/01/bersani-fara-la-guerra-al-contante-opponiamoci-di-maurizio-blondet.html leggilo tutto.

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    6. Cara Anonima. Parli di invidia con la persona sbagliata. Io sono uno di quelli che leggono Robert Kiyosaky e aspirano alla ricchezza. C'è modo e modo di diventare ricco. Fare l'evasore totale è un modo. Io aspiro ad altro.
      Per quanto riguarda il detrarre tutte le spese queste sono le mie considerazioni:
      1) non lo si farà mai perchè in Italia scoppa la polemica non appena sposti un filo d'erba.
      2) vorrebbe dire ribaltare il sistema fiscale italiano e l'esito di una operazione di questa protata è IMPREVEDIBILE. Nessuno si assumerebbe mai la paternità di una impresa simile.
      3) domanda da bar: ma se tutti detraggono tutto poi alla fine chi paga le tasse?

      Direi che la tua affermazione "scelgo la MIA convenienza" rivela tutto. Io spero che l'Italia vada in un'altra direzione. Io sonouno di quelli che hanno creduto nella rivoluzione liberale promessa 20 anni fa. Non c'è stata.

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      Contesto anche questa affermazione che compare nel post successivo: "CIO' CHE IL POPOLO VUOLE: IL POPOLO VUOLE IL CONTANTE LIBERO"
      Non è affatto vero. Io sono uno del popolo e auspico la tracciabilità dei pagamenti.

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    7. Caro Anonimo che paga le tasse ,forse non mi sono spiegata,il mio non era un invito a non pagare anzi ,io lo faccio puntualmente,era solo per dire che ci sono modi più efficaci ...senza doversi sentire controllati,schedati e spremuti.Per me la tasse giuste le devono pagare tutti ma non voglio vivere sotto una dittatura e poi...dai primi esiti delle elezioni mi sembra che tanti la pensino come me!!Non mi sembra mica tanto amato il tuo BERSANI !!!

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  8. IL CONTANTE E' L'UNICA SALVEZZA PER IL POPOLO E LA POVERA GENTE; E' UN SUICIDIO LIMITARLO O ELIMINARLO. ESISTE GIA' LA CARTA DI CREDITO E IL BANCOMAT E DEVE SOLO ESSERE IL POPOLO SE USARE L'UNO O L'ALTRO: LIMITARLO E' DA VERI DITTATORI NAZISTI ! ....E BERSANI NON SEMBRA PROPRIO ESSERE UN DEMOCRATICO E CIOE' UNO DEL POPOLO E PER IL POPOLO; SEMBRA INVECE CHE L'EUROPA DELLE BANCHE E DEI BANCHIERI ABBIA FATTO IL LAVAGGIO TOTALE DEL CERVELLO A BERSANI ED ALL'INTERO PD. NON RICONOSCO PIU' NE BERSANI, NE IL SUO PARTITO DEMOCRATICO CHE CON IL LORO PROGRAMMA VOGLIONO FARE L'ESATTO CONTRARIO DI CIO' CHE IL POPOLO VUOLE: IL POPOLO VUOLE IL CONTANTE LIBERO E BERSANI LO VUOLE òIMITARE; IL POPOLO VUOLE L'ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI BERSANI LO VUOLE MANTENERE............ BERSANI DAVANTI AI MIEI OCCHI NON SEI PIU' CREDIBILE !

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    1. ....E AGGIUNGEREI DIMEZZAMENTO DEI PARLAMENTARI, RIDUZIONE A 2500 EURO MENSILI SIA DEGLI STIPENDI CHE DELLE PENSIONI; SOLO IN QUESTO MODO SI AVRA' UNA POLITICA PROPORZIONATA ALLA VITA REALE. PURTROPPO PERO' SEMBRA CHE ANCHE IL PD, COME MONTI SI STIA "VENDENDO" ALLA GRANDE FINANZA DELLE BANCHE. MI RICORDO QUANDO ERAVAMO ENTRATI NELL'EURO CHE SI PUBBLICIZZAVA A GRAN VOCE CHE TUTTI SAREMMO STATI MEGLIO, E CHE AVREMMO AVUTO UNA VITA RICCA DI BENESSERE; IL RISULTATO REALE INVECE E' CHE LE BANCHE E UNA PARTE DELLA POLITICA VOGLIONO LETTERALMENTE SCHIAVIZZARE TUTTI I POPOLI, PRIMA IMPOVERENDOLI E TOGLIENDOGLI LA PROPRIA SOVRANITA', POI IMPONENDO LORO UN CONTROLLO TOTALE DELLA PROPRIA VITA. ILLUMINATI, MASSONI, MEMBRI DEL BILDERBERG HANNO DAVANTI AI LORO OCCHI SOLO IL POTERE E QUELLO CHE STANNO FACENDO AL NOSTRO PAESE ED AI PAESI EUROPEI E' UN VERO MASSACRO SOCIALE. QUESTO 10% DI POPOLAZIONE CHE DETIENE IL 50% DELLA RICCHEZZA MONDIALE E' IL VERO CANCRO DA ESTIRPARE, INSIEME A TUTTI QUELLI CHE LI APPOGGIANO. NON E' UNA EUROPA DELLE BANCHE CHE I POPOLI VOGLIONO; E IL PD CHE APPOGGIA QUESTE IDEE MALATE, MI HA PROFONDAMENTE DELUSO !

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  9. HA PERFETTAMENTE RAGIONE BERSANI !
    Riducendo il contante in circolazione non solo si limita l'evasione fiscale, ma si renderà la vita difficile ai ladri, taglieggiatori, tangentisti, spacciatori di droga, sfruttatori di prostituzione ecc. ecc.
    Pino

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    1. Caro Pino la tua lista ho visto che è lunga, ma manca il MONTE PASCHI. Il denaro (circa 3 miliardi di euro) movimentato con le presunte tangenti che riguardano l'affare Monte Paschi, non è stato movimentato in contanti, ma solo con moneta elettronica. Quindi, caro Pino.....

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    2. Io sono l'anonimo di 'Ci sono Ci sono'.
      Se valutiamo il fenomeno dell'evasione fiscale dal punto di vista dei volumi è' chiaro che la guardia di finanza deve occuparsi dei grossi evasori.
      Non può occuparsi dell'evasione sulla vendita del singolo pacchetto di caramelle, se non a scopo dimostrativo. Tuttavia se tu ti concentri solo sui grossi fenomeni lasci capire che i piccoli evasori ( e quando dico piccoli parlo comunque di migliaia e decine di migliaia di euro) possono continuare indisturbati ad evadere.
      La tracciabilità dei pagamenti fa emergere in modo spontaneo buona parte di questa evasione. Inoltre siccome il nero genera altro nero è facile capire che meno nero genera meno nero ancora.
      Da questo nasce un senso comune di maggiore equità, di cui secondo me c'è estremo bisogno.

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    3. Riducendo il contante si avranno altri milioni di poveri che ad oggi riescono ancora a mangiare grazie a qualche lavoretto in nero; non combatterà di certo la grande evasione che sposta interi capitali elettronicamente; e il lavoro nero purtroppo è causato dalla tassazione troppo alta che non consente nuove assunzioni in regola; e la tassazione troppo alta è voluta dai nostri politici per mantenere tutti i loro privilegi e clientelismo vario. Quindi se il problema alla fonte sono i nostri politicanti che vogliono il finanziamento pubblico ai partiti, vogliono stipendi e pensioni d'oro ed ogni tipo di privilegio dalle nostre tasche pubbliche, è da lì che si deve iniziare a tagliare e proporzionare le spese: ANCHE IL PD SI E' FATTO COMPRARE DALLA GRANDE FINANZA ED E' DA IRRESPONSABILI FAVORIRE SEMPRE E SOLO LE BANCHE. SONO SOLO GLI STATALI CHE DEVONO AVERE OGNI TIPO DI CONTROLLO E TRASPARENZA NEI LORO CONTI CORRENTI, SEMPLICEMENTE PERCHE' SPENDONO SOLDI PUBBLICI DI TUTTI I CITTADINI; I PRIVATI DEVONO AVERE LA LORO PRIVACY E LA LORO LIBERTA' DI FARE CIO' CHE VOGLIONO CON IL PROPRIO DENARO. L'IDEA CHE LO STATO VUOLE ENTRARE NELLA SFERA PRIVATA, LA TROVO ASSURDA, INCOSTITUZIONALE E DA PURA DITTATURA FASCISTA....E TUTTE LE LOTTE DI PIAZZA CHE I NOSTRI PADRI HANNO FATTO PER LASCIARE AI PROPRI FIGLI UNA NAZIONE PIU' DEMOCRATICA E SOSTENIBILE?

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    4. Forse dovremmo farci un serio esame di coscienze e domandarci se, in fin dei conti, dietro la paura di non poter usare il contante (o di usarlo con maggiori limitazioni) si nasconda in realtà la paura di perdere la possibilità di poter spendere e ricevere dei soldi in nero per nascondere qualcosa.
      Quindi in sostanza far circolare dei soldi in nero fa comodo a tutti, ecco il vero motivo per cui non si potrà mai, purtroppo, eliminare del tutto la carta moneta;
      La banconota “legale” serve per fare pagamenti “illegali, e questo è quello che tutti, in fondo, vogliamo, salvo poi nasconderci dietro falsi proclami di “lotta all’evasione fiscale”.
      Pino

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    5. No useranno i dollari a maggior danno della nostra economia....

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  10. Spiacente. Molte delle cosi che dici sono vere, ma non se ne esce senza equità fiscale.
    Le tasse le devono pagare tutti. Il lavoro in nero penalizza chi fa le cose in regola. E' una concorrenza sleale.
    Io non condanno affatto la ricchezza.
    I soldi sono tuoi e li puoi usare come vuoi, se li hai guadagnati onestamente. Altrimenti mi devi spiegare da dove arrivano.
    ---
    Ho letto che negli Stati Uniti l'evasione fiscale è considerata una pratica di cui ci si deve vergognare profondamente, poichè chi evade di fatto ruba. Stiamo parlando degli Stati Uniti.
    Spero che si vada in questa direzione.

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    1. L'equità fiscale è posta alla base della lotta per sconfiggere l'evasione e nell'articolo c'è scritto, così come in altri presenti nel blog. Grazie

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    2. Con questo chiudo e tolgo il disturbo: ho sbagliato a scrivere. Ho scritto equità fiscale ma intendevo dire "fedeltà fiscale" oppure "onestà fiscale" oppure "uguale trattamento per tutti"
      Saluti

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  11. Ma la teoria che porto avanti da tanto tempo, cioè che le Banche devono essere statali, suona tanto male secondo voi ? Prestiti con un basso tasso di interesse che permette una circolazione facilitata del denaro. La banca deve DARE soldi, non FARE soldi, basta con titoli spazzatura e manovre illecite di banchieri che si sentono i padroni del mondo, il denaro deve essere del popolo per il popolo. Sto dicendo cavolate secondo voi ?

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  12. Tu lo sai che neanche la Banca d'Italia è statale? vedi su wikipedia.

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  13. NEMMENO LA GERMANIA HA PAGAMENTI COSI' LIMITATI, I QUALI POSSONO ESSERE ESEGUITI IN CONTANTI FINO A 3000 EURO ! .....LA DIFFERENZA E' CHE LI' LO STATO FUNZIONA ! LA TASSAZIONE E IL COSTO DELLA VITA SONO SOSTENIBILI ! LA POLITICA HA TRASPARENZA E COSTI EQUI ! DOBBIAMO CAPIRE CHE IN ITALIA NON SERVE CURARE I SINTOMI DEL "MALE", MA DOBBIAMO CURARE IL "MALE" CHE LI CREA: LA MALAPOLITICA !. RIDURRRE ULTERIORMENTE IL CONTANTE, SOPRATTUTTO IN QUESTA SITUAZIONE DI CRISI ECONOMICA E' DA IRRESPONSABILI E DA DITTATORI FASCISTI ! SE TUTTI POTESSIMO AVERE UNO STIPENDIO DA STATALE PER GARANTIRCI UN BUON STIPENDIO FISSO, IL LAVORO NERO NON ESISTEREBBE IN NESSUNA FORMA: QUANDO QUESTO SARA' POSSIBILE, SOLO ALLORA SI POTRA' PENSARE A LIMITARE IL CONTANTE ! PERCHE' IL PD HA UNA VISIONE COSI' LIMITATA DELLA NOSTRA VITA UMANA?

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  14. Negli anni 70 si pagava 1/4 di tasse e forse meno di quanto si paga oggi. I servizi al cittadino erano notevolmente migliori.Perchè oggi paghiamo tante tasse in più... come vengono spesi i 2/3 in più che paghiamo ? Ho brutti sospetti e talvolta sogno i bambini morti in Afganistan, Libia, Kosovo, ecc... forse ho contribuito anche io con le mie tasse !!! è ora di dire basta... e non al contante si o no.... ma a questo sistema di depredazione del benessere sociale a favore di sporchi giochi di cui siamo tutti complici, consapevoli o meno.

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