C'è un'immagine, che più di ogni
altra, rappresenta il declino della nostra Italia: la nave Concordia quasi inabissata.
Una grande nave, mezza sott'acqua e mezza sopra. Un immagine che accomuna un
destino, maldestramente parallelo, di una grande nave e di una grande nazione. La prima quasi
inabissata, la seconda altrettanto.
Un destino che lega la tragedia che si consuma sulle coste dell'Isola del
Giglio, con altrettanti tragedie che si consumano sulla terra ferma. Il destino di uomini che hanno perso la vita in mare, e di uomini che si suicidano e muoino a terra, spazzati via dalla crisi economica. Un destino scritto, in entrambi i casi, da
comandanti irresponsabili che hanno condotto le rispettive
navi in maniera maldestra, superficiale e non scrupolosa. Comandanti che, sia
nel primo che ne secondo caso, con il loro operato, hanno la responsabilità di
due naufragi: quello di una grande nave e quello di una grande nazione.
Circa nove secoli fa, Dante
scriveva al canto VI della Divina Commedi proprio in questo modo:
"Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Nulla è mai stato
scritto di più profetico e nulla appare possa accumunare di più i due destini. Destini che raccontano storie di navi senza nocchiere: della
potenza di una grande nazione ferita, e dell'imponenza di una grande nave naufragata. Destini che appaiono sinistramente comuni, ma
certamente non nuovi. La storia del recente passato ci ha consegnato analogie
comuni che hanno cambiato, in qualche modo, il corso della storia stessa.
Era il 1987 quando un piccolo aereo
da turismo atterrò sull'impenetrabile Piazza Rossa. L'evento, ferì una superpotenza e coincise con
l'inizio di quella stagione che portò alla tramonto della supremazia Russa
,dissoltasi da lì a poco.
Era il 2001 quando gli USA
subirono l'attacco al loro centro di potere con aerei di linea dirottati.
Anche in questo caso, una superpotenza fu ferita e, a mio parere, l'evento
coincise con l'inizio della fine della supremazia della leadership americana
sul resto del mondo.
Speriamo che, almeno nel nostro
caso, la storia possa risparmiarci da finali tragici.
complimenti per l'articolo. Rende perfettamente l'idea
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