mercoledì 18 aprile 2012

TASSATI E TRUFFATI


                                                        di Paolo Cardenà -

I nostri governanti sono affetti dalla schizofrenia omicida di tassare tutto ciò che è tassabile. Questo è sotto gli occhi di tutti e soprattutto nella monotonia delle nostre tasche. Ci tassano (o per meglio dire ci espropriano) beni, redditi, patrimoni e quant'altro già soggetto a imposizione; ma  anche comportamenti, vizi, abitudini, stili di vita e   futuro.  Basta che esista qualcosa, seppur aleatorio, suscettibile di valutazione economica, che questo si trasforma subito in materia imponibile da colpire con nuove imposte. Dalla tassa sugli sms (solamente paventata), a quella sui cibi e a quella sulle bibite. Dall’imposta sugli sbarchi nelle isole, a quella sulla pubblicità delle gru nei cantieri edili; solo per citarne alcune delle più clamorose. Arriveranno a tassarci anche le foglie che cadono,  le ombre degli alberi dei nostri giardini o l'aria che respiriamo, visto che l'acqua è già tassata.


E' aberrante constatare, giorno dopo giorno, la perseveranza maniacale e  spasmodica che affligge il Governo nel cercare e ricercare nuova materia imponibile da far emergere e quindi nuove imposte da pretendere;  con la miopia e l'ottusità di chi, con colpevolezza schiavista, non comprende che esiste comunque un limite massimo sopra il quale non si può tassare il reddito della propria popolazione pensando di estrarre maggior gettito, rendendo schiave persone libere.
E mentre si consuma il dramma di una Nazione e di un popolo che sta perdendo la propria libertà e il proprio futuro, nulla, ma proprio nulla, viene fatto sul fronte della riduzione degli sprechi e delle spese.
Nessun significativo taglio o riqualificazione della spesa pubblica e nessuna riduzione dei privilegi (anche se acquisiti); ancora meno a proposito dei tagli ai costi della politica. Nessun impulso o sollecitudine per una riforma costituzionale finalizzata all'abolizione o al ripensamento delle province, o all'accorpamento dei  comuni più piccoli, in un ottica volta a favorire la realizzazione di economie e quindi di risorse da ridistribuire alla collettività; mentre è stata già approvata in tempi record la riforma costituzionale che ha recepito il c.d.  principio del pareggio di bilancio, regalando la nostra sovranità popolare alla UE.   Nulla dal lato della riduzione  dei privilegi del casta che ha distrutto (e continua a farlo) questo paese, a tal punto che la commissione appositamente nominata  è stata costretta a rimettere il proprio mandato, avendo riscontrato l'impossibilità di giungere ad una conclusione. Solo tasse, coercizione  e disperazione imposte a gran parte della popolazione. 
Per non considerare poi i soldi derubati agli italiani e spacciati per rimborsi elettorali  ai partiti, nonostante il popolo (solo apparentemente sovrano) si sia già espresso al riguardo attraverso il referendum che ha abolito tale contribuzione. La cronaca di questi giorni ci racconta, in tutta la sua inquietudine  e con il sentimento di rabbia  che suscita, di centinaia di milioni di euro che vengono elargiti ai partiti politici e dell’uso che le varie segreterie fanno del maltolto. Dei veri parassiti sociali, che godono del denaro estorto al popolo italiano usando queste risorse come se fossero degli Hedge Funds, per fini per nulla  riconducibili al miglioramento e allo sviluppo della politica e della pessima classe dirigente che questa esprime. Le ruberire perpetrate, servono per mangiare ostriche e champagne o per finanziare lussi e privilegi di una classe politica priva di ogni elemento morale, civile e sociale: degna di un basso impero, insomma.
Personalmente, non ho mai sposato l’idea che esista una seconda Repubblica nata dalle ceneri di una  prima - crollata con gli eventi di tangentopoli -, se non in termini convenzionali. Al contrario ho sempre pensato  che questa presunta seconda Repubblica, oltre ad aver ereditato dalla prima, quanto di peggio questa abbia commesso, ne costituisca la natura prosecuzione e conseguente degenerazione, con elementi di maggiore inquietudine: l'occultamento dei nobili principi caratterizzanti una vera democrazia,  la caduta morale e culturale espressa dai politici e il pressapochismo che li ha accompagnati. Oggi, come ieri, i partiti occupano tutte le istituzioni statali, centrali, intermedie e locali. Occupano banche, enti, luoghi di potere, televisioni, università e aziende pubbliche. Anzi, queste ultime, talvolta,  vengono mantenute in vita proprio per riciclare poltrone da riservare  a politici falliti, corrotti o addirittura condannati, e concedere a questi il favore di poter vantare un incarico, apparentemente di prestigio. E’ sempre la Repubblica delle tangenti, della corruzione, della concussione e dell’illegalità diffusa; dei favoritismi, delle sopraffazioni, della difesa di interessi diparte, corporativi e lobbistici e delle raccomandazioni. Questi elementi appartengono ai politici di oggi come a quelli di ieri, proprio come se fossero una naturale eredità trasferita dal corso dei tempi.
 Il risultato di questa degenerazione è sotto gli occhi di tutti: una nazione prossima al fallimento, con una pressione fiscale ai limiti dell’esproprio e un apparato burocratico e amministrativo degno della migliore unione sovietica, volontariamente mantenuto poiché enorme bacino di voti e quindi di privilegi.E proprio mentre gli italiani sono chiamati a sacrifici enormi in nome della salvezza di una nazione che loro hanno distrutto, questi continuano a farsi  beffa del futuro  della popolazione e delle generazioni a venire. Continuano a rubare in maniera spregiudicata e ad anteporre gli interessi personali a quelli della collettività, depredando la Nazione delle sua  democrazia e del sogno di un futuro migliore. Stanno inducendo la popolazione alla disperazione e all’esasperazione.       Ci dovremmo davvero interrogare  sul senso del pagare tasse, e ancora tasse, per mantenere questi distruttori di ricchezza,  sapendo che i nostri sacrifici andranno a favore di una classe dirigente inadeguata e incapace , o peggio,  di un manipolo di ladri e corrotti che, oltre ad essere esempio della caduta morale e del declino di una Nazione, hanno come unico fine quello di difendere e mantenere inalterati i loro privilegi a danno degli italiani.  Un popolo di sessanta milioni di persone, sottomesso e tenuto in scacco da qualche migliaio di malfattori coesi ed arroccati  a difesa dei  propri soprusi, è destinato alla schiavitù. Quando cesserà tutto questo? Quando smetteremo di piangerci addosso e inizieremo a riprenderci il nostro futuro e quello dei nostri figli. Quando avremo il coraggio di cacciarli via ed esiliare questi schiavisti, proprio come fu fatto con i Savoia.



6 commenti:

  1. Un popolo di sessanta milioni di persone, sottomesso e tenuto in scacco da qualche migliaio di malfattori coesi ed arroccati a difesa dei propri soprusi, è destinato alla schiavitù. Ottimo Post

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  2. La ringrazio. Stia bene e a presto.

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  3. Gentile Cardena' sono stato reindirizzato per caso sul blog e sull'articolo che trovo condivisibile tranne nelle cifre;
    intendo quel migliaio a cui lei fa riferimento non e' proprio cosi esiguo.
    Lei dimentica l'indotto dei soprusi, della malversazione, della corruzione e della raccomandazione:a fronte di ogni riprovevole nonche penalmente rilevante cattivo costume sopra citato c'è una schiera di :"pseudo imprenditori affaristi faccendieri azzeccagarbugli legulei" di ogni strato ed estrazione sociale pronto ad approfittarne per se e per la fantocomica famiglia italiana.
    A far bene i conti vedra' che non sono un migliaio ma quasi il 50% salvo poi recarsi in chiesa e recitare il mea culpa la domenica per poi riprendere il lunedi successivo piu' leggeri nello spirito.Saluti

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  4. La ringrazio per il suo contributo

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  5. Condivido l' articolo al 100%. Aggiungo però che la colpa è "anche" nostra. Noi italiani siamo un popolo di pecore: ci lamentiamo, critichiamo (giustamente), imprechiamo contro il governo, ecc... ecc... MA alla fine però abbassiamo la testa e paghiamo sempre tutto il dovuto. Basta che non ci tocchino la partita domenicale, le vacanza, il LED a 40 pollici, l' iPhone ed il SUV e poi ci va bene tutto. Ovviamente ho calcato un po' la mano, ma non penso nemmeno di essere tanto distante dalla realtà. Proviamo a non versare più un centesimo di tasse (tutti nessuno escluso) per un mese, a non mettere più una goccia di benzina nell' auto, a mandare a quel paese i modelli F24 col pagamento dell' IMU. Così facendo, una maggioranza compatta di 60.000.000 di persone contro qualche migliaio di parassiti con il titolo di "onorevole", sarebbe riuscita a mettere letteralmente in ginocchio un sistema farraginoso, burocratico, ladro ed al limite della dittatura. Non vedo molte opportunità di riscatto finchè non si smette con le parole e non si passa ai fatti.

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  6. Ci vuole uno sciopero fiscale......non bisognerebbe più versare nemmeno un euro di tasse finchè non danno prova di utilizzare i nostri soldi per il bene della nazione

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