sabato 25 febbraio 2012

UNA NUOVA MANOVRA ALL'ORIZZONTE? DIPENDE...

"Non ci sarà bisogno di una nuova manovra perchè nelle nostre previsioni sono incorporati margini di prudenza".
Questo, è  quanto detto dal Premier Mario Monti in occasione dell'incontro con il ghota della finanza italiana tenutosi qualche giorno fa a Piazza Affari. Incontro finalizzato, sostanzialmente, a vendere qualche miliardo di titoli di stato ai maghi della finanza.
Dunque, da dove iniziare?
Iniziamo con il dire che anche Banca Italia  (e non ultimo anche la stessa Ue, che ha previsto per il 2012 una contrazione del PIL dell'1.3% ) con i rituali rapporti sullo stato dell'economia italiana, ci ha recentemente confermato  che, per il 2012, prevede una contrazione del PIL dell'1.5%, contro la previsione del Governo di una contrazione del PIL reale di 0,46%, stimata  in occasione dell'approvazione del varo del  Decreto Salva Italia dello scorso 6 dicembre. Questa divergenza previsionale di dati sulla crescita economica, dovrebbe produrre un maggior deficit di 7.5 miliardi di euro oltre ai 19.5 previsti dal governo, destinati comunque ad essere riassorbiti nel 2013 e 2014 per effetto della diminuzione degli interessi pagati sul debito, rispetto a quanto preventivato il 4 dicembre sul DEF, qualora proseguisse e si consolidasse la diminuzione dello spread, in atto da alcune settimane. Inoltre, è evidente che il governo potrà anche contare sulle risorse recuperate dalla lotta all'evasione che sembrerebbe particolarmente aggressiva, ma comunque l'entita del gettito rimane comunque aleatoria.
Sebbene, si possano considerare effettivamente  prudenziali le stime effettuate dal governo in occasione del DEF del 4 dicembre, giova comunque segnalare che le previsioni di crescita del 2013 e del 2014, allo stato attuale,  sono state confermate sia dal Governo e da Banca Italia, secondo la previsione originaria. Tuttavia, considerata la complessità e le criticità delle  finanza pubblica e in generale del quadro macroeconomico nel contesto europeo, è evidente che per il 2012 e per gli anni a venire, un peggioramento del quadro congiunturale rispetto a quello previsto da Banca Italia,   tale da produrre effetti negativi  sulla crescita programmata anche per il 2013, e 2014, imporrebbe il varo di una nuova manovra per aggiustare i conti.
Certo è, che le recenti dinamiche sullo stato dell'economia e delle imprese, peraltro denunciato  sia dalle parti sociali, dalle associazioni di categoria e da altri enti, è testimonianza di un quadro  ancora in fase di deterioramento ben poco rassicurante. Ciò posto, pensare oggi  che per il prossimo futuro  non si dovranno  fare un ulteriori manovre correttive, appare fin troppo ottimistico, soprattutto se  si considerasse le sistematiche rivisitazioni  al ribasso che sono state fatte nel recente passato sui dati  di crescita precedentemente programmati.
Quindi, concludendo, a perer mio, prima  di poter scongiurare un'ulteriore manovra, bisognerà conoscere quanto profonda sia la recessione in atto e da quanto possa divergere dai dati programmatici. Ma, sotto questo punto di vista, considerato anche l'impatto che avrànno nel 2012 e negli anni successivi le manovre fin qui varate, destinate a comprimere il reddito spendibile delle famiglie e delle imprese, la sensazione non è affatto rassicurante. In tale contesto, si segnala che il prossimo 29 settembre la BCE concederà alle banche Europee un ulteriore finanziamento triennale al tasso dell'1% e c'è da  auspicare che parte di queste risorse , questa volta, siano destinate a finanziare le imprese ancora strette dalla morsa creditizia in atto. Circostanza, questa, indispensabile per una ripresa dell'attività economica e  che consentirebbe di guardare al prossimo futuro con meno preoccupazione. Nel frattempo, anche Citygroup, in un proprio rapporto pubblicato dal sito Finanzaonline, appare molto più pessimista sull'evoluzione della decrescita italiana, confermando che non è escluso che il Governo Monti sarà tenuto a varare un'ulteriore manovra.

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