venerdì 8 giugno 2012

STANNO RADENDO AL SUOLO L'ECONOMIA ITALIANA

di Paolo Cardenà -
Non c'è giorno che non giungano segnali allarmanti sullo stato dell'economia italiana e che aprono a scenari catastrofici per il futuro del paese. Oggi è la volta della produzione industriale che ha subito un vero tracollo:

"Segno negativo per la produzione industriale ad aprile che segna un calo dell'1,9% su marzo (dato destagionalizzato) e del 9,2% su base annua (dato corretto per effetti calendario). Si tratta per l'Istat del ribasso tendenziale più forte da novembre 2009.

Gli indici registrano, ad aprile 2012, variazioni tendenziali negative in tutti i comparti. La diminuzione più marcata riguarda il raggruppamento dei beni intermedi (-12,8%) ma anche gli altri comparti presentano cali significativi: del 7,9% i beni di consumo, del 6,2% i beni strumentali e del 3,8% l'energia.

Nel confronto tendenziale, l'unico settore in crescita è quello dell'attività estrattiva (+6,5%). Le diminuzioni più ampie si registrano per i settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-15,6%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-14,7%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-12,1%) e della fabbricazione di prodotti chimici (-10,3%)."

Tradotto
 L'Italia si sta deindustrializzando ed il fenomeno è in accelerazione: le aziende stanno morendo sotto i colpi di uno stato capace solo di distruggere ricchezza e opprimere persone libere, con un imposizione fiscale che sta assumendo i tratti del nazismo tributario. Quelle che riescono a tenersi ancora a galla, giustamente, stanno cercando di delocalizzarsi in aree dove trovano condizioni più favorevoli per poter operare, sopravvivere  e svilupparsi. Lo stanno facendo trovando il rispetto e la gratitudine per l'impresa che svolgono, portando lavoro e benessere in quei luoghi. Fanno bene!
Non ve la prendete con gli  imprenditori. Stanno in  trincea e stanno cercando di salvare il salvabile mentre vengono bombardati da uno stato che ha quale unico fine, quello di mantenere i privilegi dei parassiti che ci governano da anni e che hanno ridotto questo paese in macerie.
Cosa augurarsi?
Non credo che esista una manovra di politica economica idonea a rimettere in sesto il paese e c'è solo da augurarsi che giunga al più presto un evento traumatico tale da alimentare il risentimento della popolazione: un default del debito pubblico tale da favorire   la cacciata rovinosa dei nostri politici. Se così non fosse, e la ristrutturazione del debito dovesse tardare ad arrivare, ci arriveremo tutti molto più poveri, stremati e dissanguati. Senza peraltro aver rimosso chi ha portato questo paese verso la disfatta.

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