lunedì 12 novembre 2012

ECCO COME LE BANCHE DISTRUGGONO LE PICCOLE IMPRESE


di Paolo Cardenà-

"Gentile cliente,come Le è noto, di recente, abbiamo provveduto ad effettuare una revisione dei sui affidamenti in essere presso la nostra banca. Dalla  documentazione contabile che ci avete reso disponibile,  emergono delle incongruenze che non ci consentono di procedere al rinnovo degli affidamenti in essere. Pertanto, La preghiamo di recarsi con cortese sollecitudine presso i nostri uffici per comunicazioni che La riguardano. Cordiali saluti."
Subito siete presi dal panico e vi chiederete cosa diavolo sta accadendo con la vostra banca, avendo ricevuto questa comunicazione. Sta accadendo che,  con un linguaggio  più che altro tipico di un diplomatico di qualche ambasciata britannica sparsa per il mondo, la vostra banca vi sta comunicando che  è in procinto di chiudere i  rubinetti alla vostra azienda: niente più affidamenti, niente più fidi promiscui, niente più anticipo fatture o salvo buon fine. Niente più di niente.  La vostra azienda si ritroverà presto  a dover rientrare dai fidi utilizzati e proseguire con le proprie forze, sempre che ci si riesca. Cosa abbastanza remota in questo momento. A meno che, con i vostri capitali (liquidi) e ammesso che ne disponiate, vi sostituiate alla banca.

Ma perché la banca interviene proprio ora che ne avete più bisogno rispetto ad altri periodi? E perché non piace più quello che andava benissimo fino a poco tempo fa? A questo interrogativo si può rispondere argomentando su due ordini di problemi che, in realtà, costituiscono le due facce della stessa medaglia: la crisi economica. In realtà, la crisi sta mettendo a dura prova la qualità degli attivi bancari idonei a sostenere la massa di finanziamenti che la banca ha concesso e concede alla propria clientela. Tanto più gli attivi diminuiscono di valore e qualità, tanto più la banca dovrà ridurre i propri impieghi presso la propria clientela. Il secondo motivo per il quale la banca sta rientrando dalla sua esposizione è che, verosimilmente, vede ancora ben lontana la ripresa economia e teme un ulteriore contrazione dell'attività tale da compromettere la solvibilità delle aziende creditrici. O, in modo molto più semplice, non crede più alla profittabilità del vostro business, ammesso che lo conosca.

Oh, per carità! Apparentemente, nulla di illegittimo da parte della banca che è certamente autonoma e libera di concedere affidamenti a quelle iniziative imprenditoriali e che ritiene  siano meritevoli di attenzione dal parte del mondo bancario, ammesso che siano sempre in grado di cogliere la bontà o meno dell’iniziativa imprenditoriale; del che, nutro forti dubbi. Così come non c'è nulla di illegittimo ( o meglio non dovrebbe esserci) se la banca, dopo approfondite analisi, che non possono certamente esaurirsi nella sterile lettura di un bilancio negativo o poco più, decide di rientrare dalla propria esposizione e vi concede gli strumenti e i tempi necessari per poterlo fare.

Ma le cose non procedono sempre in questa direzione e la lettera che state ricevendo è solo l'ultimo atto di un rapporto già compromesso da tempo,  e che ha visto la vostra azienda vittima dello strapotere e dell'arroganza bancaria. Al di la del ben più noto tema dell'anatocismo bancario, tema non  oggetto di questo articolo, ciò che ci si propone , è analizzare in che modo le banche stanno rientrando delle proprie esposizioni nei confronti delle piccole imprese, e come stanno assumendo garanzie a difesa delle proprie esposizioni.  Di solito,  lo stato di necessità di un azienda,  pone la banca in una posizione di supremazia contrattuale e “comportamentale” che “legittima” in maniera impropria ed inopportuna la banca ad abusare della propria posizione, contravvenendo reiteratamente a numerose regole e leggi, anche di buon senso. Ma come esercitano  le banche questo strapotere che si riflette poi sulla vita dell’impresa fino a comprometterne l’esistenza?

Il tema delle condizioni bancarie praticate e del relativo inasprimento, costituisce l’esempio più immediato. Ma questo aspetto, talvolta, oltre a nascondere profili di responsabilità a carico della banca, può essere giustificato da un aumento del costo della raccolta bancaria: se la banca spende di più per attrarre depositi dai risparmiatori, ne consegue che pretenderà interessi via via maggiori per le linee di credito concessi alla propria clientela. Nella crisi attuale, quanto affermato, può essere parzialmente smentito considerando che le banche italiane sono state destinatarie di oltre 200 miliardi di euro di prestiti triennali da parte della BCE al tasso agevolato dell’1%. E quindi, l’aumento delle condizioni praticate alla clientela non potrebbero essere giustificate da un maggior costo del funding. Come noto, queste risorse non sono state girate all’economia reale e, pertanto, l’inasprimento delle condizioni bancarie, può trovare giustificazione nella necessità dei bilanci bancari di produrre ricavi via via maggiori per poter mitigare i pessimi risultati di esercizio.
La crisi ha fatto emergere, talvolta in maniera cronica,  le difficoltà nella riscossione dei rispettivi crediti commerciali da parte delle aziende. Ecco quindi che trattandosi di crediti talvolta anticipati dal sistema bancario in forma di anticipo fatture o anticipo effetti, ai primi insoluti, le varie banche hanno posto rimedio utilizzando delle pratiche scorrette, a parer di scrive, che hanno finito per compromettere l’esistenza delle aziende o, nella migliore delle ipotesi, ne hanno limitato fortemente la redditività già contratta per effetto della crisi. Quindi  il sistema bancario  ha avviato in essere una serie di attività e procedure (del tutto censurabili) con il fine di abbattere i rischi creditizi, ma infliggendo così un duro colpo alle aziende più deboli e maggiormente provate da questa crisi. Proviamo a fare qualche esempio.

Una pratica molto diffusa nel sistema bancario è quella di indurre le aziende ad accantonare una percentuale calcolata sul netto dell’anticipo effetti, in modo da costituire dei fondi facilmente aggredibili in caso di dissesto dell’azienda e, al tempo stesso, determinare una raccolta bancaria remunerata a tassi prossimi allo zero.
Esempio: un anticipo fatture di 100.000 euro,  la banca anticipa circa l’80%; sulla parte anticipata calcola una percentuale (magari tra il 3, il 10, 15% o addirittura oltre) e destina questa somma alla costituzione di un fondo, sottraendo tali risorse dalla disponibilità dell’impresa.
Un'altra pratica a molto diffusa è quella di richiedere asset a garanzia delle propria esposizione in forma di iscrizione ipotecarie, pegno di titoli   e/o garanzie fidejussorie. In questi ultimi casi, sembra che vada per la maggiore richiedere l’intervento di un garante terzo: un confidi, disponibile a garantire buona parte delle esposizioni bancarie anche in forma di scoperto di conto e/o anticipi fatture ed effetti. In questa ipotesi, l’intervento del confidi consente alla banca di mantenere comunque una massa inalterata di impieghi e quindi, invariati saranno  ricavi  percepiti in termini di interessi, ma abbattendone notevolmente i rischi che verranno ribaltati sul confidi per effetto della garanzia prestata. E’ evidente che questo impatta notevolmente sugli oneri finanziari a carico delle aziende che si troveranno a pagare, oltre gli interessi passivi e le commissioni bancarie già a livelli altissimi, anche gli oneri per il rilascio della garanzia da parte del confidi e, talvolta, anche a costituire dei depositi cauzionali presso questi ultimi. Ciò non fa altro che comprimere ulteriormente la redditività aziendale e impegnando risorse finanziarie, creano apparenti benefici solo nel breve termine alla gestione finanziaria aziendale grazie ad un apparente aumento di liquidità che ben presto verrà drenata per effetto degli oneri bancari sostenuti.

Nei casi ancor più clamorosi, talvolta, la banca nel concedere finanziamenti, oltre a pretendere la garanzia del confidi, impone all’imprenditore anche la costituzione di pegni su titoli della stessa banca a garanzia dell’esposizione. Così ad esempio se un imprenditore necessita di un finanziamento di  100.000 euro per acquistare un macchinario, la banca si renderà disponibile a concedere addirittura un prestito superiore (magari 150.000) in modo che le risorse eccessive potranno essere messe a garanzia e confluire in nuova raccolta. Esempio:  prestito 150 mila euro di cui 50 mila a garanzia con pegno su obbligazioni bancarie della stessa banca, e i restanti 100 garantiti per la metà dall’intervento del confidi. In questo modo la banca potrà avere ricavi  maggiori per effetto di maggiori interessi calcolati su un prestito superiore al fabbisogno aziendale, ma con rischi contenuti a 1/3 rispetto alla massa concessa a prestito. Di contro l’imprenditore dovrà corrispondere interessi passivi anche sulla somma di denaro posta a garanzia per la sola compiacenza bancaria.   Senza poi trascurare che, in questo caso, la banca potrà contare anche su una raccolta positiva remunerata a bassissimo costo e soprattutto immobilizzata per tutta la durata del prestito.

Ma l’espressione della massima illegalità dell’operatività bancaria, viene posta in essere proprio quando, ad insaputa del cliente, la banca distrae dei fondi operando delle compensazioni tra i diversi rapporti attivi o passivi; mettendo, dall’oggi al domani, sul lastrico le imprese. E’ il caso in cui vengono presentati degli effetti allo sconto e la banca si appropria del netto ricavo magari per ridurre l’esposizione di qualche altro affidamento e/o rapporto di c/c con saldi passivi. In altre parole, in questo caso, commette un vero e proprio abuso che si sostanzia proprio nell’appropriarsi di fondi derivanti da una operazione di sconto, per utilizzarli a riduzione o chiusura di altro rapporto passivo riconducibile all’impresa. E’ evidente che questo costituisce, talvolta, il colpo di grazia per l’impresa, che  si troverà con un deficit improvviso di liquidità che porrà l’azienda in stato di insolvenza nei confronti di fornitori, dipendenti, fisco e, nei casi più disperati, anche del sistema bancario stesso. Si pensi ad esempio allo sconto di effetti con il quale l’imprenditore dovrà provvedere ad utilizzare il netto ricavo per far fronte ai propri impegni. Ne deriverà che i fornitori non potranno essere pagati e quindi, questi ultimi, non saranno più disposti a rifornire l’impresa. Analogo ragionamento può esser osservato per i propri dipendenti e per il fisco. E nella ipotesi di rate di finanziamento in scadenza, anche queste non potranno essere onorate facendo così scattare (nel caso diverse rate sospese) le segnalazioni di rito alle varie CENTRALI RISCHI. Ma in questo caso, la cosa più aberrante e sorprendete è dover constatare che le segnalazioni vengono puntualmente recepite dagli stessi organi deputati al controllo sull’attività bancaria o a sue consociate, che assumono la segnalazione senza neanche porsi il dubbio sull’operato della banca  e sulla  legittimità che ne ha determinato la segnalazione. In questo caso, di colpo, tutto il sistema bancario si avventerà sull’impresa prosciugandone le disponibilità e condannandola al fallimento.

In conclusione, quello che, talvolta, il sistema bancario pone in essere in queste operazioni, costituisce un vero e proprio abuso di posizione dominante nei confronti della clientela che ne subisce tutte le conseguenza. Nella migliore delle ipotesi, il danno è circoscritto (si fa per dire) a dover sostenere  maggiori costi e quindi a subire un abbattimento della  competitività e della redditività. In altri casi, tali modus operandi, determinano un vero e proprio  dissesto delle imprese e la contestuale morte. L’esperienza empirica emersa in questa crisi, ha fatto emergere molte criticità, problematiche e contraddizioni che affliggono il sistema bancario e i casi appena citati ne costituiscono alcuni  esempi clamorosi che dovrebbero imporre delle serie riflessioni e una riformulazione  delle regole comportamentali, affinché si possano reprimere ed estirpare simili comportamenti che, oltre a danneggiare la credibilità stessa del sistema bancario, determinano seri rischi per la sopravvivenza del tessuto delle piccole imprese, un tempo spina dorsale dell’economia di questo Paese.

26 commenti:

  1. E' fuori dubbio la posizione dominante e vessatoria della banche. Sulla base delle mie esperienze posso pacificamente affermare che esiste anche una totale incapacità dei bancari a valutare obiettivamente la bontà delle iniziative imprenditoriali e delle stesse aziende.
    Vi è poi il solito "giro di amicizie" che molto spesso porta a finanziare per importi considerevoli iniziative spregiudicate, sempre a danno delle piccole imprese che non posso "godere" dei favori degli "amici".
    Insomma è il solito problema del sistema Italia che non và.
    Avrei da raccontare anche un caso strettamente personale che è a dir poco vergognoso, ma eventualmente lo farò in separata sede.
    Oreste Valente

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    1. GRAZIE ORESTE, SE GRADISCI PUOI SCRIVERMI ALL'INDIRIZZO paolocardena@gmail.com
      Grazie e buona giornata

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    2. Quello descritto e' la realta' nella quale sono precipitato, revoca fido e riduzione castelletto anticipo ri.ba, sono bloccato! Dovrei effettuare un pagamento ad un fornitore di 1.300 euro, ho le ri.ba in mano ma sono carta straccia!!!sara' la fine della mia attivita', non potro' piu lavorare...intanto la banca si e' garantita il rientro di 10.000 mettendomi nelle mani di un consorzio fidi che oltre che garantire il rientro alla banca garantira' il castelletto di 20.000 in essere, per la modica cifra di 2.500 euro di spese + interessi!!! Strangolato dalla banca !!!

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    3. Grazie per il commento e non mollare!

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    4. Devo mollare per forza! la banca non mi fa' uscire di 1300 euro garantite da ri.ba. Mi fa' chiudere una attivita', mi fa' fallire!!dopo 25 anni che lavoro con loro! Questa e' la realta', sono un commerciante e se non pago la merce sono bloccato!! A questo punto non mi interessa piu' della garanzia del consorzio, se posso rientro di 200 euro al mese e mi segnalassero pure in centrale rischi, non ho piu' nulla da perdere, mi tengo stretta la mia dignita', voglio morire in piedi ma voglio segnalare al mondo intero il comportamento arrogante e truffaldino di questo istituto, uno dei piu' grossi sul territorio nazionale, Adesso partiranno le denunce per anatocismo!! Voglio svegliare le coscenze ( se mai le avessero ) di chi ci governa e permette questi abusi con i deboli, mentre, i banchieri a braccetto con i politici continuano a crearsi leggi ad hoc per i loro sporchi tornaconti. Miliardi di euro destinati al rilancio dell'economia per le famiglie e le piccole imprese stanziati dalla BCE al tasso del 1% investiti in titoli di stato al 6%...speculazione a palla!! d'altronde, questo e' un governo di banchieri cosa aspettarsi di piu? Scusate lo sfogo ma non ce la faccio piu'!! Ho 58 anni e non so' piu' cosa fare della mia vita!

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    5. Oggi possiamo difenderci da queste situazioni. E' nata la prima "centrale rischi bancaria" grazie alla quale i correntisti possono segnalare i problemi con la banca. tutti i dettagli su http://www.votalabanca.it

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  2. Carissimi amici imprenditori chi scrive e' uno di voi che opera nel profondo sud e che dall 'eta' di 18 anni avendo aperto la fatidica partita i.v.a ha iniziato a farsi succhiare il sangue senza poter avere un contradittorio da quell'ente inutile per l'imprenditore e che viene denominato I.n.p.s il quale ente dopo decenni di contributi obbligatoriamente pagati e se ritardi S.e.r.i.t al sud ed Equitalia al centro nord ti mandano cartelle che definirle da usurai e' offendere l'usuraio stesso, ti dara' una pensione da fame (Oggi anno 2012 e' intorno ai 500 euro mensili ed anche se fosse di 1000 euro ditemi come si potrebbe vivere solo da povero).Poi noi fortunati cittadini del sud non ci facciamo mancare niente ed abbiamo anche la criminalita' organizzata "L'antistato" che ci succhia il sangue e che con i voti pilotati e comprati decide pure la classe politica...... Siamo rovinati !!! Alla prossima.

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  3. Complimenti.Da piccolo imprenditore,mi trovo in situazioni analoghe.Le banche,stanno tentando di tutto per farmi firmare finanziamenti,con interessi nell'ordine del 9/10%,per la chiusura fidi.Ora,la mia risposta è,sempre uguale,mi date la possibilità di lavorare,cosicchè.io potrò onorare i debiti?La risposta è sempre NO,purtroppo il suo rating è inguardabile.
    Domanda:ma se,il rating è inguardabile,come può una banca concedermi un finanziamento?Siamo alla follia più totale!

    Cordiali saluti
    Alessandro Volta

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    1. A proposito di rating, sarebbe carino conoscere il loro....ma non quello taroccato. Vedrai che sarà molto peggiore. Ciao Alessandro e grazie per il commento.

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  4. Ebbene penso di essere all' inizio di questa trafila......infatti in via ufficiosa mi è stato comunicato che il fido (anticipo fatture/riba piu un minimo scoperto di c/c)mi verrà revocato. Fino all' ufficializzazione di tale revoca il fido non può essere utilizzato(credo non sia legale). Avrei tante cose da dire riguardo le garanzie in possesso della banca in questione, dei tassi elevati da me pagati, dagli anni con cui lavoro con questa banca ecc. ma il fatto e uno solo: le banche 'vogliono' essere cieche e danno la sensazione di operare in un' altra realtà.......
    La mia azienda da lavoro a 15 persone e senza queste forme di agevolazioni bancarie non credo possa continuare l' attività, cosa fare.......

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  5. Sono un imprenditore stanco di subire l'arroganza da parte di istituti di credito che oggi allo stato dei fatti rappresentano la vera associazione mafiosa italiana , infatti se hai un problema con una di esse le altre visualizzano segnalazioni create senza diritto di replica e senza assenso giuridico, ti revocano solidariamente tutte le altre , praticamente ti mettono all'angolo tutte insieme contro te singolo operatore impedendoti ogni attivita' risolutiva . In tutto questo questi signori i loro passivi li coprono con i nostri soldi statali. BASTA ci vuole una ribellione .........

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  6. Siamo tutti nella stessa mota.... io sto portando la mi piccolissima azienda alla liquidazione... il fatturato non coprirà gli anticipi fatture e sapete perché perché lavoravo per lo Stato contro il quale ho vinto due cause senza colpo ferire, certo, avevo tutte le ragioni del mondo ma la risposta della Tesoreria della Banca d'Italia è stata "non ci sono fondi e non ci sono mai stati si metta in coda .... sono la 473esima e la prima aspetta dal 1995. Ora che farà la mia banca ? Aspetterà come devo aspettare io lo Stato? Non credo proprio e io impazzirò.
    Scusate lo sfogo.
    Anonimo

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  7. Il problema siamo solo noi.....e sottolineo noi me compreso, siamo solo capaci di lamentarci e "chiacchierare" e incapaci di organizzarci per fronteggiare una minoranza potente, ma in minoranza......lo dimostra la capacità di scegliere al governo sempre il peggiore...sfido di quanti si stanno lamentando abbiano votato sempre la stessa minestra.......

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  8. Buongiorno Sig. Paolo, sono un commerciante di Siracusa, ho da poco ricevuto dalla mia banca di riferimento revoca dell'anticipo fatture al 15/02/2014, cosa che di botto mi ha chiuso i rubinetti, perché nonostante il castelletto si sia liberato di circa il 50% dell'esposizione, non mi permettono di anticipare fatture con scadenza antecedente quella data. Mi ritrovo con titoli nel cassetto che posso solo guardare e sto rischiando di non potere adempiere agli impegni presi coi fornitori e quindi di saltare come azienda. Ho gli estremi per potermi difendere da questo sorpruso ????

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    1. Non conoscendo in dettaglio la sua pratica, non saprei come esprimermi. La faccia verificare ad un bravo consulente e vedrà che una soluzione potrà essere trovata

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  9. sono una commerciante che dopo dieci anni di attività si trova veramente in ginocchio, non riuscendo più a far fronte a nessun tipo di pagamento....ho fatto richiesta per un finanziamento COSVIG fondo di garanzia, ma la mia banca non vuole concedermi l'appoggio, anzi mi ha detto che devo rientrare con il fido, così questa mia ultima speranza potrebbe svanire.....posso rivolgermi a qualche altra banca, anche se non è la mia, per poter ottenere l'appoggio?

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    1. Risponderle senza conosce in dettaglio le sue esigenze, i suoi bilanci e quant'altro, è praticamente impossibile. Si rivolga ad un buon consulente, magari anche onesto, vedrà che saprà suggerirle la strada migliore. Grazie

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  10. Avete bisogno di un prestito? prestito d'affari? e individuo/personal
    loan? o uno studente prestito ed è stato negato di diverse società di
    prestito? email noi oggi at:{alltimehelpfinance@gmail.com} offriamo
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    Grazie

    Victoria aire

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  11. Da oggi i correntisti hanno la possibilità di partecipare alla creazione della prima "centrale rischi" delle filiali bancarie. tutti i dettagli su http://www.votalabanca.it

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  12. Esiste una soluzione => http://www.consulenzaeanalisi.it/gratuita-in-promozione-2/

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  13. Come mai non fanno così con la Grecia?come mai il signoraggio e consentito è soprattutto come mai i sovrani sono piegati alle lobby monetarie incompatibilmente al principio supremo degli stati della loro sovranità e della loro parità vedasi convenzione di Vienna sul diritto ai trattati art 11 1 10 costituzione.e trattati Fmi Bce banca mondiale ecc ecc quanta incompatibilità ci sono tra tutte queste norme

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  14. ho un azienda e qalche anno fa la banca mi ha chiesto di comprare dei titoli per garantire lo scoperto di conto ( passando da 25 mila a 65 mila di scoperto) ho accettato e ho comprato 50 mila di titoli a garanzia dello scoperto (ho anche l'anticipo ri.ba per 40 mila), poi un paio di anni fa hanno deciso di ridurmi lo scoperto a 45 mila ma non annno ridotto i titoli a garanzia. ora alla scadenza dei titoli ho chiesto l'incasso dei titoli e di conseguenza il rientro dello scoperto. la loro risposta e che prima devo rientrare dello scoperto e poi mi danno i miei soldi ( perche dicono che sono un soggetto fallibile). e normale?? lo possono fare? in pratica non posso rientrare perche i miei soldi li anno loro e dovrei trovarne altri per riavere i miei sono pazzi. se riesco a chiudere il conto posso fargli causa per danni??

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  15. Salve. A fine 2007 inizio 2008 la ditta individuale di cui sono titolare che poteva contare su circa 15 collaboratori tra dipendenti ed esterni è andata in crisi. Lutto personale che mi ha toccato in prima persona e dissidi con mia moglie (ex moglie) che hanno causato un effetto domino e i primi problemi con i 4 istituti di credito con cui lavoravo pacificamente.
    Adesso dopo circa 7 anni vissuti sopravivendo ho ripreso a lavorare aquistando con pagamento immediato e vendendo sempre con pagamento immediato alla consegna. Purtroppo però è un sopravvivere per una somma di motivi ed avrei la necessità per ripartite di emettere ri.be e di lavorare con un certo tipo di clienti che paga solo ed esclusivamente a 60 oppure a 90 giorni tramite ri.ba o bonifico.
    Ovviamente ho i creditori alla porta, cioè le Banche ed Equitalia. Sono in "sofferenza" e entro l'anno in corso verrà effettuata l'asta e mi verrà pignorata e posta in vendita tramite asta la prima e unica casa.
    Ho tentato di trattare con le Banche, proponendo ri.be al dopo incasso. In questo modo loro rientrerebbero delle loro esposizione, a differenza di una vendita all'asta. E vorrei rateizzare fino a 120 mesi l'esposizione con Equitalia. Ma per fare tutto questo ho la necessità vitale di emettere ri.be e di avere una piccole percentuale delle ri.be maturate che mi consenta di acquistare i prodotti e sopravvivere in attesa di saldare tutti i miei debiti ma ciò non è possibile perchè ho aspettato anni a causa della mia crisi personale dovuta ad un decesso di una persona cara, alla chisura con mia moglie e alla ditta letteralmente a scatafascio. Io vorrei solo lavorare e pagare i miei debiti ma non me ne danno la possibilità.
    Come fare?

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  16. Le banche......iniziamo con il dire che da almeno 20 anni gli istituti hanno pianificato la sostituzione di personale qualificato inserendo i famosi yes man, persone pronte a tutto pur di mantenere il loro posto.
    costoro in nome e per conto della banca risultano essere dei perfetti aguzzini pronti ad ingannare ogni persona che si presenta al loro sportello.
    In passato e prima dei regolamenti antiusura era tutto piu' semplice per loro, prendevano danaro dal popolo a tassi ridicoli per prestarli alle imprese a tassi vergognosi, tutto appariva semplice, la forbice tra costi e ricavi era molto ampia e conveniva lavorare con le imprese.
    Poi quando si e' deciso di regolamentare le loro abitudini ecco che il gioco non ha piu' funzionato, per tale ragione si e' pensato di usare sempre i danari del popolo a basso costo e impiegarlo in modo sicuro nei titoli di stato o ancora meglio nella speculazione azionaria.
    tutto questo ha consentito di ridurre i costi pur ampliando i volumi di affari, nei titoli di stato o nei titoli il guadagno e' certo e i rischi sono ( a parer loro ridotti al minimo).
    Ecco il vero motivo per cui praticamente non esiste piu' il credito per le aziende, questo specifico settore richiede professionalita, competenza , offre margini ridotti ed aumenta i costi di gestione.
    Tutto bene fintanto che il popolo italiano non capira che tutta la spocchia mostrata da questi furbetti dipende esclusivamente dai depositi del popolo italiano, nessun istituto ad oggi sarebbe in grado di restituire i depositi ai propri correntisti.
    ancora oggi ci e' sufficiente ascoltare qualche ministro che di tanto in tanto ci rassicura che il nostro sistema e' solido, musica per le nostre orecchie, e tiriamo avanti cosi.
    E' ora passata che il popolo italiano si metta a studiare, e'ora passata che comprenda pienamente cosa significa essere consumatori e quale forza puo' esercitare il consumatore.
    Solo unendo le forze del consumatore si puo' indurre ogni potere al rispetto del popolo stesso,la crisi e' il sistema piu' semplice per giustificare tutto, nella confusione anche chi ha torto ha ragione.
    Possiamo continuare a lamentarci per anni ancora ma nulla cambiera' fintanto che non decideremo di agire, tenetevi i vostri risparmi e gestite voi stessi la loro destinazione e il giusto profitto che desiderate.

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  17. Non ci sono parole sufficienti, se a tutto questo aggiungiamo che una Grande Banca ha istituito una sorta di "sportello" ANTIUSURA....

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  18. buongiorno,
    avrei un problema da risolvere e qui mi sembra di aver trovato persone comprensive.
    Non vi annoio con problemi gestionali che mi hanno portato a questo punto,arrivo subito al dunque.
    La banca mi chiede mod.unico o in alternativa bilancio della srl cointestata con i miei fratelli.
    Per ragioni economiche e di incapacita' mia non ho nessuno dei documenti richiesti,finora la banca aveva sempre dimenticato di rinnovare i dati in loro possesso ma purtroppo ora pretendono in tempo breve tali carte per il rinnovo del fido che invece io vorrei chiudere per mancanza di futuro della suddetta srl.
    Non ho ovviamente la disponibilita'immediata per rientrare ma ormai minacciano di bloccare l'operativita' del conto.
    potete aiutarmi con un consiglio.
    Grazie da una imprenditrice incapace

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