martedì 31 gennaio 2012

IN ARRIVO NUOVA ONDATA DI LIQUIDITA' A FAVORE DEL SISTEMA BANCARIO

Come già annunciato nel corso del mese di dicembre u.s., la BCE sarebbe pronta ad intervenire nuovamente a favore del sistema bancario europeo con una nuova  maxi operazione di rifinanziamento che si terrà il prossimo 29 febbraio.
Questa,  fa seguito a quella dello scorso 21 dicembre dove sono stati assegnati alle banche europee 489 miliardi euro, 116 dei quali giunti alle banche italiane.
Circa  l'uso che ne è stato fatto di queste risorse, ho ampiamente discusso nei post precedenti, tra cui l'ultimo di qualche giorno fa. La notizia di oggi è che, secondo quanto riportato dal Financial Times, con l'operazione di finanziamento in programma, le banche europee potrebbero arrivare ad ottenere l'astronomica cifra di un trilione di euro (1000 miliardi di euro), sempre con scadenza triennale e al tasso dell'1%. Ciò è possibile per il semplice fatto che la BCE ha deciso di assumere una gamma di garanzie più ampia e di minor qualità in cambio dei finanziamenti triennali. In tale contesto, se sarà replicata la performance delle banche italiane dimostrata in occasione dell'ultima operazione di finanziamento del 21 dicembre, c'è da attendersi che queste potranno  beneficiare di un flusso di liquidità senza precedenti.
Benchè la cifra che il giornale britannico ipotizza  essere destinata alle banche, sia di grandissime proporzioni, ritengo che questa,  solo marginalmente, sarà destinata a operazioni di finanziamento a favore delle imprese e delle famiglie italiane.
 In vero, va ricordato che nel corso del 2012, mentre lo stato italiano è chiamato a rimborsare, o per meglio dire a rinnovare, circa 430 miliardi di titoli di stato, le banche italiane dovranno rinnovare altri  230 miliardi  circa di obbligazioni in scadenza. L'entità di tali stock di debito in scadenza lascia supporre, quindi ,che le banche nostrane utilizzeranno tali fondi per la consueta attività di investimento a favore dei titoli di stato italiani, incentivate in tale senso dal differenziale esistete tra il tasso di finanziamento (1%) e i tassi dei titoli di stato (6/7%), portando a casa un buon guadagno senza correre particolari rischi. Inoltre, viste le difficoltà che stanno riscontrando le banche nell'ambito della raccolta fondi tra i risparmiatori, che, a ragione, si fidano sempre meno del sistema bancario nostrano, è evidente che queste, utilizzeranno le risorse derivanti dal finanziamento BCE per promuovere, selvaggiamente e come ho avuto modo già di precisare, operazioni di riacquisto del proprio debito a prezzi di saldo. Circostanza, questa,  che favorirebbe la realizzazione di enormi plusvalenze da iscrivere in bilancio e mitigare, così, i disastrosi bilanci bancari.
In tutto questo, continua la stretta creditizia a cui le imprese italiane sono sottoposte e l'inasprimento delle condizioni di finanziamento praticate che, in taluni casi, determinano l'applicazione di tassi passivi di circa il 10% per le aperture di credito.
In altre parole, le imprese e le famiglie italiane, sono le uniche  chiamate a pagare il conto estremamente salato per rimediare agli effetti del malaffare che si è consumato in Italia nel corso dell'ultimo ventennio, mentre, chi lo ha causato, continua a godere dei privilegi estorti agli italiani e al loro futuro.

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