mercoledì 18 gennaio 2012

LA CONCORDIA E L'ITALIA: DUE NAVI SENZA NOCCHIERE


C'è un'immagine, che più di ogni altra, rappresenta il declino della nostra Italia: la nave Concordia quasi inabissata. Una grande nave, mezza sott'acqua e mezza sopra. Un immagine che accomuna un destino, maldestramente parallelo, di una  grande nave e  di una grande nazione. La prima quasi inabissata, la seconda altrettanto.
Un destino che lega  la tragedia  che si consuma sulle coste dell'Isola del Giglio, con altrettanti tragedie che si consumano sulla terra ferma. Il destino di uomini che hanno perso la vita in mare, e di uomini che si suicidano  e muoino a terra, spazzati via dalla crisi economica.  Un destino scritto, in entrambi i casi, da comandanti   irresponsabili che hanno condotto le rispettive navi in maniera maldestra, superficiale e non scrupolosa. Comandanti che, sia nel primo che ne secondo caso, con il loro operato, hanno la responsabilità di due naufragi: quello di una grande nave e quello di una grande nazione.
Circa nove secoli fa, Dante scriveva al canto VI della Divina Commedi proprio in questo modo:
"Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Nulla è mai stato scritto di più profetico e nulla appare possa accumunare di più i due destini. Destini che raccontano storie di navi senza nocchiere: della potenza di una grande nazione ferita, e dell'imponenza di una  grande nave naufragata. Destini che appaiono sinistramente comuni, ma certamente non nuovi. La storia del recente passato ci ha consegnato analogie comuni che hanno cambiato, in qualche modo, il corso della storia stessa.
Era il 1987 quando un piccolo aereo da turismo atterrò sull'impenetrabile Piazza Rossa. L'evento, ferì una  superpotenza e coincise con l'inizio di quella stagione che portò alla tramonto della supremazia Russa ,dissoltasi da lì a poco.
Era il 2001 quando gli USA subirono l'attacco al loro centro di  potere con aerei di linea dirottati. Anche in questo caso, una superpotenza fu ferita e, a mio parere, l'evento coincise con l'inizio della fine della supremazia della leadership americana sul resto del mondo.
Speriamo che, almeno nel nostro caso, la storia possa risparmiarci da finali tragici.

1 commento:

  1. complimenti per l'articolo. Rende perfettamente l'idea

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