martedì 14 febbraio 2012

LA TRAGEDIA GRECA

La Grecia è entrata nel quinto anno di recessione e  nell'ultimo trimestre del 2011 l'economia si è contratta del 7% rispetto allo stesso periodo del 2010. La contrazione del Pil registrata nell'ultimo trimestre,  fa seguito alle precedenti rilevazioni, sempre negative,dei trimestri precedenti che sono risultate essere rispettivamente: -8% per il primo trimestre 2011, -7,3% per il secondo e -8% per il terzo.
E' evidente che i sacrifici imposti allo Stato ellenico da parte della Trojka (Ue, Fmi, Bce) hanno avuto come unico effetto quello di determinare un avvitamento dell'economia di una nazione che, perlatro, non disponendo neanche di un tessuto industriale e/o manifatturiero ad alto valore aggiunto, e non avendo una moneta propria, non può neanche utilizzare  lo strumento  strumento della svalutazione valutaria, per ammorbidire gli effetti delle drastiche strette fiscali, che come noto alla narrativa economica ,finiscono per distruggere economie, nazioni e popoli.
In Grecia e successivamente in Portogallo, che ormai è destinato a seguire l'esempio nefasto dello Stato ellenico, si sono materializzati tutti i limiti della classe dirigente europea e della sua architettura politica ed economica  che non è riuscita a rimediare agli squilibri esistenti tra le varie aree economiche dell'eurozona e che, con una moneta unica, voleva mettersi alle spalle secoli di conflitti e supremazie. Conflitti che, oggi, vengono comunque combattuti a colpi di spread.

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