di Paolo Cardenà -
Ma siamo certi che la feroce caccia all'evasore che si sta conducendo sia, in questo contesto, veramente utile? Non vorrei apparire blasfemo ma questo interrogativo pone dei seri dubbi, per diverse ragioni.
Ma siamo certi che la feroce caccia all'evasore che si sta conducendo sia, in questo contesto, veramente utile? Non vorrei apparire blasfemo ma questo interrogativo pone dei seri dubbi, per diverse ragioni.
Se è vero come è vero che in
Italia, il livello di evasione ha raggiunto livelli allarmanti e è concausa del
nostro dissesto, è altrettanto vero che, almeno in passato, l'evasore ha indirettamente contribuito a
sostenere il ciclo economico.
In una economia da sempre caratterizzata da evidenti fenomeni elusivi ed evasivi, è del tutto verosimile ritenere che soldi sottratti al fisco, siano immessi, almeno in parte, nell'economia reale attraverso l'acquisto di beni, soprattutto voluttuari e non registrati o il sostenimento di spese di minor entità (ristoranti, vacanze, abbigliamento ecc), che comunque, indirettamente, producono effetti positivi sul ciclo economico in termini di maggiori consumi. In tal senso, a vedere il crollo dei consumi in atto, non sembra del tutto remota la possibilità che questo sia dovuto anche ad una minore spesa da parte di individui a cui è stata inibita la possibilità di spesa di somme sottratte al fisco, anche per effetto della tracciabilità del denaro.
In una economia da sempre caratterizzata da evidenti fenomeni elusivi ed evasivi, è del tutto verosimile ritenere che soldi sottratti al fisco, siano immessi, almeno in parte, nell'economia reale attraverso l'acquisto di beni, soprattutto voluttuari e non registrati o il sostenimento di spese di minor entità (ristoranti, vacanze, abbigliamento ecc), che comunque, indirettamente, producono effetti positivi sul ciclo economico in termini di maggiori consumi. In tal senso, a vedere il crollo dei consumi in atto, non sembra del tutto remota la possibilità che questo sia dovuto anche ad una minore spesa da parte di individui a cui è stata inibita la possibilità di spesa di somme sottratte al fisco, anche per effetto della tracciabilità del denaro.
Se ciò dovesse risultare vero, né
risulterebbe che la nostra economia, viziata
da sempre da fenomeni evasivi ed elusivi, avrebbe bisogno, almeno apparentemente,
di una economia sommersa idonea a sostenere l'economia ufficiale.
In tal senso, fermo restando
l'indiscusso principio di legalità e di
equità fiscale, sarebbe opportuno interrogarsi sui costi e sui benefici che si possono
determinare perseguendo, in un momento così critico per l'economia, una feroce
e indiscriminata caccia all'evasore auspicando che, a fronte delle maggiori
imposte recuperate per effetto della lotta all'evasione, non corrisponda un
calo superiore del gettito tributario per effetto dell'inibita possibilità di spesa degli
evasori.
Ciò non deve in alcun modo essere
interpretato come una legittimazione implicita del fenomeno evasivo. Ma
occorrerebbe seriamente interrogarsi anche sulle vere responsabilità della
politica che, per anni, producendo un
apparato normativo complesso, disomogeneo, non organico e talvolta
contraddittorio, ha finito per favorire questo
fenomeno. Forse, sarebbe stato più saggio perseguire immediate soluzioni
finalizzate a realizzare una vera riforma del fisco ispirata a criteri
di maggior equità, organicità e al recupero del principio della certezza del
diritto (fiscale) e poi procedere, magari con minor costi, ad una vera lotta
all'evasione.

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