giovedì 5 luglio 2012

IPOCRISIA IN NEUROZONA


                                                                                    di Paolo Cardenà-
Sto cercando di astenermi con forza dal dibattito relativo ai presunti successi europei del premier Mario Monti in occasione del vertice dello scorso 28 e 29 giugno. Ma dinanzi a tanta ipocrisia e altrettanta incapacità espressa dalla stampa sussidiata di esprimere una rappresentazione reale e corretta del vertice di Bruxelles, non posso in alcun modo esimermi dal rappresentarvi  alcune considerazioni.


Punto primo. Come noto, al fondo salva stati ESM è stato tolto lo status di creditore privilegiato. E questo, se si dovesse considerare che un intervento del fondo salva stati a favore di un Paese, avrebbe provocato una fuga degli investitori dai titoli del Paese soccorso proprio perché, a quel punto, sarebbero stati considerati creditori non al pari dell'ESM e quindi subordinati, è una riforma che, a parer mio, va nella giusta direzione.

Punto secondo. Al fondo salva stati è stato conferito il mandato di intervenire direttamente nel capitale delle banche (quelle spagnole per l'esattezza),  divenendo così anche un fondo salva banche (finanziato dai contribuenti europei). Invero, il fondo, nella sua configurazione aggiornata e comunque  dopo che saranno sati conferiti alla BCE i poteri di supervisione del sistema bancario dell'eurozona, potrà sostenere anche il capitale delle banche, modificando la propria operatività originaria che prevede l'intervento dell'ESM diretto allo Stato e da questo,  alle banche in difficoltà,  con l'ovvia conseguenza di  un aumento del debito pubblico. Come dire: un giochetto artificiale per far intervenire direttamente i contribuenti  europei (italiani compresi) ancora una volta nel salvataggio delle varie banche, senza con ciò creare ulteriori tensioni sui debiti dei paesi destinatari dell'aiuto.

Punto terzo. Oltre ad un primo passo verso un integrazione bancaria, conferendo alla BCE il controllo sul sistema bancario europeo, sempre nel vertice del 28 e 29 giugno, è stato stabilito che si può accedere al fondo salva stati  con formale richiesta di intervento; sottoscrivendo comunque un memorandum  di intesa nel rispetto di raccomandazioni specifiche, ma senza necessariamente subire l'invasione della cavalleria (Troika). E qui, a dire il vero, non mi sembra che ci sia una novità sostanziale, in quanto, l'operatività dell'ESM sembra comunque subordinata ad una trattativa che mal concilia con la tanto flessibilità di intervento auspicata dal premier Monti.

Punto quarto. E qui, a mio avviso, arriva il nodo cruciale. All'ESM, allo stato attuale, non sembra essere stata attribuita licenza bancaria tale da consentirgli di finanziarsi a leva presso la BCE e intervenire, di conseguenza e con una adeguata capacità di fuoco,  sul mercato primario e secondario calmierando così i rendimenti dei titoli di stato. E' evidente che allo stato attuale, viste le limitate risorse a disposizione del Fondo salva Stati,  il rischio è di prosciugarne ben presto la dotazione,  tenuto conto che è del tutto verosimile che ben presto il fondo potrebbe essere impegnato sul fronte spagnolo.
Un fallimento,  quindi? E' ancora presto per poterlo affermare. Ma fermo restando che resta comunque da definire una quantità indefinita di criteri di intervento dell'ESM, come ho già avuto modo di scrivere in un post precedente,  ritengo che in assenza in assenza di una Banca Centrale Europea che possa acquistare direttamente o indirettamente (anche attraverso il fondo salva stati al quale andrebbe conferita licenza bancaria) ed maniera pressoché illimitata i titoli di stato dei Paesi in difficoltà, abbassandone i rendimenti, ogni tentativo di soluzione della crisi sarà destinato a fallire miseramente. 

Ma chi sono i vincitori e i vinti di questa partita?
Ha vinto sicuramente la Spagna, che ha portato a casa la possibilità di salvare (si fa per dire) le proprie banche senza  dover subire la presenza della Troika e soprattutto un incremento del debito pubblico. Ha Vinto la Merkel che, in perfetta sintonia con la posizione tedesca da sempre contraria a soluzioni di mutualizzazione del debito in assenza di cessione di pezzi di sovranità, ha ottenuto che alla BCE siano affidati poteri si sorveglianza e controllo e solo successivamente, il fondo ESM potrà intervenire direttamente sulle banche in difficoltà. Quindi ha vinto la BCE che, in tal senso, assumerà sempre più potere e un ruolo certamente più attivo. E chi ha perso?.Se si dovesse considerare che lo scudo antispread voluto da  Monti, avrebbe significato attribuire una licenza bancaria alla fondo salva stati, tale da consentirgli di finanziarsi dalla BCE e quindi disporre di risorse con multipli superiori a quelli attuali, in questo caso, al momento, l'Italia è l'unica sconfitta insieme al contribuente europeo,  chiamato nuovamente ad intervenire nel salvataggio di banche in fallimento.

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