venerdì 30 dicembre 2011

PER SFATARE I LUOGHI COMUNI

Non si contano più le volte in cui  è stato detto che il debito pubblico italiano (oggi circa 1900 miliardi di euro) è solo una scomoda eredità della prima repubblica. Questo è vero solo in parte. In realtà la vera ed incontrollabile esplosione del debito pubblico avviene nel periodo post tangentopoli fino ad arrivare ai giorni nostri.
Vi propongo di seguito il prezioso intervento di Oscar Giannino e lascio a voi ogni ulteriore riflessione al riguardo, limitandomi a pensare che se in italia si leggesse un pò di più non sarebbe affatto sbagliato.






mercoledì 28 dicembre 2011

ANCHE IL TESORO SEMBRA VOGLIA ABBANDONARE I BTP

Nonostante l'Italia con la manovra varata dal Governo Monti, secondo l'indicibile dottrina tedesca ma non solo, sembra aver "fatto bene i compiti", lo spread del Btp sul Bund tedesco rimane ancora su livelli di allarme, soprattutto in considerazione dell'enorme quantità del debito pubblico che il governo è chiamato a collocare il prossimo anno.

martedì 27 dicembre 2011

QUESTIONE DI DEMOCRAZIA (SOSPESA)

A parer mio non è affatto vero che in Italia non ci sia un problema di "sospensione della democrazia"come invece nei giorni scorsi i vari leader politici e lo stesso Giorgio Napolitano , si sono affrettati a  sostenere confermando la costituzionalità dell'operato del Presidente della Repubblica circa la nomina di Monti a capo del nuovo esecutivo.

lunedì 26 dicembre 2011

UN POSTO IN PRIMA CLASSE VERSO LA GRECIA

E' di pochi giorni fa la notizia secondo la quale la crescita del paese nel 3° trimestre del 2011 ha subito una contrazione dello 0,2%  rispetto al trimestre precedente. Sebbene il dato risulti negativo, secondo una censurabile ed incauta narrativa economica, non possiamo parlare ancora di recessione in quanto, tecnicamente, per avere una recessione dobbiamo avere due trimestri di crescita negativa.

venerdì 23 dicembre 2011

LE BANCHE FANNO BINGO MENTRE IL CREDIT CRUNCH DIVORA FAMIGLIE E IMPRESE

Proprio mentre imprese e famiglie sono sotto la morsa di una stretta creditizia senza precedenti nella storia economia recente e che, con ogni probabilità, avrà come effetto quello di mettere all'angolo numerose aziende che si vedono ridurre le proprie linee di credito o,  nella migliore delle ipotesi, inasprire la remunerazione dovuta al sistema bancario per operazioni di smobilizzo di crediti commerciali e anticipazioni e più in generale per tutte le operazioni di finanziamento, le banche italiane fanno bingo