mercoledì 16 gennaio 2013

LA GERMANIA RIMPATRIA IL SUO ORO


di Paolo Cardenà-
Questa è una notizia che non può in alcun modo passare inosservata e, se dovesse essere confermata, dovrebbe lasciarci anche qualche preoccupazione. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico Handelsblatt e rilanciato da La Stampa, la Germania sarebbe in procinto di rimpatriare l'oro conservato nelle varie banche centrali sparse per il mondo, e più precisamente presso la Federal Reserve e Banque de France.

BERLINO

La Bundesbank si appresta a rimpatriare una parte dei propri depositi di oro custoditi all'estero. Il quotidiano economico “Handelsblatt” scrive che domani la Buba darà l’annuncio ufficiale di voler ridurre la quantità di oro depositata a New York e di ritirare completamente il metallo giallo custodito nei forzieri parigini della Banque de France.  

 Attualmente le riserve di oro tedesco depositate all’estero sono ripartite nei forzieri della Fed a New York, dove è custodito il 45% delle riserve auree tedesche ammontanti a 3.396 tonnellate, con il 13% giacente presso la Bank of England a Londra e l’11% presso la Banque de France. Nella sede della Bundesbank di Francoforte giace invece il 31% delle riserve. 


In un mondo sommerso dai debiti, la  decisione di rimpatriare l'oro tedesco dovrebbe dirla lunga sul clima di sfiducia che si sta creando tra le varie banche centrali, oltre che sulla portata di questa crisi.
In tempi di crisi,  destinati peraltro  a durare a lungo e per i quali (allo stato attuale) è difficile escludere il verificarsi di eventi nefasti di portata imprevedibile, è meglio riportarsi a casa l'oro, si saranno detti i tedeschi. Come dargli torto? 
Ma questo, oltre a favorire un possibile inasprimento del clima di sfiducia sui mercati,  rischia di produrre anche un effetto emulativo da parte della altre banche centrali che, sulle orme della Bundesbank, potrebbero essere tentate ad agire alla stessa maniera dando il via ad una vera e propria corsa all'oro.  

Già da tempo in Germania è aperto il dibattito sull'opportunità di conservare parte della ricchezza aurea fuori dal perimetro nazionale. Ma, al netto della diffidenza regnante sulle capacità degli stessi USA di restituire l'oro in custodia,  il repentino cambio di strategia da parte della banca centrale tedesca, dovrebbe indurci a qualche riflessione sugli esiti che potrebbe avere questa crisi che, giorno dopo giorno, sembra demolire in maniera sistematica  relazioni ed equilibri creati in 70 anni di pace. 

E per quanto riguarda l'oro italiano? Bankitalia continua a mantenere un silenzio inquietante, insieme ad una incomprensibile fiducia nei depositari esteri.

Di seguito, un bel documentario sull'oro italiano.


3 commenti:

  1. Pensare che in questo servizio si parla come se la riserva aurea contenuta nei forzieri di Bankitalia appartenga agli italiani ... in realtà quella riserva appartiene ad una società per azioni privata e in mano ai più grossi gruppi bancari.... quindi questa riserva di nazionale non ha niente, nemmeno l'odore

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  2. chiediamo che il nuovo potere politico si riappropri della capacita e
    necessita di fare moneta da parte dello STATO riprendendo La SOCRANITa POPOLARE.
    GRAZIE
    annaluce

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  3. Sarebbe fondamentale oggi ritornare alla copertura aurea della moneta emessa. Oggi i soldi non valgono una cippa perchè non sono coperti da nulla e con la riserva frazionaria, le banche moltiplicano questo nulla x10.

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