giovedì 18 ottobre 2012

ECCO COME FINISCONO NEL CESSO I SOLDI DEI CONTRIBUENTI


di Paolo Cardenà-

Cari contribuenti di tutta Italia, state bene a vedere come finiscono nel cesso i soldini che il nostro caro Stato ci estorce con la dittatura tributaria che sta imponendo, finalizzata a salvaguardare gli interessi finanziari delle banche di mezzo mondo, italiane comprese.

Se ben ricordate, questo sito ha ospitato più volte articoli riferiti alla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, soprattutto in riferimento agli aiuti concessi dallo Stato alla banca Senese. Al solo fine di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato, vi ripropongo uno stralcio di un articolo pubblicato su questo sito qualche mese fa:


Della vicenda dei Tremonti Bond  al Monte dei Paschi di Siena e di come la banca senese ha eluso (con la complicità del Governo precedente) il pagamento degli interessi per circa 200 milioni di euro, ho già parlato in diversi articoli.

Nella nuova edizione dei Tremonti Bond, messi in campo dal Governo Monti per salvare la banca senese e con lo scopo di mantenere  al comando chi ha portato la banca al dissesto - ovvero la Fondazione azionista di maggioranza,  poiché espressione di interessi di partito -  sembrerebbe che venga meno il privilegio riconosciuto alla banca di non ottemperare al pagamento degli interessi qualora non vengano distribuiti utili; peraltro come già accaduto nel 2011 in cui la banca, avendo riportato una perdita, non ha corrisposto interessi allo stato per circa 200 milioni di euro, nonostante lo Stato sia costretto a finanziarsi sul mercato pagando saggi di oltre il 6% per i BTP decennali.


Ma attenzione, qui viene il bello.


Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ASCA, nella nuova versione dei Tremonti Bond sembrerebbe che, ''se gli interessi non sono corrisposti, per assenza o incapienza degli utili distribuibili, l'emittente (Il Monte Paschi in questo caso) assegna al Ministero azioni ordinarie di nuova emissione per una quota del patrimonio netto corrispondente all'importo della cedola non corrisposta"

In altre parole, è vero che chi usufruisce della nuova edizione dei Tremonti Bond, anche in assenza di utili dovrà corrispondere gli interessi, ma potrà farlo corrispondendo al Ministero del Tesoro l'equivalente in azioni della banca.
Ora spero che comprenderete  che, farsi pagare con azioni di una banca che dai suoi massimi ha perso  in borsa oltre il 95%  e che è  partecipata,  per la maggioranza, da un ente che è stato capace di distruggere la banca più antica del mondo poiché al servizio di giochi ed interessi partitici, non è esattamente un ottimo affare e soprattutto, direi, che non è affatto rispettoso per il contribuente martoriato di tasse.
Benché il management della banca abbia riferito che,  secondo il piano industriale, entro il 2015, la banca restituirà i Tremonti Bond, azzardo la previsione che, salvo ulteriori salvataggi, nella migliore delle ipotesi, la banca senese restituirà i 4 miliardi di euro in forma di partecipazione azionaria, visto che comunque è riservata alla banca la facoltà di convertire le obbligazioni dei Tremonti Bond in azioni ordinarie. Come dire: denaro fresco  in cambio di carta straccia....Forse


E' questo, in buona sostanza, il piano di aiuti messo in campo dal Governo Monti per cercare di tirare fuori dai guai l'istituto senese. Guai che, al netto di quelli che derivano dalla pessima congiuntura economica, che comunque colpisce tutto il sistema bancario, derivano in buona sostanza dalla gestione precedente del Monte Paschi a firma Mussari che, nel frattempo, nonostante abbia portato una banca al fallimento, è stato nominato presidente dell'ABI. Un riconoscimento niente male, per uno che è riuscito a pagare Banca Antonveneta circa 9 miliardi dal Banco Santander che, a sua volta, l'aveva pagata 6.6 miliardi di euro appena 6 mesi prima, realizzando così una plusvalenza di circa 3 miliardi di euro in pochi mesi.  Ma su questa vicenda si sono accesi i fari della magistratura che, giustamente, vuole vederci chiaro.


Fin qui nulla di nuovo, ma la notizia di oggi è che, proprio stamane, la società di rating Moody's ha declassato il Monte dei Paschi di Siena a livello junk, ossia SPAZZATURA. 



Milano, 18 ott - Moody's ha tagliato di due 'gradini', a 'Ba2' da 'Baa3', il rating del Monte dei Paschi di Siena: una decisione che porta la valutazione sul debito a lungo termine dell'istituto toscano nella categoria speculativa. L'agenzia ritiene che, nonostante l'iniezione di capitale da 1,5 miliardi da parte del Governo, ci siano probabilita' reali che la banca abbia bisogno di ulteriore sostegno dall'esterno nell'arco dell'orizzonte del rating. Anche la nota di debito a breve termine e' stata portata nella categoria speculativa. Il rating intrinseco della capacita' finanziaria, che non tiene in considerazione l'aiuto che potrebbe arrivare dalle casse pubbliche italiane, e' scivolato a 'E', ovvero nella parte inferiore della scala di Moody's. l'outlook rimane 'negativo'. Come gli stress test dell'European Banking Authority (Eba) e di Banca d'Italia hanno mostrato, "Mps - afferma Moody's - non e' stata in grado di aumentare la propria base di capitale ai livelli richiesti", secondo cui una banca deve avere almeno un rapporto 'core Tier 1' del 9%. L'agenzia sottolinea inolter che la qualita' degli "asset di Mps e' debole e continuera' a peggiorare date le deboli prospettive di crescita dell'Italia per la parte restante del 2012 e per il 2013".


In altre parole, i soldi dei contribuenti che lo Stato ha dato alla banca con i Tremonti Bond (circa 2 miliardi di euro) e che si è impegnata a dare sottoscrivendo i Monti bond (altri 1,5 miliardi di euro), rischiano di finire direttamente nel cesso e non è affatto remota la possibilità che il governo debba intervenire con ulteriori capitali. Ovviamente con soldi dei contribuenti ammazzati di tasse.

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