giovedì 5 gennaio 2012

LA TRUFFA DI DRAGHI,DELLE BANCHE, DELLO STATO E LO SCHEMA PONZI


Forse non a tutti è nota la  truffa generalizzata di cui è vittima il l'Italia. Verrebbe da dire una truffa in grande stile, animata con le tecnicità di uno dei più grandi truffatori che la storia finaziaria abbia mai ricordato: Charles Ponzi.
Prima di addentrarci sui meccanismi della truffa che la BCE, BANCHE E GOVERNO stanno ponendo in essere è utile capire in cosa consiste lo schema  Ponzi. Quindi partiamo dalla origini cercando di capire chi era Ponzi e soprattutto cosa faceva.
Una  descrizione di Charle Ponzi ce la fornisce Wikipedia ( a cui  si rimanda per note biografiche) dicendoci che:
"Charles Ponzi (Lugo 3/03/1882 –Rio de Janerio 18 gennaio 1949) è stato un truffatore italiano. Immigrò negli Stati Uniti, dove divenne uno dei più grandi truffatori della storia americana."
Omettendovi tutta lo storia di Mr Ponzi, in questa sede, conta ben comprendere come funziona lo schema da lui ideato e utilizzato per truffare ignari risparmiatori. Al riguardo sempre Wikipedia descrive così lo schema Ponzi proponendone anche un esempio: 
"Lo schema di Ponzi permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote. I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie.
Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi "investiti" non danno alcuna vera rendita né interesse, essendo semplicemente incamerati dai primi coinvolti nello schema che li useranno inizialmente per rispettare le promesse. La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità."
 a titolo esemplificativo
"Un soggetto promette guadagni fuori dagli standard su un investimento a breve termine, spesso riferendosi in termini fumosi a meccanismi complessi o inesistenti.
Senza un investimento documentato, solo pochi investitori danno fiducia alla persona, la quale si assicura di rispettare i patti: pagherà quanto pattuito, anche se lo farà andando in perdita o più spesso prelevando fondi versati da nuovi investitori. In seguito così potrà beneficiare della sua buona fama per far aumentare il capitale investito e il numero degli investitori.
I primi investitori, ripagati, reinvestiranno i fondi e parleranno bene dell'investimento attirando nuove vittime, fino a che la persona, giunta al massimo del guadagno, sparirà nel nulla con i soldi presenti in quel momento.
Presto o tardi tuttavia la difficoltà di reperire nuovi adepti porterà lo schema a collassare da solo, non riuscendo a ripagare gli investimenti o venendo scoperto dalle forze dell'ordine"
 Per la sua semplicità, lo schema Ponzi è un sistema  che viene ancora oggi utilizzato nel mondo finanziario per truffare ignari risparmiatori. Addirittura, solo qualche anno fa Bernard Madoff, finanziere  americano, è riuscito a truffare di circa 60 miliardi di dollari a risparmiatori, banche e istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Lo faceva promettendo lauti guadagni su capitali investiti e rendicontando le posizioni patrimoniali ai propri clienti producendo estratti conto fasulli. Madoff con la sua società , la Bernard Madoff Investment Securities, ripagava gli investitori non con i proventi di investimenti (in quanto mai realizzati), ma semplicemente con il denaro proveniente da nuove sottoscrizioni e da nuovi investimenti.
Bene. Fin qui spero che sia tutto chiaro! Ma cosa c'entra lo schema Ponzi con Draghi e la Bce? Ve lo spiego di seguito raccomandandovi di fare attenzione ai particolari e alle date.

Tutto ha inizio il 6/12/2011 quando il Governo Monti vara il Decreto Legge "Salva Italia. Nel decreto, tra i meandri del testo, c'è un articolo, precisamente il numero 8)  "Misure per la stabilità del sistema creditizio", che recita espressamente:
"Il Ministro dell’economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni."
Ovvero, lo stato può garantire, in modo  totale ed irrevocabile, le obbligazioni emesse dal sistema bancario italiano da offrire come collaterale per la concessione di prestiti da parte della BCE.

Come è noto, il 21 dicembre scorso  la BCE ha tenuto un'operazione di finanziamento (che ho avuto modo di criticare in tempi non sospetti con il post dal titolo "LE BANCHE FANNO BINGO.....")  di 489 miliardi di euro per tre anni al tasso agevolatissimo dell'1%. Alle banche italiane sono andati ben 116 miliardi di euro.
E indovinate un po' cosa hanno offerto le banche italiane come garanzia alla BCE ? Hanno offerto le proprie obbligazioni garantite dallo stato, ovvero dai suo contribuenti! Ma la cosa che è più agghiacciante, è che le obbligazioni emesse dalle banche per circa 40 miliardi di euro, sono state sottoscritte da esse stesse e successivamente, sempre su queste obbligazioni è stata apposta la garanzia statale al fine di offrirle in garanzia alla BCE e ottenere il prestito di 116 miliardi a tre anni al tasso dell'1%.

La cosa che desta ancor più sconcerto, come avevo segnalato nel mio post del 23/12/2011, è che le banche non utilizzeranno questi soldi  per finanziare le imprese. Gran parte di queste risorse verranno utilizzate dagli istituti bancari per rimborsare le obbligazioni in scadenza il prossimo anno (stimate per le prime 5 banche del Paese in 88 miliardi di euro) o addirittura nei casi più spregiudicati, per ricomprare le proprie emissioni obbligazionarie a prezzi scontati ( dal 20 al 30%) in virtù del calo dei corsi obbligazionari che si sono verificati negli ultimi mesi, realizzando quindi enormi plusvalenza da iscrivere  in bilancio. Nelle speranze della Bce, alberga anche l'idea che un'altra parte di queste  risorse possano essere destinate ad acquistare titoli di stato con un duplice vantaggio sia per le banche stesse che per lo stato italiano: per le banche in quanto otterrebbero un eccellente margine di profitto determinato dal fatto che, finanziandosi al tasso dell'1%, possono reinvestire le risorse ricevute acquistando debito sovrano a tassi  superiori al 6,5%
 Ecco scoperto  lo schema Ponzi ordito dalle banche italiane dalla Bce e dal Governo i cui effetti collaterali sono devastanti
Se lo Stato mette la garanzia sui bond bancari, le banche li usano per finanziarsi in Bce e con i soldi comprano titoli dello stesso Stato, non serve un genio per vedere dietro questo arcano una potenziale bomba.
 E se le banche dovessero fallire? E' evidente che pagherebbero gli italiani. Verrebbe da chiedersi, se non fosse stato più onesto e saggio da parte del Governo, obbligare le banche a diffondere l'enorme liquidità ottenuta grazie all'intervento pubblico ( e quindi della collettività) a favore delle imprese e delle famiglie, stemperando la stretta creditizia in atto ormai da mesi e che sta portando al tracollo numerose imprese. Ma la risposta me la sono già data.

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