martedì 7 febbraio 2012

VISTO E PREVISTO

Come visto e previsto in molteplici post precedenti, continua senza sosta lo shopping delle banche sulle proprie obbligazioni.
Oggi, Il Sole 24 Ore ci dice che è la volta di Banca Intesa e Banco Popolare: la prima per 3.75 miliardi, mentre la seconda per 4 miliardi di euro.
Come già segnalato in altri post e come ci riferisce lo stesso quotidiano finanziario, per le banche,  i vantaggi dell'operazione di buy-back sono duplici:
"Uno: realizzano una plusvalenza (cioè un utile), che va direttamente a rafforzare il patrimonio di base (Core Tier 1). Due: eliminano dal mercato un po' di titoli subordinati, che oltre ad essere costosi diventeranno anche inutili alla luce delle nuove regole di Basilea 3. Fino a poche settimane fa mancavano solo i soldi per farlo. Ma appena la Bce ha erogato prestiti agevolati a pioggia, questo problema è stato superato. Un'ulteriore aiuto è arrivato poi dalla Banca d'Italia: pochi giorni fa ha infatti eliminato alcuni vincoli su queste operazioni. Morale: liberi tutti."
Inoltre, il riacquisto delle obbligazioni e le plusvalenze realizzate hanno anche  il vantaggio di mitigare, non poco, l'impatto degli aumenti di capitale che l'EBA ha imposto alle banche per rafforzare la propria struttura patrimoniale.
Insomma tutti liberi tranne le imprese, che continuano a subire gli effetti delle politiche di restrizione del credito promosse dal sistema bancario e di inasprimento delle condizioni praticate. Circostanze, queste, che rischiano di aggravare ancora di più la complessa situazione del sistema della piccole e medie imprese che hanno sempre maggiori difficoltà a finanziarsi.

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