venerdì 16 novembre 2012

LE MENZOGNE SU MONTI SALVATORE DELLA PATRIA

di Paolo Cardenà-
Troppo spesso e fin troppo a sproposito, si sente  dire che Mario Monti sia  il salvatore della patria e che, grazie alla sua azione di governo, lo spread sia precipitato dai 552 punti del novembre 2011, fino ad arrivare ai 355 di oggi, facendo così risparmiare un bel po' di soldini in termini di interessi sul debito. Ma le cose non stanno esattamente in questi termini, poiché tale supposizione costituisce, in realtà, un falso storico che può essere desunto osservando la seguente immagine che riporta l'andamento dello spread dell'era Monti.




Dall'immagine si osserva agevolmente che il ripiegamento dello spread BTP/BUND,  è concomitante con 3 operazioni straordinarie poste in essere, non dal Governo, ma dalla Banca Centrale Europea.
In realtà, dopo un iniziale ripiegamento a cavallo di novembre e dicembre 2011 con l'insediamento di Monti a Palazzo Chigi e il varo del Decreto Salva Italia (che come sappiamo ha salvato assai  poco), lo spread riparte fino ad arrivare alla fine di dicembre 2011  in area 515 punti base. Qui, interviene la BCE con la prima operazione di rifinanziamento triennale alle banche europee, innescando così  la caduta dello spread. Caduta che prosegue e si accentua dopo il mese di Febbraio, a seguito della seconda operazione della BCE a favore del sistema bancario. Ricordo che la BCE, con queste due operazioni, ha concesso  al sistema bancario europeo oltre 1000 miliardi di euro di finanziamenti triennali al tasso dell'1%, e in questo articolo potete trovare ulteriori dettagli.
Nei mesi successivi, a decorrere da marzo, si comprende che la recessione in Italia e nel sud Europa, risulta essere ben più profonda di quanto incautamente preventivato sia dal Governo che da altre (pressoché tutte) autorità sparse per il mondo: dal FMI fino ad arrivare alla Ue. Ma ciò che preoccupa maggiormente i mercati, è l'abbraccio mortale tra  banche e  stato. Come già abbiamo avuto modo di chiarire nelle righe di questo sito, se da un lato le due operazioni poste in essere nei mesi precedenti dalla BCE (dicembre 2011 e febbraio 2012 N.d.a), hanno avuto il merito di sopperire (almeno parzialmente) alla carenza di liquidità sul circuito interbancario e  favorire l'acquisto dei titoli di stato da parte delle banche finanziando così lo Stato -che di lì a poco tempo, altrimenti, avrebbe perso l'accesso ai mercati con conseguenze catastrofiche su scala planetaria-  dall'altro, ha favorito l'esacerbazione di un meccanismo perverso per cui le banche finanziatrici del debito sovrano, vedevano diminuire vertiginosamente il valore dei titoli di stato acquistati con le due operazioni LTRO abbattendone il patrimonio, e quindi anche la capacità delle stesse banche di sostenere imprese e famiglie attraverso la concessione di prestiti. Quindi esistevano (esistono ancora) tutte le condizioni per una crisi bancaria che, unità alle sofferenze bancarie derivanti dall'inasprirsi delle condizioni economiche, rischiava di produrre un fallimento sistemico di banche e stato. Fallimento,  chiaramente non confinato al solo  perimetro nazionale per i motivi che potete ben comprendere. Ecco quindi la corsa dello spread fino ad arrivare 537 punti del luglio scorso, fino a quando il presidente delle BCE Mario Draghi, intervenendo  in conferenza stampa, pronuncia queste magiche parole:
"Ho un messaggio chiaro da darvi: nell'ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l'euro. E credetemi: sarà abbastanza".
Questo, imprimerà una caduta repentina dello spread che si consoliderà poi nel mese di settembre, con l'annuncio della creazione del programma OMT con il quale la BCE si è dichiarata disponibile ad acquistare illimitatamente titoli di stato con durata triennale. Pertanto, il ridimensionamento dello spread che tuttavia resta ancora in area di massimo allarme, è dovuto solo ed esclusivamente all'azione delle BCE che, benché con poteri di intervento limitati, costituisce  comunque un ottimo deterrente contro la speculazione. Quanto a Monti, gli va senz'altro attribuito il "merito" di aver accelerato, con la sua azione di governo, i tempi che condurranno alla prossima e (allo stato attuale) inevitabile  deflagrazione del sistema Italia. I fatti sono questi e tutto il resto costituisce menzogna e pura propaganda di basso profilo

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