domenica 16 dicembre 2012

QUESTA VOLTA NON E' DIVERSO


L'unica cosa che abbiamo imparato dalla storia è che non impariamo dalla storia.
Forse la storia non si ripete mai, ma sicuramente fa rima con se stessa,  e anche se tendiamo a pensare che ciò che stiamo vivendo oggi sia un qualcosa di nuovo e sconosciuto, la verità è che l'umanità è già stata in questa situazione molte volte in passato.

Uno dei migliori libri su questo punto èThis Time is Different: Eight Centuries of Financial Folly di Ken Rogoff. Rogoff è probabilmente il principale esperto mondiale di default sovrani. E come spiega nel suo libro, questa volta è tutt'altro che differente. Che i governi vadano in bancarotta è un fatto antico quanto l'idea stessa di governo.
E nella storia quando avviene un default, generalmente la causa è una sola: troppo debito.
E' un concetto molto semplice che sembra intuitivamente ovvio -si accumula troppo debito e il pagamento degli interessi diventa troppo oneroso per essere rispettato.
Storicamente è dimostrato che il punto di non ritorno si raggiunge quando il governo è nella condizione di dover chiedere in prestito soldi per pagare gli interessi su quelli già avuti in prestito.
Nel Medioevo di norma i governi finivano per portare i creditori alla ghigliottina.
Non sono convinto che oggi siano molto più civili -spesso la prospettiva di default sul debito porta guerre e invasioni.
Nonostante tutto ciò sia semplice ed evidente, molte persone, anche tra le più brillanti, nel mondo continuano ad essere convinte che "this time is different" (questa volta è diverso) e che per una serie di ragioni gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Europa, ecc non possono fare e non faranno default.
Qual è la differenza tra oggi e il passato? Forse che la nostra società moderna è supposta democratica, avanzata e libera? Che c'è la globalizzazione? Che le classi dirigenti sono tanto più intelligenti di quelle del passato? Cazzate.
Innanzitutto la democrazia statalista in cui viviamo rende molto difficile imporre misure di austerità. Prendiamo ad esempio la Grecia: qualcuno ritiene plausibile che decine di milioni di persone riducano volontariamente i propri privilegi? O è più probabile che votino il prossimo pagliaccio che promette la luna..?
Secondo, la globalizzazione peggiora la situazione da questo punto di vista perché ha reso il sistema finanziario e bancario mondiale tutto connesso. Mentre in passato gli effetti di un default si limitavano alle due parti in causa, prestatore e debitore, oggi l'interconnessione fa si che se crolla un mattone viene giù tutto il castello.
Terzo.. è un'ipotesi che non merita neanche di essere discussa.

Diciamo quindi subito le cose come stanno:

1) Tenuto conto dell'indebitamento pubblico e privato,la maggior parte dei paesi
occidentali è insolvente.

2) La storia dimostra che la crescita economica in una situazione simile è pressoché impossibile. Quando una percentuale così alta del Pil deve essere allocata per il pagamento degli interessi sul debito, non c'è speranza di crescere. La maggior parte dei paesi in questa posizione fanno default o (iper)inflazionano. Entrambe le cose hanno conseguenze disastrose.
L'amara verità è che una soluzione indolore a questa crisi non esiste.

3) I continuati interventi politici e monetari nell'economia sono controproduttivi. Tassi d'interesse reali negativi servono solo a rendere il problema, e il suo impatto, ancorpeggiori.

4) Gli ingredienti combinati di insolvenza: da una parte un sistema finanziario globale basato su una moneta di carta straccia e dall'altra stati nazionali in bancarotta hanno creato le condizioni per una depressione economica di lungo termine, direi epica.

5) Il deteriorarsi delle condizioni economiche porta dritti dritti a scontri sociali.
[C'è un bellissimo paper di due economisti europei che afferma l'esistenza di una esplicita correlazione tra i tagli al budget del governo e fenomeni quali l'aumento del tasso di criminalità, rivolte, o vere rivoluzioni].

6) Anche di fronte ad una popolazione depredata che minaccia la sua sopravvivenza,il governo non smetterà mai di mantenere lo status quo: potere a loro, spese a noi. Ancora, la storia mostra che gli stati di polizia, nemici comuni, totale perdita di privacy,controllo dei capitali, tasse alte ecc diventeranno la norma.

7 )Nessuna di queste restrizioni può evitare agli uomini e ai capitali finanziari di migrare laddove vengono trattati al meglio. Ciò affamerà la bestia e alla fine porterà ad un reset completo del sistema.

8)Questa non è la prima volta che ciò accade, e non sarà l'ultima. Questa volta NON è diverso. La nostra società moderna non è unica o speciale, non è immune dalle conseguenze che hanno afflitto la storia per millenni.

Può essere che anticipi eccessivamente i tempi, ma preferisco così piuttosto che pensare a queste cose mentre sto mettendo i vestiti nelle valigie per scappare. Dopo tutto, le cose potranno sembrare abbastanza tranquille e normali per molto tempo.
I cambiamenti avvengono lentamente, poi sempre più veloci finché tutto si stravolge in pochissimi giorni.
L'Impero Romano, per esempio, iniziò il suo spettacolare declino dopo che Augusto divenne difatto imperatore nel 27 a.C. Fu susseguito da una serie di miseri fallimenti -Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, ecc. Ma Roma rimase in stato confusionario per centinaia di anni, oscillando tra crescita e declino.
I cambiamenti erano graduali. Una piccola svalutazione monetaria qui, un piccolo eccesso di spesa là. Assassini interni e guerre esterne. Durante tutto questo, però,le persone più attente capirono la direzione presa e l'inevitabile conclusione, e molti cittadini di Roma si imbarcarono alla ricerca di pascoli più verdi.
I cambiamenti graduali diventarono sempre più pronunciati,  e più erano pronunciati,più erano le persone che se ne andavano. Secondo i conti di Gibbon nella sua operaThe History of the Decline and Fall of the Roman Empire,la città di Roma perse circa il 75% della sua popolazione negli ultimi 50 anni del V secolo.
La storia è piena di altri esempi di nazioni una volta orgogliose che dopo decenni di problemi, sono crollate in poco tempo. L'Impero Ottomano. La Dinastia Ming. La Francia feudale. L'Unione Sovietica.
Pensa alla velocità del cambiamento di questi mesi. In Italia, penso che ormai tutti si siano resi conto che la situazione sia davvero grave. Il declino si sta affrettando.
Come gli Ottomani, i Sovietici e i Romani prima di loro, le civiltà occidentali stanno entrando nella fase in cui il tasso di declino inizia ad aumentare vertiginosamente.

Questo brano è stato tratto dal Free Report di Riecho Economia e Libertà . Si suggerisce la lettura integrale del report  che potete trovare qui

1 commento:

  1. Non é da dimenticare che la storia può essere fatta del vissuto esistenziale di ogni giorno oppure di pagine scritte. Diceva un mio validissimo professore di ... storia, che tutti, vivendo, facciamo storia. Aveva ragione
    Si usa dire, comunque che "Historia est magistra vitae". In genere, per altro, la maggioranza delle persone non imparano gran che dalla storia.
    Sono deficienti?
    Non é da credere che tanti umani siano così stupidi. La spiegazione c'é: la storia , quella scritta e che si può tramandare, é pur sempre il "racconto" di qualcuno. Qui sta il "busillis".
    E chi narra ci mette sempre parecchio di suo, anche se é onesto. Chi poi non lo è: figurati!! Si tenga conto che spessissimo la storia é scritta dai vincitori o da chi possiede i mezzi di informazione (vedi 11 settembre).
    Così ci possono essere parecchie "storie" riferite ad un solo avvenimento perchè parecchi sono i punti di vista di chi redige la storia che quindi é soggetta alla relatività. Poi ci sono i documenti (quando si trovano) che possono ribaltare le situazioni cognitive. Può succedere pure che il narratore si lasci sfuggire tra le righe qualche lapsus rivelatore il quale, ad un lettore perspicace, può giovare a chiarire meglio la questione.
    Qualcuno tace per motivi vari, ma delle volte anche qualcuno parla col rischio però di venir messo al rogo per "deviazionismo eretico" o per qualche altro "ismo". Dipende.
    In ogni modo, l'articolo é piuttosto interessante.

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