venerdì 2 marzo 2012

LA BEFFA DI DRAGHI E LA FARSA TEDESCA

Apena ieri, nel mio ultimo post, facendo alcune osservazioni circa il finanziamento che la BCE ha concesso alle banche europee, scrivevo:
"La BCE, scavalcando di fatto i vincoli statutari che impediscono alla Banca Centrale di assumere il ruolo di prestatore di ultima istanza nell'acquisto dei titoli governativi,  indirettamente, con tali operazioni, eleva (impropriamente) il sistema bancario europeo al ruolo di prestatore di ultima istanza. In altre parole, l'Istituto di Francoforte, con  LTRO, aggira i vincoli statutari  facendosi, a mio avviso,  beffa della dottrina tedesca fermamente contraria a tale soluzione, poiché, a loro dire, tale pratica, causerebbe significative fiammate inflazionistiche e soprattutto allenterebbe la pressione sugli Stati, i quali potrebbero adottare politiche di minor rigore nella gestione dei propri bilanci."
Oggi, per tramite  Il Sole 24Ore, si legge che Weidmann, presidente della Bundesbank (la Banca Centrale Tedesca), avrebbe inviato una  lettera a Mario Draghi, protestando per i "parametri troppo generosi dell'operazione di finanziamento che - continua Il Sole 24Ore - potrebbe spingere in alto l'inflazione, il cui contenimento resta il primo obiettivo istituzionale della Banca centrale europea (che per statuto, a differenza di Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan e Banca centrale svizzera) non può stampare moneta e quindi aiutare direttamente gli Stati membri".

E bene, al di là della sfacciata autoproclamazione di questo sito, in questa vicenda, traspare tutta l'opacità del modus operandi tedesco, posto il fatto che, la lettera, successiva all'operazione dell'LTRO, sembra voglia bacchettare "l'affronto" di Draghi  all'ortodossia tedesca che postula che la Banca Centrale debba  osservare rigore nella gestione dei fenomeni inflattivi. Se il sottoscritto, semplice osservatore di eventi economici, in un semplice blog di  provincia ,  ha osato denunciare anzitempo la beffa della Bce alla Germania, sorprende che un banchiere centrale quale Weidmann, lamenti la pratica dell'Istituto di Francoforte solo ad operazione conclusa, palesando, tra l'altro,  tutta la premeditazione e la farsa tedesca. Questo, appare quantomeno strano e sospetto, poiché le banche tedesche hanno bisogno del LTRO, proprio come tutte le banche che non riescono a finanziarsi sul mercato o che ci riescono solo parzialmente e che,  magari , hanno tra i propri attivi titoli tossici come quelli ellenici. Quindi, concludendo,  non resta da aggiungere che Weidman dovrebbe plaudire (e sicuramente nella sua intimità lo farà) all'operato della BCE che ha offerto, anche alle banche tedesche, una buona difesa dall'onda d'urto che potrebbe derivare da un sempre più probabile fallimento della Grecia,  evitando ai contribuenti tedeschi di dover  metter mano al loro  portafogli, soprattutto in tempo di elezioni.

Nessun commento:

Posta un commento