domenica 20 gennaio 2013

VOLETE APRIRE UN'IMPRESA IN ITALIA? SIETE FOTTUTI IN PARTENZA


                                     di Paolo Cardenà-
Secondo un rapporto diffuso qualche mese fa dalla Banca Mondiale, emergerebbe che nel nostro Paese è davvero difficile avviare una nuova iniziativa imprenditoriale e l'Italia, in questo ambito, si posizionerebbe addirittura dopo lo Zambia. 

Sempre secondo quanto ci dice la Banca Mondiale, le difficoltà che si riscontrano nella creazione di un’impresa sarebbero attribuibili a taluni adempimenti amministrativi che, normativamente, chi avvia un’impresa deve assolvere, ed anche ai costi "amministrativi" per avviare la fase di start up.

Pur condividendo, in toto, quanto affermato dall'istituzione finanziaria, se è vero che in Italia è molto difficoltoso avviare un’impresa, altrettanto vero è che, in taluni casi, è molto difficile mantenerla e farla vivere.

Sebbene l'iniziativa imprenditoriale, almeno sulla carta, non sia negata a nessuno e pur esistendo non pochi cavilli burocratici da assolvere sia all'atto della costituzione, sia durante la vita dell'impresa, talvolta risulta impossibile esercitare un'attività per una serie di fattori che costituiscono la vera e propria discriminante dell'essere imprenditori.

In questo articolo mi limiterò a parlare di alcune problematiche fiscali che, secondo la mia opinione, costituiscono un vero disincentivo nel fare impresa, proponendomi di approfondire in seguito, con ulteriori articoli, altre tematiche comunque rilevanti ai fini del nostro ragionamento.
Al di là del più noto e certamente più discusso tema del livello del prelievo fiscale, che è sicuramente ai massimi livelli, e certamente strangolante per le imprese italiane rispetto ai concorrenti esteri, in questo articolo, mi vorrei soffermare su alcune circostanze ben poco note all'opinione pubblica e neanche troppo cavalcate dai media. In primo luogo va osservato che in Italia vige un sistema di imposizione fiscale e di pagamento di tributi, che rappresenta un vero e proprio disincentivo per chi vorrebbe avviare un'iniziativa imprenditoriale o semplicemente una attività economica. Ciò, poiché, come noto, nel corso di un determinato periodo temporale, peraltro abbastanza ristretto ed individuato dal fisco a ridosso dei mesi estivi, fino ad arrivare ai primi mesi autunnali, ogni imprenditore è tenuto a versare all'erario quanto dovuto in termini di tasse (Irpef, Ires, Irap, contributi Inps) sia a titolo di saldo relativo all'anno passato, sia a titolo di acconto per l'anno in corso. Ebbene, tale pratica, secondo la mia opinione, rende l'inizio dell'attività imprenditoriale particolarmente difficoltosa e ne costituisce un vero e proprio disincentivo per l'impatto che ha il prelievo fiscale, soprattutto nei primi anni di attività. Un esempio potrà aiutarci a ben comprendere di cosa stiamo parlando.
Ipotizziamo che un imprenditore,attraverso la sua ditta individuale, abbia avviato la sua attività all'uno gennaio del 2011 e alla fine dell'anno, il suo bilancio, presenti un utile di 50.000,0 euro, al lordo di imposte.
Ebbene, il nostro imprenditore, nel periodo che intercorre tra giugno e novembre del 2012, stando alle regole fiscali del TUIR, dovrà versare all'erario quasi tutto l'utile realizzato nel 2011. Ciò, in quanto, stando al dettato normativo, egli dovrà versare, entro il 30 novembre, sia il saldo per l'anno 2011 (circa 25000 tra imposte e contributi), sia l'acconto per l'anno 2012 che, con le dovute distinzioni e peculiarità per ogni tipo di imposta e contribuzione, è di circa il 100% dell'imposta dovuta a titolo di saldo dell'anno precedente, e quindi ulteriori 25000 euro a titolo di acconto per il 2012 salvo differirli in avanti ma pagando le relative sanzioni. Stando così le cose, comprenderete agevolmente quanto sia disincentivante, per un aspirante imprenditore, avviare un'attività sapendo, già in origine, che i guadagni realizzati nel primo anno dovranno essere versati totalmente al fisco, già nel mezzo del secondo anno di impresa. Senza considerare poi che, nel secondo anno, le cose potrebbero andare in maniera diversa ed essere  peggiori rispetto al primo esercizio, compromettendo l'esistenza dell'impresa che si troverà comunque a fare i conti con le (non) ragioni del fisco. In tal senso, l'impatto impositivo che si manifesta già nel secondo anno di attività, oltre costituire un vero pericolo per l'esistenza dell'impresa, sottrae cospicue risorse dalla gestione dell'attività, compromettendone anche la possibilità di favorire processi di investimento, basilari soprattutto nei primi anni di vita dell'impresa.
Un ulteriore aspetto disincentivante legato alle tematiche fiscali, che in genere colpisce ogni imprenditore, è costituito dall'aleatorietà di ciò che è dovuto al fisco durante la vita di impresa. Invero, tutti governi fin qui succeduti, ci hanno abituato all'impossibilità di prevedere una corretta pianificazione fiscale nell'impresa che, a parer mio, resta ugualmente importante ed imprescindibile per fare una buona attività di impresa. La mancanza di una normativa chiara, univoca e organica a livello fiscale, unita alla necessità delle finanze pubbliche di poter contare sempre su un maggior gettito fiscale e la ricerca sempre spasmodica di nuove risorse, hanno stimolato la miopia dei governanti che hanno quasi sempre adottato soluzioni dettate dallo stato di bisogno, e comunque non conformi a logiche di certezza normativa e stabilità (nel tempo) della disciplina fiscale, venendo meno, talvolta, a patti con i contribuenti. Insomma, si ha come la sensazione (che poi tanto sensazione non è) che si sia andati avanti arraffando un po' qua e un po' la, dove si è potuto, senza guardare troppo al futuro e senza occuparsi di quali sarebbero stati gli effetti prodotti da tali pratiche. Questo modus operandi, oltre a favorire l'infedeltà fiscale del contribuente, ha reso ancor più complesso orientare i consulenti fiscali e tributaristi nell'interpretazione di norme fiscali in perpetuo mutamento e, talvolta, contraddittorie rispetto all'intero apparato normativo.
Non è un caso, infatti, che dinanzi le commissioni tributarie pendano ormai centinai di migliaia di contenziosi che, stando ai dati forniti della stessa agenzia, il più delle volte, vedono soccombere l'amministrazione finanziaria con un notevole aggravio di costi per lo stato. Senza considerare poi i costi sostenuti dagli imprenditori che, oltre ad anticipare o sostenere - talvolta- le spese di giudizio, patiscono anche un notevole aggravio di tempo nella soluzione della controversia. Tempo prezioso sottratto alla propria attività e allo sviluppo della propria impresa. La mancanza di una visione di luogo periodo nella legiferazione su tematiche fiscali, unita ai livelli di imposizione fiscale ai limiti della sostenibilità e della schizofrenia, ha contribuito, non poco, a favorire fenomeni evasivi ed elusivi. Tanto è vero che, come noto, l'infedeltà fiscale italiana è un primato (in negativo, si intende) in tutto il contesto europeo.
La costruzione di un impianto normativo privo di logiche aderenti a principi di certezza normativa, e universalità di interpretazione della norma, che si sostanzia, di fatto, nella coesistenza di una moltitudine di norme non organiche, talvolta contraddittorie, che lasciano spazio a diversi profili di interpretazione che talvolta sono alla base di contestazioni e giudizi nelle varie corti tributarie, non costituiscono un incentivo a fare impresa. Al contrario, rappresentano un ostacolo alla corretta e normale gestione imprenditoriale, alla pianificazione fiscale, e favorisce fenomeni evasivi e tanto più elusivi. E’ evidente che un'architettura normativa uniforme ed organica, contribuirebbe anche ad una minore spesa in capo agli enti proposti ad accertare e contrastare fenomeni di evasione fiscale. Ad aggravare la situazione appena descritta c'è da dire che il quadro normativo con cui il fisco procede con l'attività di accertamento, non sembra, almeno per il momento, essere rispettoso ed equo nei confronti del contribuente, posto il fatto che, ad esempio, gli studi di settore, determinano i ricavi di ciascuna impresa in modo statistico e talvolta indiscriminato, senza possibilità di considerare le peculiarità tipiche di ciascuna impresa, se non davanti alle corti tributarie; posto che, talune osservazioni, minimamente non vengono accolte durante la fase del contraddittorio. Inoltre, sempre in tema di studi di settore, la valenza probatoria di questo strumento di accertamento è stata più volte smentita anche da una pluralità di sentenze che hanno disorientato l'amministrazione stessa che più volte è intervenuta a riposizionare il modus operandi durante le fasi di accertamento dei propri ispettori.
Il quadro appena descritto, pur sintetizzando in maniera semplice alcune criticità del fisco, ci rappresenta, almeno in parte, un ambiente fortemente disincentivante per la creazione di impresa e sopratutto per la sua sopravvivenza. In un contesto come quello attuale, dove si sta assistendo allo sterminio di migliaia di imprese, appare del tutto irrealistico poter pensare che le imprese cessate e/o delocalizzate, possano essere rimpiazzate da nuove iniziative imprenditoriali, stando all’ostilità del fisco e all'irragionevolezza della pretesa tributaria.

65 commenti:

  1. Nn aprite nessuna attività in Italia ,se potete scappate....

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    1. Bisogna essere pazzi per aprire qualcosa in questo paese marcio, dove gli unici a passarsela bene sono gli statali

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    2. La cosa COMICA è che se ti rivolgi all'agenzia delle entrate e chiedi un modulo per aprire P.iva, gli impiegati ti ostacolano e te lo sconsigliano! :-)
      (Successo personalmente).
      Vabbò... uno vuole regolarizzare un attività... e l'agenzie delle entrate nella veste dei suoi impiegati "sconsiglia!" :-D
      Altra questione: Anni addietro mi ero rivolto all'agenzia delle entrate per controllare la registrazione di un contratto di affitto che avevo.
      Beh... l'impiegato dopo aver guardato il monitor mi ha detto "C'è un qualcosa di strano, aspetti un attimo". Alche alza il telefono, mi manda in un ufficio al primo piano dove trovo una signora ad accogliermi, che dopo essersi seduta davanti al PC, dicendo: "si ci sono degli errori, ma adesso che li ho corretti è tutto a posto" :-D
      Ecco, se avete qualcuno che vi "aggiusta" gli "errori" sul computer dell'agenzia delle entrate, siete in regola per sempre. ;)
      Terza storiella di vita vissuta. Avevo 18 anni e lavoravo per un SPA di roma nella mia città. Beh.. si andava al COMANDO GENERALE DELLA GdF a farsi dire "che cifra scrivere, nella gara di appalto, per vincerlo".
      Vinto l'appalto CALDAIA NUOVA, montaggio e installazione alla foresteria del quinto piano della GdF. LA dittà si occupava di riscaldamento\condizionamento... ;-)
      Saluti
      il.gem
      P.s:E' inutile avere oltre 70.000 leggi (alcuni sostengono 90.000) se poi chi deve applicarle, scusate il termine, CI SI PULISCE IL CULO DAVANTI AI CITTADINI. Senza vergogna o riguardo.
      Andate via se potete, oppure createvi un introito INDIPENDENTE dagli Italiani e dall'italia. Consiglio gratuito. :)

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    3. lecco.....alcuni mesi fa'.....sono andato con mia moglie in banca per chiedere una possibilita' finanziaria per poter aprire una partita iva e iniziare con la mia piccola attivita'.
      mi e' stato risposto dal responsabile capo della banca di andare all'ufficio di Lecco centro:"cof commercio" dove una persona incaricata credo dal comune e dallo stato italiano ha la possibilita' di aiutarti nel percorso per aiutare l'italia con una nuova idea imprenditoriale dove attraverso le idee di stronzi italiani come me' possono seriamente cambiare la cose ed aiutare chi e' senza lavoro.......
      b'e seduti... alla scrivania ho iniziato a parlare con questo signore....ad un certo punto gli suona il cell.....mentre parlo risponde al suo amico e si mettono a parlare del weekend in montagna.....il che mi guardo in faccia con la moglie e incredulo........mi alzo saluto e me ne vado...da chi avrebbe dovuto aiutarmi............e' una vergogna totale.......totale.
      parola di Marco Gandolfi......uno stronzo che avrebbe potuto fare qualcosa di grande come la Apple nel mondo.......uno dei tanti che moriranno sulla nave chiamata italia.

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  2. Ottima analisi della terribile situazione fiscale per le imprese. Aggiungerei che il temibile meccanismo "mangia-utili" non scatta semplicemente al primo anno di attività, ma in tutti gli anni successivi al primo in cui, per una qualsiasi ragione, tipo la crisi economica, gli utili dell'impresa nella gestione precedente siano nulli.

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    1. La ringrazio per il Suo apprezzamento. Stia bene e a presto.

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    2. Me ne ero accorto gia' nel 2005 quando tirai su' un'attivita' ristorativa familiare,in ronagna....abbiamo appena avuto la liberatoria da una banca locale,dopo aver pagato 1/4 dei presunti debiti. Si sfacchinava 12 ore al giorno,io mia moglie e mio figlio per riuscire a pagare imposte e tasse varie!!!!

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  3. complimenti per l'articolo rispecchia molto chiaramente la situzione attuale in poche parole invece di incentivare ammazzano senza pietà la poca voglia di fare impresa che è rimasta soprattutto nei giovani !
    Comincio a temere che abbiamo sbagliato tutti una cosa : in un paese di ladri non puoi lavorare onestamente perchè sarai penalizzato forse occorre adeguarsi e di conseguenza iniziare a rubare

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    1. La ringrazio per il suo contributo e per il suo apprezzamento. A presto.

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  4. ....senza considerare il LUSSO di avere dei dipendenti!!!!! e la voglia di scappare o chiudere è veramente tanta!!!!

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  5. Le caste... gli imprenditori sono una di quelle (confindustria). Chi c'e' giá gode delle trattative che in Italia si fanno da tanti e troppi anni. Chi non c'e' invece e' completamente tagliato fuori dal mercato del lavoro. I soldi delle famiglie restano parcheggiati in banca, non generano guadagni ne' lavoro e rimandono a disposizione delle manovre fiscali che si fanno ogni anno. Vivere in un'altro paese mi fa capire molto pene perche' in Italia tutto e' fermo e i servizi che ci sono te li devi tenere e pagare profumatamente senza indipendentemente che siano buoni o cattivi, visto che non c'e' piu' la possibilita' di esprimersi liberamente con una attivita' imprenditoriale

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    1. La ringrazio per il Suo contributo. A presto!

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  6. Nel 90' ho comprato un biglietto di sola andata per Londra - avevo un milione di lire in tasca (come dire due noccioline qui) e non parlavo una parola di inglese - sei mesi dopo avevo un lavoro decente ed e' scomparsa l'emicrania terrificante che mi tormentava da 7 anni in Italia - oggi ho una piccola impresa che mi rende a sufficienza e una casa praticamente pagata con 6 vani non lontana dal centro di Londra - affittarla mi renderebbe al minimo £1500.00 al mese - le spese fisse per avere un piccolo business qui' sono £2.40 alla settimana e coprono pensione (piccola) e servizio sanitario nazionale - l'iscrizione al VAT (IVA) e facoltativa fino al superamento di un giro d'affari di £77000.00 l'anno (non si paga ne si scarica).
    Le tasse sui profitti su un profitto medio di £25000.00 sono all'incirca il 25% e io Italiano evasore ladro le pago tutte perche'... "i soldi al sole sono una cosa bellissima".
    Frase presa da un post in un forum inglese quando hanno aumentato l'IVA:
    "Se le tasse sono il 10% io mi sforzo il 10% per non pagarle - se sono il 70% io mi sforzero' il 70% :)))

    Spero un giorno che gli Italiani onesti si sveglino e senza guerre fratricide capiscano dov'e' il vero male e lo rimuovano.

    Grazie di cuore per il grande aiuto con i suoi articoli.

    Take Care!

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    1. Grazie a Lei per aver raccontato la Sua esperienza e per l'apprezzamento espresso. A presto!

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  7. Mi ha catturato il titolo e l'analisi che Lei descrive è perfetta, anche se inquietante. Traduca in un libro la sua conoscenza di temi economici, vedrà che avrà successo. Complimenti vivissimi!!!

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    1. Grazie!!!!!!! Prenderò in considerazione il suo suggerimento.

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  8. Naturalmente Erboristeria15 settembre 2012 12:07

    Tutto troppo vero,da 42 anni sono iscritto alla Camera di Commercio, credo di poter portare una piccola esperienza.In Germania nel 1970 aprire un'attività ci son voluti 6 giorni.Al mio paese, dopo un incendio doloso abbiamo chiesto di riaprire a 300 mt., ci son voluti 90 giorni.
    Si crede che quando apri un'attività devi per forza guadagnare e che quello che compri sia già venduto.

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    1. Verissime le sue osservazioni...Grazie!!!

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  9. caro Paolo, grazie per averci aiutato a toglierci le caccole dagli occhi. Quello che vedevamo non ci sembrava la realtà. Ma se andiamo tutti via, qui, l'Italia a chi la lasciamo?

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    1. A mio avviso, chi ha la possibilità di poterlo fare dovrebbe partire. A maggior ragione per poter dare un futuro migliore ai propri figli.....Grazie per l'apprezzamento

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  10. Mi lasci ringraziarLa per gli interessantissimi spunti che da qualche tempo ci propone,no vorrei sembrare indiscreto se mi permetto di avanzare la richiesta di una Sua analisi riguardo il rastrellamento RCS ,le notizie riguardo l'interessamento Mediaset/Murdoch su La7 e la forte presa di posizione di Diego Della Valle riguardo la politica Fiat in Europa.Trova qualche collegamento tra questi eventi o è puro frutto del caso?

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  11. specchio esatto della situazione del nostro paese. Purtroppo ci sono ancora due cose molto gravi che gravano sulle piccole imprese. Le fatture, di consuetudine, ormai vengono pagate a un minimo di 90 gg (se non addirittura a 360, vedi FIAT), e secondo, se non si vuole pagare tali fatture, con piccole scuse, si possono rinviare ulteriormente tali pagamenti nel tempo. Le cause legali durano anni e anche in caso di ragione non vengono riconosciuti i danni subiti per tale condotta scorretta e indecente.
    Il fisco non riconosce (o meglio è cieco e sordo) tale situazione, e ti trovi a dovere accumulare debiti ingenti per amministrare la tua attività.
    Peccato che la legge europea prevede un ritardo massimo di 30 o 60 gg per il pagamento delle fatture, e come al solito il bel paese non fa rispettare tale normativa comunitaria. Inoltre lo stato pecca per la seconda volta non facendo rispettare le leggi o promuovendone di nuove per tutelari i diritti dei propri contribuenti. Insomma lo stato pretende le tasse ma si rifiuta di dare i servizi dovuti al cittadino.

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  12. concordo pienamente. aggiungo inoltre che per numerose attività, ad esempio quelle legate agli ambienti web, dove all'estero vige piena libertà, in italia ci si rifà al diritto pensato e costruito per fattispecie non dinamiche: morale della favola, gli imprenditori che vogliano avviare attività sul web sono fortemente penalizzati. Inoltre una azienda che voglia partire in italia è sottoposta ad una serie di vincoli autorizzativi creati spesso solo per dar potere alle lobby: vedasi iscrizioni a ruoli e possesso di determinati requisiti che bloccano l'attività d impresa. concludo affermando che un ulteriore giogo è rappresentato dal sistema giuridico/fiscale che obbliga al ricorso a Notai e Commercialisti, ovviamente a titolo super oneroso.

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    1. Grazie per il tuo commento e la tua condivisione.

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  13. ...Sono un semplice cittadino, non ho mai fatto impresa, non sapevo come fonzionano in merito le cose!! Grazie per il Suo chiaro e descrittivo articolo, da cio'capisco che se uno e' onesto EVADERE il fisco e' Sopravvivenza!! Tutto cio' ha il risultato che abbiamo, l'Azienda Italia ...CHIUDE!!!!

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    1. Grazie infinite, onorato del tuo apprezzamento.

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  14. Vorrei anche sottolineare che laddove il "cliente" è la Pubblica Amministrazione, si rischia di pagare tasse su soldi già fatturati per i quali i pagamenti arrivano in media dopo 6 mesi....un anno (se non di più) quando l'impresa ha dovuto anticipare costi di personale (buste paga e contribuzione), fornitori di servizi e materie prime.

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  15. Commenti non ne ho...........è da un pezzo che ormai sono sfiduciato da questo triste paese.sono un 38enne che lavora come collaboratore nel negozio di famiglia e mi sento fottuto dalla generazione precedente.Bella l'analisi che avete fatto rispecchia la realtà che vedo ogni giorno. Provate a chiedere un rimborso del bollo auto in veneto, arriva dopo 8-9 mesi e dopo 4 non sanno ancora dirti se è pervenuta la richiesta. Provate a documentarvi sulla normativa per il trattamento dei rifiuti RAEE per in negozi di elettrodomestici, una cosa assurda icrizione al registro documenti di trasporto obbligo di creare un deposito chiuso recintato e pavimentato tenere un registro e obbligo di ritiro a casa del cliente gratuitamente..........mi sento un servo della gleba, suddito non cittadino..

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  16. Ottimo articolo.

    Io voglio comunque aprire una ditta individuale (tra 1-2 anni, se va bene), cercherò di essere più bravo degli altri e di imparare a prendere i finanziamenti ai giovani....

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    1. Buona fortuna, ne avrai un immenso bisogno

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  17. ho letto in parte il suo commento , e le dirò che non mi aspettavo nulla di meno visto il periodo ma allora ad un giovane cui oggi come oggi è negato il diritto al lavoro , ed è negato il diritto a fare impresa ,cosa rimane ???? ho letto alcuni commenti al suo discorso e non ne ho visto uno soltanto che le abbia dato torto ragion per cui penso che ciò che ha scritto possa essere abbastanza veritiero , quindi a noi cosa rimarrebbe ???

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  18. sto cercando di aprire un hotel col mio compagno,ma demoralizzata,spaventata,se e non so che fare ..l'italia si ferma?????
    questo articolo,l'ho letto e aha rispecchiato tutto cio' che sono le mie paure...in questo momento sono fortunata ad avere un lavoretto,niente contro gli stranieri,ma devo ammetere che lavorare in italia per un albanese,questo un pò mi demoralizza,non perchè loro non abbiano diritti,ma forse come cittadina italiana ,avrei voluto essere aggevolata di piu' invece di avere continui blocchi burocratici...non so voi che dite

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  19. in questo momento la cosa migliore è non possedere nemmeno i pantaloni che si portano addosso,io no voglio dire a nessuno di vendere le suo cose e andarsene ma io lo faro' presto,vendero' tutto e me ne andro' in alta montagna,una piccola stanza per vivere,il mio orticello,un piccolo animale da allevamento per potermi sfamare,senza luce enel,un piccolo pannellino solare con due batterie e quando la luce finisce ci sara' il domani,insomma una vita fuori dalla vita,mangiando piu sano,vivendo piu a lungo,molti meno pensieri e molta meno vita frenetica.chiamiamolo un ritorno al lontano passato.in questo momento cercare il bene materiale per poter vivere meglio ci porta alla morte di noi stessi.

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    1. ok tutto giustissimo ma io penso che e' da vigliacchi partire per un altro paese bisogna reagiree o primo saremo solo spettatori degli stranieri che s prenderanno possesso di un paese cosi bello cm l'Italia

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    2. e se lo prendessero questo bel paese, tanto probabilmente fino ad allora lo avranno lasciato anche loro.......

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    3. Vigliacco è colui che ha mandato in pensione le persone sapendo che avrebbe dovuto far pagare ad altri il conto, vigliacco è colui che non fa un czz.. totto il giorno e percepisce uno stipendio sapendo di fare poco e niente. Perchè una persona intraprendente, che investe il suo denaro, messo in condizioni di scegliere se investire in Italia con probabilità di rendita prossimo allo zero dovrebbe rischiare, per dare posti di lavoro? a chi? perch? non ha il diritto di investire dove spera di avere un rittorno maggiore??, lei dove fa gli acquisti, dove costa di più o dove costa meno?? ovviamente fa gli acquisti dove costa meno, ovviamente se sei una persona logica, cosi la logica vuole che una persona vessata, tassata, stressata con normative impossibili, controlli fantasiosi, fisco famelico, insomma in un inferno fiscale decida di portare la propria azienda, know how dove gli conviene. Purtroppo, è quello che vuole la maggioranza degli Italiani. La maggioranza vuole sentirsi dire che sta male perchè ci sono gli evasori e non perche sono parte in causa del loro stesso male. Contiamo le persone che lavorano nel pubblico, militari, finanza, comuni, regioni, porti, rai, e possiamo andare avanti, poi vediamo che devono essere mantenuti (e come sono mantenuti) per poi ricevere delle pensioni super, ben al di sopra del privato. L'impdap è stato accorpato al Imps perchè altrimenti falliva, ora l'Imps non ha più soldi.. in altri termini il lavoratore privato si è fatto fottere dal lavoratore pubblico. In questa Italia è vigliacco la persona che lo difende questo sistema perchè se lo difende è parte in causa, cosi l'unica soluzione per una persona seria che lavora, investe e fa impresa è andarsene. Rittorneremo per le vacanze, avendo una casa in Italia, faremo impresa altrove.. dove conviene. Il destino dell'Italia è questa . . sempre più immigrati e meno imprenditori. Ricordatevi una cosa. L'acqua va in discesa, mai in salita, le persone si spostano dove conviene mai nel senso inverso e cosi fanno anche gli imprenditori, gli studenti, gli investimenti. L'Italia è destinata a deindustrializarsi e trovarsi al livello dell'Albania se continuiamo a pensare che il sistenma va bene cosi. Ma alla maggioranza degli Italiani va bene cosi. Quindi se un imprenditore se ne va a fare impresa da un altra parte ha raggione.

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  20. purtroppo mi associo pienamente ai commenti e all'articolo... ogni tanto penso di ri-fare "impresa", leggo rileggo faccio disfo....poi ripenso al mio passato da libero professionista (forzato, nessuno ti assume a 23 anni) e alla fatica che ho fatto per pagare tasse, anticipi su anticipi e LAVORARE. Lo stato italiano complice con le banche, punta semplicemente a farti indebitare in maniera SISTEMATICA E VOLUTA, lo stato italiano (e uso le iniziali in minuscolo volutamente) da anni armai è gestito da ladri e furbi della peggiore specie, gente che non riconosco come miei governanti tutti dal primo all'ultimo. Ci hanno tolto la possibilità di FARE, non possiamo più nulla, siamo il loro cibo. l'Italia non è un paese degno di essere chiamato paese civile, facciamo ridere. Amo il paese dove sono nato ma a causa di questa gentaglia oggi posso fare poco o nulla, mi aspetta solo una vecchiaia di mer.a, vorrei trovare il coraggio di andare via...

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    1. Grazie per il tuo commento Marcello. Credo che prima o poi la speranza tornerà ad avere la meglio. Coraggio!

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  21. Sono un ragioniere contabile che lavora in uno studio commerciale appena neodiplomato dal 2010 ho avuto la fortuna di trovare lavoro presso lo studio ove lavoro tutt'ora e il tutto senza raccomandazioni (cosa molto rara in Italia). Ogni anno sotto dichiarazione dei redditi delle attività mi rendo sempre di più conto che tra studi di settore ed altri calcoli che le aziende che rimangono in piedi lo fanno per sopravvivere, e non per avere un utile o un guadagno. Penso di fare un corso d'inglese e un pò di slang americano come finirò di pagare la macchina...Mi dispiace dirlo questo paese mi ha dato tanto ed ha tanto ma non mi darà mai una vita degna per quello che valgo.

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    1. Non posso che condividere Michele. Grazie per il commento

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  22. aiuto!!siamo 2 ragazze 24-enni,vorremo aprire una boutique a firenze,e siccome siamo 2 ragazze giovani pensavamo di aver diritto a qualche agevolazioni,che ne pensate?

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  23. Vorrei trovare il coraggio di suicidarmi ma mi dispiace far soffrire la mia famiglia.in italia ormai è certo che non si può avviare un'attività,nè per arricchirsi nè tantomeno per sopravvivere.Quindi sarei grato a chiunque possa darmi delle indicazioni su come e dove poter avviare un'attività fuori l'italia(e che attività)con pochi spiccioli.
    Beato chi è riuscito ad arricchirsi in passato ed ora ha la possibilità di scegliere dove e come vivere
    Se qualcuno onesto si vuol fare avanti a proporre e ad unirci per creare qualcosa.da soli c'è poco da fare ma insieme forse potremmo farcela.buona vita a tutti

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    1. C'è una soluzione a tutto. Scrivimi in privato sulla mia email. Farò tutto il possibile per aiutarti e vedrai che troveremo una soluzione. Ti aspetto, non mollare.

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  24. poi ovviamente arrivano gli studi di settore che dicono che non hai fatturato a sufficienza. Prima ti mandano fuori mercato poi ti dicono che sei un evasore perchè non hai fatturato quanto LORO che non hanno mai lavorato e hanno vissuto di parassitismo per tutta la loro vita credono che tu debba fatturare.
    Questa è PULIZIA ETNICA!!!!

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  25. Ci sono poi alcune piccole cose che ti sei dimenticato.
    1. Il funzionario del fisco che ti da una multa, prende una percentuale sulla multa. Direi un conflitto di interessi. Ma la bella è che la prende anche se lo stato poi non incassa niente o ha torto.
    2. Ci sono delle disposizioni per portare il contribuente in 1o - 2o grado di giudizio fino in cassazione. Se vinci in primo grado, ti rimandano al secondo grado e poi in cassazione. Cosi facendo le spese processuali alla fine sono a carico del contribuente e messo di fronte alla prospettiva di spendere 20 per non pagare una multa da 20, finalmente socombe e paga.
    3. Prima di appiopare una multa fanno un accertamento sul tuo patrimonio, in altre parole se hai soldi la multa sarrà salata, se ne hai meno la multa va in proporzione. Come dire se corri a 160Kmh in autostrada con una Ferrari la multa è di 600€, se invece corri sempre a 160Kmh con una panda la multa è di 150€, non voglio usare la parola pizzo..
    Insomma viviamo in un paese dove il diritto non esiste, siamo vessati al punto di essere noi in funzione dello stato e non lo stato in funzione nostra. Viviamo nella paura, perchè non ci sono regole chiare, semplici e precise per poterle seguire, i da l'impressione che lo facciano apposta per poter tenere il popolo sempre in scacco, cosi l'unica seria, e lo dico a mal in cuore, opzione per poter fare impresa, è spostarsi fuori dall'Italia.

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    1. Anonimo: Hai colto nel segno.
      Impossibile essere in regola con 70\90.000 leggi stimate in vigore.
      Oppure è possibile, ma comporta l'assoluta "immobilità".
      Vai alla caritas, pranzi e ceni la, poi alla sera alla stazione.
      Ma anchè così, ci sono leggi che impediscono gli accampamenti e bivacchi in zone pubbliche. :)
      Insomma, manco a FARE IL BARBONE, sei a posto con la legge in Italia! :)
      Se vogliono farti sloggiare, ti fanno sloggiare.
      Ed è LAPALISSIANO che è VOLUTO. Affinchè tu sia SEMPRE ricattabile da parte di istituzioni\stato\organi di controllo.
      il.gem
      p.s:Ci sono paesi europei (EU) che funzionano con 5000 leggi.

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  26. Prima di tutto complimenti per il Blog.
    E' ormai a tutti chiaro che in questo paese non e' piu possibile fare nulla !...E per chi ha ancora dubbi su questo lo invito a girare in qualsiasi citta' piccola o grande che sia e a contare bene tutti i VENDESI che vede esposti sugli immobili sia commerciali sia no.
    La macchina dello stato consuma 100 in aumento.
    Loro i 100 li devono trovare da qualche parte.
    E dove pensate li vengano a prendere ??...da noi naturalmente !
    Scusate il paragone ma questo stato e' telmente vecchio che si puo' paragonare ad un anziano...uno che ha rubato tutta la vita cosa pensate che faccia in punto di morte ?...che cambi il suo carattere?...pensateci bene.
    Sta di fatto comunque che questi il 100 lo devono trovare.
    E che fanno?...vi diminuiscono le tasse sul lavoro secondo voi...oppure e' piu probabile che le alzino o che arrivi una patrimoniale ?...
    Pensateci bene a questa cosa e osservate quello che vi accede ogni giorno attorno a voi..
    Che fare allora?...Beh partendo dal presupposto che questo stato non cambiera' mai , non resta che andare via !...e' l'unica soluzione !...l'unica...
    Un imprenditore oggi e' un PAZZO o un EROE (ma la linea e' sottile) a stare in questo paese...
    E guardate...non pensate che la gente prenda le pistole e vada a sparare, oppure ci siano sommosse popolari o cose del genere..per l'italiota e' piu importante GIOCARE A TENNIS, LA FORMULA UNO O LE MOTORETTE DI VALENTINO ROSSI..
    Del resto l'italiano e' sempre stato cosi'....apsetta sempre che ci sia qualcuno che gli risolva i problemi...
    Ragionando cosi', l'italiano morira'...non c'e' alternativa.
    Siate veramente PRAGMATICI, decidete cosa fare sia per voi sia per la vostra famiglia.
    Iniziate con poco...ma iniziate..iniziate con delocalizzare i vostri risparmi...poi piano piano delocalizzate la vostra impresa poi la famiglia.
    MA FATE UN PRIMO PASSO !!...non leggete blog e basta !....FATE O INIZIATE A FARE QUALCOSA per voi e per la vostra famiglia !!!...qui ci sono persone che vi possono aiutare.
    Buona notte

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    1. Grazie per l'apprezzamento per il tuo commento illuminante

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  27. Innanzitutto complimenti per l'articolo e per il blog.

    In secondo luogo, se posso dire la mia, la storia è un ripetersi continuo dei soliti soprusi del ricco sul povero. Il povero è sempre stato carne da macello, una mercanzia sacrificabile, siamo insetti sacrificabili sull'altare del motto "Per volere divino sono Re/nobile". I poveri sono solo figli di un Dio minore (o minorato?).

    Per farla breve: Loro hanno risorse, patrimoni e conti bancari all'estero e se (o forse è meglio dire quando) l'Italia cadrà faranno ciò che fanno i topi quando una nave affonda ossia scapperanno lasciando i poveri mozzi ad annegare! Si rifaranno una vita sui nostri cadaveri e senza nemmeno un briciolo di senso di colpa.

    Chi non ha grandi possibilità economiche o agganci per avere una chance non può ne scappare via dall'Italia per fare impresa (leggasi piccola impresa) ne continuare a sopravvivere in loco. Chi si ritrova solo e senza santi in paradiso cammina sull'orlo del baratro. L'unica opzione a disposizione è quella di continuare a camminare sul bordo (per non dare un dolore a chi mi ama) o saltare giù per dirigersi verso l'oblio.

    Sono stanca di leggere riviste di settore, girare per blog e siti web per trovare una soluzione che non c'è...sono ammalata...sono disoccupata e la cosa peggiore è che allo Stato (alla mia Madrepatria!) di me non gli importa un emerito BIP.

    La cosa peggiore è vedere invecchiare i miei genitori con il dolore che brucia nei loro cuori e nei loro occhi...con la paura di non sapere cosa sarà di noi figli, tutti ancora sulle loro spalle! Ci stiamo impoverendo sempre di più e non sappiamo che fare per uscire da questo incubo. Inviare curriculum e cercare lavoro è inutile, avviare un'attività o emigrare senza appoggi e conoscenze sembra un suicidio.

    Personalmente mi sembra di far parte del Ciclo dei Vinti di Verga dove i protagonisti sono tutti vinti dal fato, dalla necessità o bramosia di miglioramento.

    E' questo allora il mio destino? Attendere inerme la fine?

    Chiedo venia per lo sfogo e ringrazio per l'attenzione e l'ospitalità. Spero che l'ora e i sentimenti bui che attanagliano il mio animo, giustifichino questo mio deprimente sfogo.

    Rimangono la speranza e la fede a supportare una sognatrice che ha scoperto di aver inseguito chimere per tutta la vita. Buona notte a tutti.

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    1. La ringrazio per il suo apprezzamento e per il suo bellissimo commento, che interpreta al meglio l'esatta situazione di milioni di persone.
      Grazie infinite. Trascorra una buona giornata

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  28. L'articolo è molto interessante e anche i commenti che lo seguono, io sono una ragazza di 28 anni e sinceramente leggendo tutto questo ho davvero molta paura perchè anche io avrei voluto mettermi in proprio nel MIO paese.
    A questo punto mi chiedo che soluzione si può trovare? E' davvero una situazione così catastrofica o c'è un modo per ricostruire pian piano qualcosa di nostro? Io non ci posso credere che il mio futuro è legato ad emigrare, non riesco ad accettarlo. La soluzione non ditemi che sta nell'evasione fiscale perchè tanto poi si peggiora ancora di più oppure è veramente così?

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  29. In effetti proprio quello che e successo a mè aperta attività febbraio 2007 chiusa a dicembre 2013 (chiuso in passivo) ,Adesso non ho diritto a niente proprio niente e vorrei ricordare che ho 17 anni di esperienza in acciaieria dove solo DIO sà come si lavorava.L'azienda dove lavoravo ha chiuso per sua volontà,come da legge superato i 40 anni avevo dirittto a 2 anni di mobilità oppure aspettare le mensilità a quando arrivavano e del tutto scarse, me li anticipava solo e se tenevo aperto una ditta per due anni.Ho aperto la ditta ma sappiate che circa il 45% dei soldi lo stato li ha subito trattenuti,e di più aprendo la partita iva a febbraio già alla fine del mese ho dovuto sborsare le famose 700 a l'INPS senza che io abbia neanche iniziato a guadagnare.Aprire una partita iva non conviene assolutamente ammenochè non hai alti guadagni.Vorrei ricordare allo stato Italiano che ho 48 anni tre figli in età scolare e non riesco a trovare nessun tipo di lavoro per dare da mangiare hai miei figli.Non voglio morire per dare la soddisfazione allo stato, ma sono arrivato al punto di decidere veramente cosa fare.............

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  30. la soluzione e essere nullatenenti lavorare e non pagare piu nulla......................

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  31. Leggo l'articolo solo ora, pur seguendo Cardena'. Condivido tutto, ottime considerazioni, vorrei solo far notare a Paolo, non so se lui abbia mai aperto un'impresa, che pecca di eccessivo ottimismo. Quando mai uno riuecirebbe a guadgnare 50.000 euro il primo anno? Non dimentichiamo che avviare un'attivita' significa, 1- investire dei soldi (arredi. strutture, materiali, merce), 2- trovare dei clienti (non e' detto che eventuali contatti diventino poi effettivi clienti) 3- incassare il dovuto (di solito la parte piu' difficile, anche perche' un piccolo imprenditore non ha potere di imporsi, anzi spesso da' credito per poter lavorare).
    Il problema e' che lo Stato pone per scontato che tu guadagni appena apri, non gl'importa se incassi o meno, e anzi la merce invenduta ti viene subito valorizzata in quanto giacenza positiva di magazzino! Dunque 50.000 e' cio' che pensano al fisco, ma in realta' se per i primi due-tre anni si va in pari bisogna esser contenti. Peccato che questo non sia possibile per gli spesometri o per gli studi di settore, quindi se anche fai fuori i tuoi risparmi sei gia' evasore. Senza contare infine che se l'utile fosse anche di ventimila, il tuo stipendio come viene salvato, devi dare per forza la meta' allo srato e vivere sotto un ponte?

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  32. Da italiano ho aperto una attività nel mio paese.
    Perché?
    Ma perché pensavo che se tutti vanno via come può sopravvivere la nostra nazione.
    Ho pagato regolarmente le mie tasse.
    Perché?
    Ma perché pensavo che se tutti non pagano le tasse come puo sopravvivere la nostra nazione.
    Bene.
    Pensavo male.
    Pur lavorendo ho dovuto chiudere per la troppa pressione fiscale, mi sono indebitato con lo stato che ha sempre chiesto è mai agevolato in niente.
    Adesso sono all'estero e ho una vita dignitosa, quello che in italia non era più possibile.
    Quindi un consiglio.
    Non provateci neanche a fare qualcosa nella nostra bella italia, ne uscireste con le ossa rotte oltre che con l'etichetta di evasori criminali e falliti.
    Se potete partite prima.
    E tornate se volete solo per la vacanza.

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    1. La ringrazio per il commento, buona giornata

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  33. Buongiorno sig. Cardenà, un post illuminante. Vivo in Svezia da quasi sei anni e ho avuto la fortuna di mettere da parte qualche risparmio e di maturare ottime competenze nel mio settore (IT). Il clima del Nordeuropa sta avendo effetti negativi sul mio benessere fisico e mentale, vorrei dunque tornare nel Nord Italia ed avviare una piccola azienda di consulenza.
    Inutile dire che il suo articolo mi ha aperto gli occhi e decisamente riportato con i piedi per terra. Si può dire che ad oggi, Luglio 2016, la situazione non sia migliorata di una virgola? Ho quasi 33 anni e vorrei davvero far qualcosa nel mio Paese, ma le condizioni non sembrano esserci. Pecco inoltre di ingenuità a credere che la crescente influenza del Movimento 5 stelle possa far sperare in un cambiamento positivo?

    La ringrazio.
    Nicola

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    1. Ciao Nicola, sono esattamente nella tua stessa condizione (ma in Norvegia). Vorrei rientrare per via del clima e spero anche io che magari un cambiamento radicale, vedi M5S, possa cambiare qualcosa. Non riesco a spiegarmi come in Italia possano davvero continuare ad accettare condizioni di questo tipo senza fare una rivoluzione. Essendo del sud, pensavo anche io che al nord magari le cose funzionino meglio. Ma avendo sia io e la mia compagna completato gli studi di master e dottorato all'estero, risulta difficile in Italia farsi convalidare i titoli. Ci ho provato e se ti raccontassi ne verrebbe fuori una barzelletta. E' davvero frustrante la situazione in cui si trova il nostro paese. Per noi emigrati ancor di piu perche' costretti a vivere in posti lontani o con usi e costumi completamente diversi da quelle che sono state le nostre radici. In bocca al lupo.

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  34. I prodotti di qualità sono sempre al primo posto, quando si parla di scelta giusta. Scegli anche tu pistola ad acqua. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2Nzc5NTM3MiwwMTAwMDAxMixwaXN0b2xhLWFkLWFjcXVhLmh0bWwsMjAxNjA4MDMsb2s=

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  35. Buon giorno sono un straniero e ho letto tutti questi commenti .Adesso voglio capire perché si apre ancora i negozi in Italia ,ci sono tante aziende nuove ogni anno.Si non guadagnano perché lo fanno?Grazie:)

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  36. Scusate ma perche si apre ancora i negozi nuovi se non si guadagna?

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  37. Nicola, sono nella stessa situazione. Ho 36 anni e da 6 vivo all'estero. Anch'io sono riuscito a racimolare qualcosa e mi piacerebbe rientrare in Italia per avviare un' attività
    Non avendo esperienze imprenditoriali alle spalle, ho cercato, come lecito, di raccogliere informazioni e di fare delle prime valutazioni. Come da buona prassi, dall'idea sono passato a qualcosa di più concreto e ora mi trovo alle prese con analisi di mercato, business plan, analisi swot. Le risposte le troverò attraverso questi strumenti. Certo, le testimonianze di chi è già sul campo e le considerazioni del sig. Cardenà non possono essere ignorate. Per chi come me, vorrebbe intraprendere nel Mezzogiorno, fattori come carenza di infrastrutture, arretratezza socio-economica, povertà, inciviltà, corruzione, illegalità e purtroppo criminalità, non possono essere trascurati. L'informazione e le statistiche ci consegnano oramai l'immagine di un Paese ridotto in fin di vita dagli effetti di una crisi che a mio modesto parere, non è solo economica ma anche morale. Occorre una rivoluzione culturale, una rieducazione della società, tutta, civile e politica. Ciascuno di noi, nel suo piccolo può fare qualcosa. In bocca al lupo e coraggio. Simone

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